Politica
Crollano i sovranisti

Europee 2019: popolari primi, boom di Verdi e liberali

Le prime proiezioni del parlamento europeo alla luce degli spogli elettorali


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Ecco le proiezioni attuali del nuovo parlamento europeo. I sovranisti vincono in Francia, dove il Rassemblement national sorpassa il partito del presidente Macron, indebolito dalle proteste dei gilet gialli. Secondo i primi exit poll, in Germania i cristiano-democratici della cancelliera Angela Merkel hanno ottenuto il 28% dei consensi e restano il primo partito, ma se il risultato fosse confermato sarebbe uno dei suoi peggiori. Confermato l’atteso exploit dei Verdi che registrano il 22%, con un +12% rispetto alle precedenti elezioni. In Ungheria Fidesz, il partito euroscettico del premier Viktor Orban, vola al 52%. In calo il partito di estrema destra Jobbik fermo al 9%, mentre nel 2014 aveva ottenuto il 14,67% dei consensi. Il partito socialista Mszp-P è al 10%, stabile rispetto a cinque anni fa. I liberali di Momentum salgono al 10%, ferma al 10% anche la Coalizione democratica DK.Il partito di governo conservatore in Polonia ha ricevuto secondo i primi exit poll il consenso del 42,2% dei votanti, dunque guadagnerà 24 seggi al Parlamento europeo, davanti alla coalizione europea (39,1% e 22 seggi). I progressisti sono terzi (6,6% e 3 seggi), seguiti dall’estrema destra (6,1% e anche 3 seggi).

Dunque nel nuovo Parlamento Ue, secondo le prime proiezioni dei seggi sulla base degli exit poll nazionali, i Verdi si attestano come quarta forza politica, ottenendo 71 seggi, 19 in più rispetto al 2014. Successo anche dei liberali, il gruppo Alde, dovrebbe avere 102 seggi, ben 33 in più rispetto a cinque anni fa. Come previsto perdono molto le principali famiglie politiche. Il Partito popolare europeo scende per la prima volta sotto la soglia di 200 seggi e ottenendone 173, 43 in meno rispetto al 2014. Il gruppo dei Socialisti e democrati ne prende 147 seggi, 38 in meno rispetto alle precedenti elezioni. Il gruppo di Matteo Salvini, Europa delle Nazioni e delle Libertà, ottiene 57 seggi, ventuno in più del 2014, mentre il gruppo a cui appartengono gli eurodeputati dei Cinque stelle, Europa della Libertà e della Democrazia Diretta ha 56 seggi contro 42 nel parlamento uscente. Il gruppo dell’estrema sinistra GUE ottiene 42 seggi, dieci in meno rispetto al 2014.

Vediamo i singoli paesi in dettaglio:

Exit poll Polonia: partito nazionalista oltre il 40%

Successo del partito al governo Diritto e Giustizia con il 42,40%, segue la Coalizione per l’Europa, trainata dal partito di Donald Tusk, con il 39, 10 %, poi il partito di centro-sinistra Wiosna (Primavera) al 6,6% e la Konfederacja KORWiN Braun Liroy Narodowcy, alleanza di movimenti nazionalisti, che ottiene il 6.1%.

Ungheria: dati quasi definitivi, Orban stravince col 52,3%
Affluenza record (42,3%) e vittoria travolgente di Fidesz, il partito del premier Viktor Orban, alle europee in Ungheria, dopo una campagna tutta giocata in chiave anti-immigrazione.
Secondo i dati quasi definitivi dell’ufficio elettorale nazionale, Fidesz ha ottenuto il 52,3% dei voti. Secondo partito sono i democratici (Dk) con il 16,3%, poi Momentum (liberali) al 9,7%, i socialisti (Mszp) al 6,6% e Jobbik (nazionalisti) al 6,5%. Sotto lo sbarramento di 5% tutti gli altri partiti, prima di tutto i Verdi (Lmp), gli estremisti di destra e le altre formazioni minori.

Romania: testa a testa conservatori-socialdemocratici

Testa a testa in Romania, che al Parlamento europeo conta 32 seggi, tra conservatori e socialdemocratici. Secondo gli exit poll, i primi due partiti avrebbero entrambi il 25,8% dei voti, mentre i centristi si fermerebbero al 23,9%.

Spagna: Psoe in testa con il 28%, Vox al 6,5%

Il Psoe del premier Pedro Sanchez primo partito alle elezioni europee in Spagna: secondo le previsioni basate sui sondaggi, i socialisti avrebbero il 28% dei voti, pari a 18 seggi, quattro in più del 2014. Il Pp avrebbe il 17% e 11 seggi, mentre la destra di Vox il 6,5%, pari a 4-5 seggi.

