Lutto nel mondo del giornalismo sportivo italiano. Elena Pero, storica telecronista di tennis di Sky Sport, è morta all’età di 60 anni. A dare la notizia è stata la stessa emittente, che ha ricordato la giornalista come una delle voci più riconoscibili del tennis italiano.
«Elena Pero non c’è più. La sua voce, la voce del tennis, rimarrà per sempre», si legge nel lungo messaggio pubblicato da Sky Sport per ricordarla.
Pero aveva continuato a lavorare anche durante la malattia, senza rinunciare alle telecronache dei grandi appuntamenti internazionali. L’ultima volta che il pubblico l’aveva ascoltata era stata a Wimbledon, dove aveva raccontato la seconda vittoria consecutiva di Jannik Sinner nel torneo londinese.
«Aveva 60 anni. Non ha saltato una telecronaca, neppure durante la malattia. L’ultima volta che l’abbiamo ascoltata, noi come voi da casa, è stata a Wimbledon, dove ha celebrato la seconda vittoria consecutiva di Jannik Sinner, come aveva fatto per la storica prima volta – il 13 luglio 2025 – in coppia con Paolo Bertolucci, che ha composto con lei, in oltre 20 anni di telecronache assieme, il secondo formidabile doppio della sua carriera».
Una carriera iniziata con Rino Tommasi
Il rapporto di Elena Pero con il mondo del tennis televisivo era iniziato oltre tre decenni fa. La sua prima esperienza risale a circa 35 anni fa, quando lavorava per Telepiù, dove era stata assunta da Rino Tommasi.
Nel corso della sua lunga carriera aveva raccontato alcuni dei più importanti protagonisti del tennis mondiale, da Novak Djokovic a Roger Federer e Rafael Nadal, fino alla nuova generazione rappresentata soprattutto dalle sfide tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz.
Negli ultimi anni aveva formato con Paolo Bertolucci una delle coppie più conosciute delle telecronache tennistiche di Sky Sport. Insieme avevano raccontato per oltre vent’anni i principali appuntamenti del circuito internazionale.
Il ricordo di Sky Sport
Nel messaggio dedicato alla giornalista, Sky Sport ha sottolineato anche la professionalità con cui Pero aveva continuato a svolgere il proprio lavoro nonostante la malattia.
«In questi giorni disperati, l’unica consolazione è ricordare Elena proprio lì, al suo posto, con una cuffia e un microfono, sul campo più leggendario, a fare il suo lavoro, nel quale era la più brava. Naturalmente la migliore. Senza crederlo di sé, e senza avere mai fatto pesare a nessuno di esserlo», si legge ancora nel ricordo pubblicato dall’emittente.
Lo riporta leggo.it.



