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FOGGIA EPISCOPO Foggia, tensioni sul Piao e in Giunta. Episcopo: “Normali riflessioni, non c’è alcuna crisi”

La sindaca Maria Aida Episcopo ridimensiona le tensioni emerse all’interno del campo largo e nega che la situazione possa essere interpretata come una crisi

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
25 Settembre 2026
Foggia // Politica //

La discussione sul Piao e gli equilibri della maggioranza continua ad alimentare il confronto politico a Foggia, ma la sindaca Maria Aida Episcopo ridimensiona le tensioni emerse all’interno del campo largo e nega che la situazione possa essere interpretata come una crisi.

Intervenendo con i giornalisti, la prima cittadina ha spiegato: “Per due sedute in cui riflettiamo di più? Lunedì troverete le stesse delibere di sempre. In Consiglio Comunale siamo 22, e non 21. Le delibere consiliari raggiungono un quorum altissimo ogni volta e le delibere di Giunta siamo in 700. Siamo un campo largo sperimentale, è ovvio che si fanno più riflessioni: si riflette anche su quanto già riflettuto, tutto qua, normale”.

Il cambio nella Giunta

Episcopo ha inoltre sostenuto di mantenere buoni rapporti con tutti i componenti della maggioranza, spiegando l’uscita di Luigi Iorio dalla Giunta con i cambiamenti intervenuti nella rappresentanza politica dopo le dimissioni di Rignanese dal Psi.

“È ovvio che la rappresentanza cambia la geografia politica e, poiché dobbiamo deliberare tante cose, è normale ed è ordinaria amministrazione doversi calcolare anche gli esiti di ogni percorso”, ha dichiarato la sindaca.

La prima cittadina ha inoltre escluso un ritorno di Lorenzo Frattarolo all’assessorato alle Attività Produttive.

Le difficoltà sul Piao e le assunzioni

Sulle difficoltà legate all’approvazione del Piao, Episcopo ha richiamato in particolare la complessità delle procedure di reclutamento del personale previste dal Comune di Foggia.

“Non prevedendo concorsi o prevedendo 4-5 innesti, per cui in altri comuni possono fare anche in 30 secondi, da noi si assume veramente. Per cui dai concorsi si pigliano almeno 50 persone, che significa almeno 60-70 in aspettativa, perché ci sono le rinunce, gli scorrimenti. Per cui sono operazioni colossali, epocali, così come i mantenimenti in servizio”.

La sindaca ha quindi riconosciuto che le procedure possono richiedere tempi più lunghi, collegandoli però alla portata delle operazioni previste.

“Si perde un po’ di tempo in più, ci mancherebbe, però dovete capire che sono operazioni epocali. Andatele a vedere negli altri comuni, soprattutto i piccoli, tant’è che noi offriremo anche le graduatorie a tanti altri comuni. È ovvio che noi vogliamo assicurarci le nostre prime assunzioni, le nostre prime linee, perché noi abbiamo sostenuto gli oneri di una selezione nazionale con un’agenzia di reclutamento che recluta anche i migliori medici d’Italia al San Raffaele”. Lo riporta foggiatoday.it.

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«La sindaca Episcopo in una intervista di oggi sostiene che al Comune di Foggia non vi sia alcuna crisi. Siamo ormai alla negazione grottesca della realtà. Cinque assessori di PD, Movimento 5 Stelle e PSI prima si rifiutano di approvare il PIAO e poi non si presentano alla seconda convocazione della Giunta. La sindaca minaccia di revocarli e, poche ore dopo, caccia davvero Luigi Iorio. Se questa non è una crisi, la sindaca spieghi ai foggiani come intende chiamarla.

A smentire Episcopo non sono le opposizioni, ma il suo stesso decreto di revoca. Nel provvedimento firmato dalla sindaca si legge che i rapporti politico-amministrativi non consentivano più di garantire la necessaria continuità e tempestività dell’azione amministrativa. Episcopo viene smentita persino dagli atti che portano la sua firma: davanti ai giornalisti racconta che va tutto bene, mentre nei decreti certifica l’impossibilità di governare regolarmente.