Grecia, exit poll: Syriza sconfitta, si va verso elezioni anticipate
Terremoto politico in Grecia, a seguito dei risultati delle Europee. Il premier Alexis Tsipras ha infatti annunciato elezioni anticipate per fine giugno. Stando agli exit poll, il partito di sinistra di Tsipras si è fermato al 25% dei consensi, ampiamente superato ai conservatori di Nea Demokratia, al 33,5%. «La Grecia ha bisogno di un nuovo governo», ha tuonato il capo dei conservatori, Kyriakos Mitsotakis, davanti alle telecamere. Già Tsipras aveva evocato un voto anticipato prima dell’apertura delle urne.
I socialisti di Kinal, eredi del Pasok, si sono fermati al 7,7%, seguiti dai comunisti del Kke al 5,5%. In netto calo anche la destra estrema di Alba Dorata al 4,5%, che hanno dovuto cedere una parte del proprio elettorato ad una nuova formazione nazionalista, la «Soluzione Greca».
«Il popolo ha tolto a Tsipras la sua fiducia», ha detto Mitsotakis. «Il capo del governo deve prendersi le sue responsabilità e dimittersi per il bene del Paese». L’affluenza in Grecia è stata di circa il 56%.

Regno Unito, proiezioni su affluenza al 38%

Conteggio in corso nel Regno Unito, dove si è votato per le Europee giovedì 23, ma l’apertura delle urne è avvenuta solo stasera e dove – non essendo stati predisposti exit poll – i primi risultati sono attesi dopo le 22 locali, le 23 in Italia. Al momento alcuni media diffondono tuttavia proiezioni sull’affluenza, che sembra attestarsi sull’isola attorno al 38%, in crescita rispetto a 5 anni fa, pur senza l’impennata che si attendeva sullo sfondo della polarizzazione sulla Brexit: in un Paese che in teoria avrebbe dovuto essere già fuori dall’Ue in seguito al referendum del 2016, ma che si è ritrovato a partecipare a questa consultazione causa la mancata ratifica parlamentare, finora, del divorzio. Se il dato sull’affluenza fosse confermato, rappresenterebbe un incremento di un paio di punti sulle Europee del 2014, ma resterebbe qualche decimale sotto il picco di partecipazione britannica del 2004.

Bulgaria, conservatori del premier Borissov  primo partito

In Bulgaria affermazione del partito conservatore Gerb del premier Boyko Borissov. Stando all’exit poll della Gallup la forza politica al governo avrebbe ottenuto il 31% dei voti e sette dei 17 seggi della Bulgaria al Parlamento europeo. Il partito socialista di opposizione è dato al 23,5% (5 seggi) il partito della minoranza turca (Dps) al 14% (3 seggi) e il partito nazionalista Vmro quarto (7,2%) e un seggio. Sopra la soglia di sbarramento è data anche la coalizione di centrodestra `Bulgaria democratica´ (5,88%).

Danimarca: socialdemocratici primi,crollo popolari

I Socialdemocratici, guidati dalla leader Mette Frederiksen, sono in testa alle Europee in Danimarca con il 22,9%, un risultato migliore di oltre 3 punti percentuali rispetto alle elezioni del 2014 (19,1%). Al secondo posto, i liberali di Venstre, con il 20,5%, in aumento dal 16,7 di cinque anni fa. Emerge dagli exit poll diffusi dal Parlamento europeo. Crollano invece gli euroscettici del Partito del popolo danese, dato al 13,2% rispetto al 26,6% del 2014. Il Partito socialista danese, di stampo ambientalista, otterrebbe invece il 12,3% dei consensi (+1,3%). L’ala più di sinistra del Paese è data al 9,4% con la Sinistra radicale (+2,9%) e il partito dei Rossi-Verdi al 6,2%. Il Movimento Popolare contro l’Ue otterrebbe il 4,10%, dimezzando il risultato ottenuto cinque anni fa (8,10%).

Francia, exit poll: RN di Le Pen sorpassa il partito di Macron

Secondo i primi exit poll di Ifop Fidudial et Harris Interactive, alle elezioni europee il Rassemblement National, la formazione di estrema destra di Marine Le Pen, avrebbe ottenuto il 24% dei voti, mentre la lista Renaissance, guidata dall’ex ministra degli Affari europei, Nathalie Loiseau, e legata al partito La Republique en Marche del presidente francese, Emmanuel Macron, si attesta tra il 22 e il 23%. Successo della formazione ecologista Eelv, che arriva in terza posizione con il 12 percento.

Croazia, vincono conservatori; male Zivi Zid

Il partito conservatore del primo ministro Andrej Plenkovi è in testa in Croazia, secondo gli exit poll pubblicati alla chiusura delle urne. L’Unione democratica croata avrebbe ottenuto il 23,4%, davanti ai socialdemocratici con il 18,4%.
Risultato al di sotto delle aspettative per il partito Zivi Zid, alleato con il Movimento 5 Stelle di Luigi di Maio, che si sarebbe fermato al 6,2%.

Finlandia, vincono popolari; estrema destra stabile

I conservatori del partito Kok sono in testa con il 20,9% dei voti, secondo i risultati preliminari. Al secondo posto c’è il partito socialdemocratico con il 16,7%, seguito dai Verdi con il 14,4% e dai liberali con il 13,7%. L’estrema destra dei Veri Finlandesi si è fermata al 13,1%, sostanzialmente stabile rispetto alle europee del 2014, quando aveva ottenuto il 12,9%.

