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Waiting for Silent the storm, Celestino Telera in concerto a Manfredonia


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Manfredonia – SI esibirà il prossimo 27 dicembre, al Teatro Comunale di Manfredonia, l’artista sipontino Celestino Telera. Nello spettacolo, che avrà inizio alle ore 21, Telera sarà accompagnato dalla sua band ‘consolidata’: Marco Anelli (chitarre), Riccardo Invernizzi (batteria), Francesco Tomaiuolo (tastiere e xilofono), Michele Lorenzo Telera (basso elettrico), oltre al cantante e chitarrista sipontino Matteo Robustella. Celestino Telera è nato nel 1988 in una piccola cittadina del sud-est italico. Sin da bambino Celestino ha mostrato un interesse ‘fervido’ per un determinato stile e genere di musia,  oltre ad alcuni motivetti di pubblicità televisivi, a Peter Gabriel, Mike Oldfield ed al rumore prodotto dal cancello destro della sua casa di campagna *titti-tiiii*. Ma soprattutto a Celestino Telera è sempre piaciuto (come gli piace tuttora) suonare quegli strumenti a frequenze basse o quegli strumenti che suonano come nascosti in un brano musicale !(www.myspace.com/celetv). Per la redazione di quest’articolo,  Stato ha chiesto all’artista sipontino di descrivere ‘in parole’ l’elaborazione che precede la definizione finale del suo genere musicale: “Allora – esordisce Celestino – parlando della mia musica in generale, cercando di essere sintetico posso dire che quello che esce fuori dalla mia testa, o forse dalle mie mani e voce, è una reazione chimica di sensazioni e percezioni di ciò che accade fuori ma anche dentro di me (per esempio da un semplice ritmo che mi viene in mente, se faccio attenzione e me lo appunto o ci inizio a suonar su , magari può uscirne qualcosa) e una buona percentuale di improvvisazione poco programmata”. Celestino preferisce lavorare sugli strumenti ritmici e armonici come chitarra e basso, ma anche con loop machines e in altri casi partendo dalla melodia ovviamente con la sua voce, i suoi flauti (di cui senza rendermene conto, sembra ne sia diventato un collezionista), ma anche quello che gli capita a tiro, per “ricercare nuovi modi per poter tirar fuori il meglio”,  nonostante non sia facile “perchè bisogna lasciar fuori dalla porta dell’improvvisazione un numero non indifferente di strutture mentali che possono formarsi col tempo”. Quello che piace pertanto fare a Celestino è “abbozzare idee”, una procedura mentale ed artistica che Telera segue sin dall’età di 15/16 anni. In seguito, solo le idee che sembrano essere più mature vengono analizzate dall’artista tramite una elaborazione che mira verso il definitivo.  “5/4″, il mio progetto, ne è un chiaro esempio – dice Celestino – per questo album ho preso 9 brani su una 60 composti dal 2005 e ho cercato di darne un colore migliore per poterlo in seguito mostrarlo al pubblico di addetti ai lavori e di ascoltatori. Tra l’altro è un progetto in fase evolutiva, ma senza volerlo molti brani stanno lentamente avendo i loro piccoli successi”. Questo progetto di Celestino fa parte solo di una serie di idee musicale che lo stesso artista ha elaborato per il futuro: per ora, nel progetto ‘5/4’, l’artista ha elaborato musica tramite l’approfondimento di tematiche adolescenziali , dei rapporti (morbosi) con le diverse arti tecnologiche,  oltre ai terremoti psicologici utili per ricostruirsi un futuro più solido. “Potrei sottotitolarlo con la parola giapponese “kiki”, che significa “crisi” – dice Telera – termine che si sente migliaia di volte in questo periodo: la crisi però non è la fine del mondo, anzi, più forte è la crisi, di più sono le probabilità di avere dei cambiamenti positivi nella propria vita e in quella degli altri, ovviamente solo con un po’ di buona volontà”. Il 28 dicembre Telera aprirà il concerto di Roberto Angelini (cantautore e chitarrista romano, che ha aperto e accompagnato l’esibizione manfredoniana di Niccolò Fabi del 10 Agosto 2009) con una formazione ridotta all’Arci37 di Giovinazzo (Ba) .

Waiting for Silent the storm, Celestino Telera in concerto a Manfredonia ultima modifica: 2009-12-25T11:51:59+00:00 da Agostino del Vecchio



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Commenti


  • Giuggiola

    Qualcuno mi spiega che significa il titolo della canzone? a parte che al massimo si dovrebbe dire “waiting for the storm to silent” o “waiting for silenting the storm”, se silent fosse un verbo, peccato che sia solo un aggettivo quindi lì in mezzo ci sta come il cavolo a merenda… Ma io dico, se sei italiano e nn vanti origini anglosassoni, nn puoi semplicemente comporre testi in italiano?