Ancora più paradossale è la giustificazione della nuova “geografia politica”. Su una cosa la sindaca ha ragione: la geografia è cambiata. Ma è cambiata proprio a causa dello scontro sul PIAO, e questo conferma pienamente ciò che denunciamo. Stefania Rignanese ha abbandonato nuovamente il PSI contestando la posizione assunta dal suo assessore di riferimento; poche ore dopo Luigi Iorio è stato revocato. La nuova geografia politica, dunque, non è la spiegazione che cancella la crisi: è l’effetto e la prova più evidente della crisi stessa.

Stefania Rignanese, peraltro, non si è dimessa dal Consiglio comunale e non è uscita dalla maggioranza: si è dichiarata indipendente, rafforzando ulteriormente la propria vicinanza alla sindaca. Ricordiamo che è stata eletta grazie alla lista Angiola Sindaco, con i voti di un progetto politico alternativo a quello della Episcopo. Oggi proprio quel voto, conquistato dall’opposizione, viene esibito dalla sindaca per vantare una maggioranza di 22 consiglieri.

La sequenza del 24 settembre è politicamente imbarazzante: Rignanese lascia il PSI, Iorio viene immediatamente revocato e, nello stesso giorno, viene finalmente coperto il posto nel Consiglio di amministrazione di ATAF rimasto vacante da giugno. Per mesi quella casella è rimasta sospesa; improvvisamente, nel pieno della crisi, tutto diventa urgentissimo. Altro che ordinaria amministrazione: siamo davanti all’ennesimo valzer di deleghe, incarichi e postazioni di sottogoverno.

Anche sul PIAO la sindaca tenta di nascondere le proprie responsabilità dietro la presunta complessità delle assunzioni. Ma il Piano avrebbe dovuto essere approvato entro aprile e Foggia ha accumulato quasi cinque mesi di ritardo. Più l’operazione è importante ed “epocale”, come sostiene Episcopo, più grave diventa l’incapacità di programmarla e condividerla tempestivamente.

PD e Movimento 5 Stelle non stanno chiedendo di bloccare le assunzioni. Chiedono più tecnici, geometri, ingegneri e agenti di Polizia Locale; contestano l’eccesso di figure amministrative, la mancata definizione della macrostruttura e la riproposizione in Giunta di un piano differente da quello discusso politicamente. Il vero scontro riguarda anche la permanenza del dirigente Giuseppe Marchitelli, che la sindaca continua ostinatamente a difendere mentre una parte della sua stessa maggioranza chiede un assetto diverso.

Episcopo definisce tutto questo una “normale riflessione”. Ma una riflessione non fa saltare due riunioni di Giunta, non provoca la ribellione di cinque assessori, non determina l’uscita di una consigliera dal proprio partito e non si conclude con la revoca di un componente dell’esecutivo.

La verità è molto più semplice: il cosiddetto campo largo è diventato un campo di battaglia permanente. Non esiste più un progetto politico condiviso, non esiste una linea amministrativa comune e non esiste neppure un rapporto di fiducia tra la sindaca e i principali partiti che dovrebbero sostenerla.

Foggia non è governata: è tenuta in ostaggio da una maggioranza che litiga, rinvia, distribuisce incarichi e poi pretende di convincere i cittadini che non stia accadendo nulla. La crisi esiste, è profonda e dura ormai da mesi. Negarla non è soltanto politicamente ridicolo: è una grave mancanza di rispetto nei confronti della città».

Nunzio Angiola, consigliere comunale a Foggia, segretario provinciale di Cambia.

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“Felicità non è fare sempre ciò che si vuole, ma volere sempre ciò che si fa.” – Valerio Albisetti

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