Malta, socialisti di Muscat nettamente in testa

Il Partito laburista del premier Joseph Muscat è nettamente in testa secondo gli exit poll pubblicati alla chiusura delle urne. Il Partito laburista otterrebbe il 55% contro il 37% per i conservatori del Partito nazionalista.

Irlanda: Valanga di consensi per premier Varadkar, volano i Verdi

Il Finn Gail (Ppe, europeista) del premier Leo Varadkar si conferma primo partito nella piccola Irlanda, secondo le proiezioni aggiornate di queste ore, con un 29% di voti e una previsione di 4 seggi. Mentre restano al palo gli storici rivali del Fianna Fail (Alde) che nelle parallele elezioni locali sono testa a testa con il partito governo, ma alle Europee rischiano di cedere persino il secondo posto ai Verdi, che volano dall’1,6 al 15%: per di più con 2 seggi probabili (contro solo uno del Fianna Fail) grazie alla concentrazione dei loro consensi in una delle tre circoscrizioni nazionali del Paese, quella di Dublino. Altri due seggi dovrebbero andare allo Sinn Fein (sinistra nazionalista), pur in calo dal 15 al 13%, e due a indipendenti di sinistra (tutti e 4 destinati al gruppo europeo Gue/Ngl).

Nessuna forza euroscettica di rilievo era in corsa nel Paese, dove l’affluenza resta attorno al 50%. In totale l’Irlanda elegge 13 deputati, due quali però congelati fino a che il Regno Unito non concederà la sua quota ratificando la Brexit

In Germania Cdu in testa, boom dei Verdi

Secondo i primi exit poll, in Germania i cristiano-democratici della cancelliera Angela Merkel hanno ottenuto il 28% dei consensi e restano il primo partito, ma se il risultato fosse confermato sarebbe uno dei suoi peggiori. Nel 2014 la Cdu-Csu aveva ottenuto il 35,3% dei voti. Confermato l’atteso exploit dei Verdi che registrano il 22%, con un +12% rispetto alle precedenti elezioni. Terza posizione per i socialdemocratici (Spd) con il 15,5%. Nel 2014 la Spd aveva ottenuto il 27,3%. L’estrema destra euroscettica di Alternative für Deutschland (AfD) sale al 10,5%, mentre nel 2014 era al 7,4%. La sinistra della Linke è al 5,5%, come i liberali. Otterrebbe un seggio al Parlamento il primo partito transnazionale Volt.

Cipro, testa a testa popolari-comunisti

A Cipro è testa a testa tra il partito Disy che appartiene alla famiglia del PPE e il partito comunista Akel, secondo gli exit poll sulle elezioni europee. Disy, il partito del primo ministro Ni’kos Anastasia’dis, avrebbe ottenuto tra il 28% e il 32%. L’estrema sinistra di Akel avrebbe ottenuto tra il 26% e il 30%. Molto più indietro i socialdemocratici di DIKO (13-15,5%) e di Edek (9-11%).

Austria, vincono popolari di Kurz, Fpoe terzo 

In Austria vince il Partito popolare del cancelliere Sebastian Kurz. Perdono, ma non crollano dopo lo scandalo di Heinz Christan Strache, i nazionalisti. In calo anche i socialdemocratici. Secondo le stime della tv pubblica Orf, la Oevp di Kurz è al 34% (+7,5%), l’Spoe si ferma al 23,5% (-0,6%) e la Fpoe scende al 17,5% (-2,2%).
Secondo le stime della Orf, che si basano su sondaggi e non su exit poll, i popolari passano da 5 a 7 seggi, i socialdemocratici tengono 5, mentre i nazionalisti dell’Fpoe perdono un seggio e scendono a 3. Anche i Verdi perdono un rappresentante (ora 2), mentre i liberali Neos restano fermi a un europarlamentare. Affluenza in forte crescita al 55% secondo i dati diffusi dal Parlamento europeo. Nel 2014 aveva votato il 45% degli elettori.

In Slovacchia i socialdemocratici sconfitti

I liberali di centrosinistra di Progressive Slovakia (Ps) della neo-presidente Zuzana Aputova hanno vinto le europee in Slovacchia, secondo i dati diffusi dal quotidiano Dennik. Sconfitta per i socialdemocratici dell’ex premier Robert Fico, al 15% contro il 24% di cinque anni fa. Affermazione a sorpresa dell’estrema destra.

Lettonia euroscettica

Secondo gli exit poll in Lettonia hanno vinto Dombrovskis e gli euroscettici. Dombrovskis è l’uomo che aveva accusato l’Italia di essere la «lumaca d’Europa» per colpa del governo.

Estonia, affluenza al 34%

Affluenza al 34% in Estonia, alle 15. Il dato evidenzia un lieve incremento rispetto all’affluenza registrata nel 2014 (31,48%).

 

Fonte: La Stampa

Europee 2019: popolari primi, boom di Verdi e liberali ultima modifica: 2019-05-26T23:32:16+00:00 da Redazione



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