POTENZA – Una nuova misura cautelare è stata eseguita il 23 settembre nei confronti di L.A., imprenditore di Lavello già imputato davanti al Tribunale di Potenza. I giudici hanno disposto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico, accogliendo una richiesta della Direzione distrettuale antimafia. A darne notizia è la Procura distrettuale di Potenza in un comunicato del 25 settembre 2026. Il procedimento è nella fase del dibattimento: le contestazioni non costituiscono un accertamento definitivo di responsabilità.
Secondo l’accusa riportata nella nota, l’imprenditore è gravemente indiziato di aver promosso, diretto e organizzato un’associazione per delinquere dedita al riciclaggio di capitali di provenienza illecita e al trasferimento fraudolento di valori. La contestazione comprende l’aggravante della finalità di agevolare una storica associazione mafiosa di Cerignola. Fra le possibili fonti dei capitali, la Procura menziona anche assalti a furgoni portavalori organizzati nel Foggiano. Si tratta della ricostruzione investigativa esposta dall’ufficio giudiziario, che dovrà essere valutata nel processo.
La misura eseguita nei giorni scorsi è stata disposta dal Tribunale di Potenza il 22 settembre. L’hanno eseguita reparti della Polizia di Stato e della Guardia di finanza di Potenza: la Sisco, il Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria e la Squadra mobile. Il provvedimento arriva dopo una precedente custodia cautelare applicata all’imprenditore nel luglio 2025. Secondo quanto riferisce la Procura, quella misura era stata successivamente annullata per una ragione processuale, relativa al mancato interrogatorio preventivo prima dell’arresto.
La Dda precisa di aver formulato una nuova richiesta cautelare sulla base delle stesse imputazioni e degli elementi acquisiti nel prosieguo delle indagini. L’annullamento del precedente provvedimento, dunque, va letto nel suo significato processuale: non equivale a una decisione sulla fondatezza delle accuse. Allo stesso modo, l’applicazione dei domiciliari non anticipa l’esito del giudizio. Sarà il Tribunale a valutare prove e difese nel contraddittorio del processo.
Un altro punto indicato dalla Procura riguarda i comportamenti che l’imprenditore avrebbe tenuto dopo la cessazione della precedente misura, collocata dal comunicato nell’aprile 2026. Secondo la prospettazione accolta dal Tribunale ai fini cautelari, L.A. avrebbe cercato di condizionare l’operato della SG S.p.A. e dei suoi dipendenti, benché la società fosse sottoposta ad amministrazione giudiziaria. Le condotte descritte nella nota avrebbero inciso negativamente sull’attività economica e sulla regolare gestione dell’azienda. Anche su questo aspetto, il comunicato espone una valutazione giudiziaria riferita alla misura cautelare, non una responsabilità definitivamente accertata.
La Procura sostiene inoltre che l’imprenditore avrebbe tentato, anche di recente, di influenzare la struttura aziendale e di attribuire allo Stato e all’amministrazione giudiziaria la responsabilità dei risultati economici negativi. Nel comunicato si afferma che le difficoltà della società erano precedenti al sequestro del compendio aziendale: proprietà, imputato e dirigenti avevano già avviato presso il Tribunale di Milano procedure di concordato preventivo, in un quadro che l’ufficio descrive come segnato da perdite di bilancio e assenza di prospettive di recupero. Sono elementi richiamati dalla Dda a sostegno della propria ricostruzione e da distinguere dall’accertamento definitivo dei fatti contestati.
La nota segnala, infine, un ulteriore filone investigativo emerso durante la prosecuzione degli accertamenti. Nei giorni scorsi sono state effettuate perquisizioni domiciliari e informatiche nei confronti di alcuni soggetti indagati per reati contro la pubblica amministrazione. Gli investigatori stanno approfondendo possibili condotte corruttive collegate a nuove iniziative imprenditoriali riconducibili a persone dello stesso contesto economico. Il comunicato non indica un esito di queste verifiche né attribuisce automaticamente tali ulteriori ipotesi a L.A.: per le altre posizioni si è ancora nella fase delle indagini preliminari.
A cura di Giovanna Tambo.



