FOGGIA, 25 settembre 2026 — La cooperativa Tre Fiammelle resterà per altri sei mesi in amministrazione giudiziaria. Lo ha deciso il Tribunale di Bari, sezione misure di prevenzione, accogliendo la richiesta della Direzione distrettuale antimafia e dell’amministratore giudiziario Luca D’Amore. Secondo i giudici, il percorso volto a superare i fattori di rischio è in corso, ma richiede ancora tempo.
La decisione arriva alla scadenza dei dodici mesi di controllo giudiziario, misura non rinnovabile nel caso della cooperativa. Tre Fiammelle, attiva nei servizi di pulizia e global service anche presso strutture sanitarie, era stata colpita nel 2023 da un’interdittiva antimafia della Prefettura di Foggia, successivamente confermata dal Consiglio di Stato. L’amministrazione giudiziaria sospende gli effetti dell’interdittiva e consente alla società di partecipare alle gare pubbliche sotto la supervisione di un professionista esterno.
Nella valutazione del Tribunale hanno inciso il rinvio a giudizio per turbativa di Michele D’Alba, imprenditore al quale la cooperativa è ritenuta riconducibile, insieme all’ex sindaco di Manfredonia Gianni Rotice, e i rapporti che, secondo i giudici, non sarebbero stati del tutto interrotti con altre società nell’orbita di D’Alba.
Diversa la conclusione per Lavit, cooperativa anch’essa ritenuta in passato riconducibile all’imprenditore. Il Tribunale ne ha disposto la chiusura del controllo giudiziario, ritenendo superati gli specifici fattori di rischio, nonostante la richiesta della Dda di prolungare la misura. Lavit, che conta 250 dipendenti, opera nella lavanderia industriale e fornisce biancheria e materassi a diversi ospedali pubblici pugliesi.
Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno, articolo a firma m.s., 25 settembre 2026.




Da chi vengono gesti i bagni pubblici di Manfredonia? Chi dovrebbe provvedere alla guardiania, pulizia, disinfettazioni? Sono gestiti dal Comune? Le donne non sempre possono accedere ai servizi. Il Comune lo sa? Il sindaco lo sa?