MANFREDONIA — «Io c’ero». Giuseppe Marasco torna alla fine degli anni Ottanta, quando, da giovane guardia ambientale, presentò una denuncia alla Pretura di Monte Sant’Angelo sugli scarichi e sull’inquinamento nell’area dello stabilimento Enichem Agricoltura di Macchia. La presentazione dell’esposto nel 1987 e il procedimento presieduto dal vice pretore Gaetano Prencipe erano già stati ricordati in una ricostruzione pubblicata nel 2014.
Oggi consigliere comunale capogruppo a Manfredonia e comandante nazionale CIVILIS, Marasco racconta quell’atto come l’inizio di un impegno durato quasi quarant’anni. Nel suo ricordo, la denuncia portò l’attenzione della magistratura sui vertici di Enichem Agricoltura e sulle modalità di smaltimento dei rifiuti industriali. Marasco riferisce anche di una condanna nel 1987 e del successivo sequestro di circa 30 ettari di terreno attorno alla fabbrica: dettagli per i quali, ai fini di una pubblicazione giornalistica, sarebbe utile acquisire la sentenza e i provvedimenti di sequestro.

La vicenda si inserisce in una storia che Manfredonia conosce bene. Nel 1976, un incidente nello stabilimento allora denominato ANIC disperse nell’ambiente una nube contenente arsenico. Negli anni successivi, associazioni ambientaliste e cittadini sollevarono ripetutamente il problema dei rifiuti industriali presenti nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque sotterranee dell’area.
Per Marasco, la memoria di quelle battaglie ha un legame diretto con il presente. Nel suo messaggio affianca alla denuncia contro il polo chimico l’attenzione che oggi dedica ai parchi giochi, al decoro di via Santa Restituta e agli spazi pubblici di Manfredonia. Cambiano i luoghi e le dimensioni dei problemi, sostiene, ma resta la volontà di difendere il territorio e la salute dei cittadini.
È anche il senso dell’appello con cui chiude il suo racconto: non dimenticare.




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1987/92 furono gli anni caldi per mandare via l’ EniChem, 11 anni dopo lo scoppio. Tanto duró la battaglia. Ricordo tutti ma non il cittadino Marasco.
Leggende metropolitane narrano che negli anni 80 prima della rivolta popolare per via della nave dei veleni, il Sign.Marasco impegnato in tematiche ambientali posava anche cartelli in piazza del popolo e che immortalavano le schifezze prodotte dell’Enichem. Addirittura voci narravano che stavano per arrestare qualche dirigente. Se fosse vero, come si suol dire i gradi di alto ufficiale del corpo dei volontari li avrebbe guadagnati sul campo!