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“Età Moderna”, droga e armi nel Gargano. Cassazione boccia 7 ricorsi

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
25 Dicembre 2017
Gargano // Manfredonia //

Manfredonia, 25 dicembre 2017. ”Nessuno degli illustrati ricorsi è idoneo a superare il previo e doveroso vaglio di ammissibilità, alla stregua delle ragioni di seguito esposte”.

Con recente sentenza, la sesta sezione penale della Corte di Cassazione (Presidente: Domenico Carcano) ha dichiarato “inammissibili” i ricorsi proposti da Angelo Cariglia, classe 1980, San Giovanni Rotondo, Giuseppe Della Malva, classe 1964, Vieste, Francesco Notarangelo, classe 1965, Mattinata, Antonio Quitadamo, classe 1975, San Giovanni Rotodo, Andrea Quitadamo, classe 1989, Manfredonia, Giulio Quitadamo, classe 1982, San Giovanni Rotondo, Umberto Sforza, classe 1964, Cerignola, contro una sentenza del novembre 2016 della Corte d’Appello di Bari.

Focus operazione “Età Moderna”

In particolare, si fa riferimento all’operazione “Eta’ Moderna” – del personale del Servizio Centrale Operativo, delle Squadre Mobili delle Questure di Foggia e Bari, del Commissariato di P.S. di Manfredonia (FG), con l’ausilio del Reparto Prevenzione Crimine e del Reparto Volo di Bari -, con provvedimento cautelare coercitivo (del 02.10.2013, Gip Domenico Zeno) emesso, al tempo, nei confronti di 30 persone, “tra cui esponenti di spicco della criminalità garganica, operanti nei territori ricompresi tra Manfredonia – Mattinata – Vieste”.

I soggetti interessati all’operazione “Età moderna” erano stati “tutti fortemente indiziati di essere implicati, a vario titolo, nei reati di estorsione, detenzione e porto illegale di armi, nonché illegale detenzione e cessione di sostanze stupefacenti”. 4 i soggetti originari di Manfredonia coinvolti al tempo nell’operazione di PG.

Operazione ottobre 2013
Operazione ottobre 2013

Il ricorso in Cassazione contro la sentenza della Corte d’Appello di Bari

All’esito dell’originario impianto accusatorio, incentrato “essenzialmente sulla rappresentazione di uno scenario caratterizzato dalla presenza di due reti di spacciatori operanti in provincia di Foggia, l’una attiva a Vieste e l’altra a Mattinata“, il G.u.p. del Tribunale dauno, all’esito del giudizio nei confronti dei 16 imputati che avevano optato per il rito abbreviato, aveva dichiarato ”Francesco Notarangelo e Antonio Quitadamo colpevoli – tra l’altro -, di un tentativo di estorsione (con esclusione dell’aggravante del numero delle persone); di detenzione di un fucile di tipo e calibro imprecisato (..); della violazione; Angelo Cariglia, Andrea Quitadamo e Giulio Quitadamo erano stati ritenuti colpevoli delle violazioni dell’art. 73 D.P.R. 309/90; lo stesso Francesco Notarangelo, Andrea e Antonio Quitadamo erano stati assolti da ulteriori reati; come erano stati “assolti i restanti undici imputati dagli addebiti elevati a loro carico, con formule varie di giustizia”.

Dopo impugnazione dei cinque condannati e dal P.m. del Tribunale di Foggia, la Corte d’appello di Bari aveva dichiarato Giuseppe Della Malva “colpevole della illecita detenzione di hashish”; Umberto Sforza colpevole della violazione dell’art. 75 d. Igs. 159/2011 di cui al capo Blbis); in Appello era stata ridotta a 6 mesi di reclusione la pena inflitta a Giulio Quitadamo, mentre erano stati rigettati gli appelli proposti da Cariglia, Notarangelo, Antonio ed Andrea Quitadamo.

Ora la sentenza della Cassazione che ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti dai citati Angelo Cariglia, Giuseppe Della Malva, Francesco Notarangelo, Antonio Quitadamo, Andrea Quitadamo, Giulio Quitadamo, Umberto Sforza.

Sentenza integrale
Sentenza integrale

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