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RADUANO “Ho commesso 5-6 omicidi, coinvolto in 10, mi volevano uccidere”. Parla Marco Raduano, neo collaboratore di giustizia

La decisione di collaborare? “Per dare un futuro a mio figlio, per cambiare vita"

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
26 Marzo 2024
Cronaca // Focus e Inchieste //

L’Aquila – Foggia. La decisione di collaborare? “Per dare un futuro a mio figlio, per cambiare vita e anche perché sono stato vittima di diversi tentativi di omicidio, perché vorrei condurre una vita da normale cittadino e perché sono pentito e dispiaciuto per quello che ho fatto. Ho commesso direttamente 5 o 6 omicidi ma sono coinvolto in più di 10. Sono tutti omicidi di mafia”.

Tutti omicidi successivi “al mio tentato omicidio”.

Chi parla è il viestano Marco Raduano, classe 1983, cosiddetto boss della mafia del Gargano, durante l’interrogatorio negli uffici del Carcere di L’Aquila, lo scorso 20 marzo 2024, dinanzi al sostituto procuratore della Repubblica presso la Direzione Distrettuale  Antimafia di Bari, dr. Ettore Cardinali, coadiuvato e assistito per l’interrogatorio e il verbale dagli ufficiali di p.g., Tenente Colonnello Piergiorgio Leonardi, LGT Carmine Campaniello del R.O.S.  Carabinieri di Bari, Capitano Roberto Corso, Mar. Ca. Giovanni De Bellis e APP. Sc. Carmine Villamaina, del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Foggia, Cap. Umberto D’Angelantonio e LGT Michele Impagnatiello del Ros Carabinieri di Foggia, Comm.Ca. Andrea Ambrosino e Sovr. Ca. Pasquale Mancini della Squadra Mobile di Foggia.

Presente anche il difensore di fiducia di Raduano, l’avvocato Rosa Pandalone del foro di Foggia.

Con l’interrogatorio, Marco Raduano, alias ‘pallone’, ha confermato la volontà di collaborare con la Giustizia.

La decisione di collaborare era stata anticipata il 22 marzo scorso dallo stesso pm della DDA di Bari, Ettori Cardinali, in Corte d’Assise a Foggia, durante il procedimento penale relativo all’omicidio di Marino Solitro, con imputati tra l’altro il già collaboratore di giustizia Danilo Pietro Della Malva (a processo davanti al gup di Bari) e Giovanni Iannoli.

L’ARRESTO

Marco Raduano è stato catturato il 31 gennaio 2024 in Corsica, dopo quasi un anno di latitanza. Raduano era stato portato nel carcere delle Costarelle a Preturo, dopo essere evaso dal carcere di Nuoro il 24 febbraio 2023 e catturato a fine gennaio in Corsica dai carabinieri del Ros.

 

ph COMBO UNIONE SARDA
Marco Raduano, la fuga dal carcere evaso il 24 febbraio 2023, verso le 19, dal carcere di Badu ‘e Carros ph COMBO UNIONE SARDA

 

PROFILO
Raduano, 40 anni, di Vieste, era evaso dal braccio di alta sicurezza del carcere di Nuoro calandosi dal muro di cinta del penitenziario con delle lenzuola annodate.

Su di lui gravavano condanne che avrebbe dovuto finire di scontare nel 2046. Una ventina di giorni prima della fuga, il 3 febbraio 2023, gli era stata notificata una nuova condanna, diventata definitiva, a 19 anni di reclusione, più tre anni di libertà vigilata, dopo che la Cassazione aveva giudicato inammissibile il ricorso da lui presentato.

Si tratta di una condanna legata alla maxi operazione antimafia “Neve di marzo”, coordinata dalla Dda di Bari e portata a termine a Vieste nell’ottobre del 2019 quando fu sgominata un’associazione per delinquere finalizzata al narcotraffico, aggravato dal metodo mafioso, che utilizzava anche armi da guerra.

Marco Raduano era nella lista dei primi 10 ricercati italiani più pericolosi stilata dall’Europol.

Fonte: dire (RADUANO – TROIANO)

 

LA CONDANNA

Raduano era stato condannato a 24 anni di reclusione per essere a capo di un’organizzazione criminale di stampo mafioso, per traffico di droga, detenzione illegale di armi e altri reati.

Il boss è nato il 14 settembre 1943 e secondo l’Europol era a capo dell’organizzazione criminale operante nell’area del Gargano di Vieste, federata ad altri clan di Manfredonia. Ricopriva i ruoli di promotore e organizzatore e avrebbe organizzato omicidi, traffico di droga e gestione del racket estorsivo.  Negli ambienti della criminalità foggiana era conosciuto con i soprannomi di “Pallone” o “Woolrich”. La sua evasione, compiuta con il più classico e cinematografico escamotage, quello delle lenzuola arrotolate, era stata immortalata dalle videocamere di sorveglianza del penitenziario. Il video della fuga di Raduano aveva fatto il giro del web.

Fonte: europol

 

Dopo meno di un anno però, la sua fuga è terminata.

Con un comunicato stampa, i carabinieri del Ros hanno fatto sapere che oltre all’arresto di Raduano, avvenuto col supporto in fase esecutiva della Gendarmeria francese e della Unidad central operativa della Guardia civil spagnola, è stato arrestato anche un secondo latitante, Gianluigi Troiano. Troiano, che faceva parte del clan Raduano, proprio come il boss era stato condannato per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso e dal fine di agevolare l’attività dell’associazione operante da almeno un decennio nel comprensorio di Vieste. (I PARTE).

6 commenti su "“Ho commesso 5-6 omicidi, coinvolto in 10, mi volevano uccidere”. Parla Marco Raduano, neo collaboratore di giustizia"

  1. Solamente se ti converti a Cristo potrai vivere una vita cambiata e trasformata….
    TANTI CARCERATI HANNO FATTO QUESTA ESPERIENZA…
    ISAIA 1:18
    “Poi venite, e discutiamo», dice il SIGNORE;
    «anche se i vostri peccati fossero come scarlatto,
    diventeranno bianchi come la neve;
    anche se fossero rossi come porpora, diventeranno come la lana.”

  2. Non scherziamo. uno che ha ucciso 6 persone non può godere di nessuna libertà. deve stare al gabbio a vita. solo partendo da questo principio i nostri figli non seguiranno questa brutta strada.

  3. Prima si uccide e poi si pente per non fare la galera..Ma legge è questa? Se facciamo tutti così allora? Mhaaaa

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