  • Andrea

    Sono un musicista di manfredonia che per ragioni di lavoro si è dovuto trasferire al Nord…sinceramente trovo scandaloso dedicare un’intera serata al teatro comunale a questo che in fondo non è altro che un ragazzetto di 20 anni,anche molto vanitoso a quanto sembra….non sarebbe stato meglio riservare il teatro per un concerto di natale che accogliesse tutto il panorama musicale della città,dando così spazio a tutti i musicisti? come al solito prevalgono logiche di nepotismo e raccomandazione, a discapito di chi la musica la suona e la vive per davvero…e invece qualcuno preferisce riservare il palco a questo bimbetto tanto per fargli credere di essere una star!


  • Redazione

    Gentile lettore, approviamo il tuo commento ma, nella speranza che lo stesso non sia stato dettato da rimostranze passate (e/o di livello personale), ti invitiamo ad aspettare almeno l’esibizione del ragazzo, che proprio in quanto tale (ragazzo: dunque ventenne, dunque con ampi margini di miglioramento) non potrà fare altro che crescere ‘artisticamente’. Per il resto: favorevoli ad una serata omnibus con il meglio del repertorio locale. Un saluto, un abbraccio buon Natale.
    Giuseppe d.F., Redazione Stato


  • ctv

    Beh rispondo subito :
    al primo commento…Silent è usato come nome proprio, per questo non è “silent” ma “Silent” quindi è come dire ” Aspettando la tempesta Silent” …giusto per giocare con le parole.
    Poi mi piace l’inglese, molto, ma non è una cosa che sto a sbandierare sempre tra articoli e interviste. Ci sono mille altri musicisti in Italia che cantano in inglese e lo fanno bene; credo sia una lingua molto musicale e che aiuti a dare vari suoni ad un brano..

    Per quanto riguarda il secondo commento, in effetti 21 anni son ancora pochi ma ciò non vuol dire che non si possa fare della propria musica, e anche seriamente. Mi sarebbe piaciuto dividere il palco con altri 2 gruppi del posto ma uno non mi ha dato la disponibilità l’altro purtroppo non aveva brani pronti e poi sinceramente oltre ai gruppi che coverizzano le stesse cose da 20 anni non sembra che avrei potuto chiamare altri.
    Per fortuna non mi sento una star e per fortuna la cosa che mi spinge a far musica non è l’essere adulato dalla gente. Anch’io abito al Nord per questioni professionali e essere stato chiamato a suonare al teatro può soltanto farmi piacere.

    Un felice Natale a tutti

    CT


  • Andrea

    Gentile redazione,non ho mai avuto a che fare (in nessun modo) col soggetto in questione…mai conosciuto…perciò nessuna rimostranza di livello personale…la mia era solo una libera manifestazione del pensiero…cosa che la stampa indipendente deve sempre garantire,credo!
    Auguri anche a voi.
    Andrea


  • sartorius

    Nonostante la sua giovane età, Celestino è uno in gamba davvero.Ho avuto modo di apprezzare e utilizzare la sua musica, tanto quotata anche tra gli addetti ai lavori.
    Giusto concedere più spazio ai musicisti di qualità (e tra questi, a mio parere, c’è anche Celestino).


  • Andrea

    Quello che volevo dire (senza scatenare gli avvocati del diavolo) è che a me sembra assurdo che un intero teatro per una intera serata venga messo a disposizione di un ragazzo che non ha realizzato ancora nulla di così importante da meritare tanto spazio e considerazione….mi sembrava tutto un pò costruito ad arte….tutto fumo insomma!


  • ec non ehc attic al

    Be secondo me se il Teatro è stato messo a disposizione per un intera serata è perchè la direzione artistica dello stesso lo riteneva giusto, cosa ce di male a pubblicizzare l’evento, è giusto che sia tutto costruito ad arte, ci sono dei costi che il gruppo sostiene ed è giusto che si faccia di tutto per pubblicizzare la serata. Non ci vedo niente di male.


  • Claudio

    Rispondo ad Andrea.Conosco Celestino e il suo talento.Ci lamentiamo sempre che la nostra citta’,ovvero Manfredonia,non dia la possibilita’ e spazi per “ragazzi”(si ragazzi.E allora?!)che abbiano talento oltre cultura musicale.Perche’ e’ di questo che non si parla mai dalle nostre parti.Dietro al lavoro di Celestino vi e’ un bagaglio musicale che lo ha aiutato ad arrivare dov’e’ adesso oltre che per i suoi meriti ,ovviamente!!E poi non capisco…Cosa centra l’eta’?Caro Andrea.Musicisti e gruppi storici degli anni 60′ 70′ ecc.ecc.erano famosi e con un contratto discografico alle spalle gia’a 20 anni!!Niente di personale con te Andrea….Ma cerchiamo di essere contenti ogni tanto di cio’ che accade intorno a noi.
    P.s:Ho 30 e non sono un ragazzino!!!

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