FOGGIA – La maggioranza che sostiene la sindaca Maria Aida Episcopo entra in una fase delicata. La verifica politica attesa nelle prossime settimane si intreccia con tensioni sempre più evidenti all’interno del campo largo, mentre in Consiglio comunale crescono malumori, distinguo e richieste di maggiore coinvolgimento politico. Sullo sfondo restano i numeri fragili dell’aula e l’appuntamento cruciale con il Bilancio, previsto tra l’8 e il 10 giugno.
Il campanello d’allarme è suonato durante l’ultima seduta dedicata ai debiti fuori bilancio, quando Movimento 5 Stelle e Psi hanno scelto di non allinearsi automaticamente alla maggioranza, costringendo la Giunta a fare i conti con un equilibrio molto più instabile del previsto. Un segnale politico chiaro, arrivato nel momento forse più delicato per l’amministrazione comunale.
I pentastellati hanno chiesto chiarimenti approfonditi sugli atti portati in aula, rifiutando l’idea di approvare provvedimenti senza un’analisi dettagliata delle carte. Le perplessità hanno riguardato soprattutto alcuni debiti fuori bilancio legati a contenziosi e sentenze, tema che negli ultimi giorni ha acceso il dibattito politico cittadino.
Nel mirino dei consiglieri del Movimento 5 Stelle sono finiti, in particolare, alcuni atti seguiti dagli assessorati ai Lavori pubblici e alla Polizia locale. Gli approfondimenti richiesti hanno costretto l’assessore Giuseppe Galasso a chiarire la genesi di alcune vicende risalenti addirittura al 2009, tra cui il caso del centro polivalente di via Galliani e l’indennizzo alla società Simac srl per un’acquisizione sanante di oltre settemila metri quadrati.
Durante il confronto in aula, i Cinquestelle hanno inoltre evidenziato un ritardo nella presentazione di una citazione in opposizione in un contenzioso con Pentotary, circostanza che avrebbe comportato un aggravio delle spese giudiziarie. Un elemento che ha contribuito ad alimentare ulteriormente le tensioni politiche interne alla coalizione.
A spiegare la posizione del Movimento è stato il capogruppo Mario Dal Maso, che ha rivendicato il diritto-dovere dei consiglieri di approfondire gli atti prima del voto.
«Il ruolo del consigliere non è quello di mero ratificatore. C’è la necessità di comprendere quello che si vota, anche perché ci si assume delle responsabilità», ha dichiarato ai microfoni di FoggiaToday.
Parole che fotografano un clima politico tutt’altro che sereno. Anche perché, al di là delle rassicurazioni ufficiali, il disallineamento emerso in aula tra Pd, Movimento 5 Stelle e Psi appare sempre più evidente.
La seduta ha infatti mostrato una maggioranza numericamente vulnerabile. Tra assenze e astensioni, Palazzo di Città ha potuto contare su numeri estremamente risicati, oscillando tra dieci e quindici voti favorevoli. A pesare sono state soprattutto le astensioni dei consiglieri pentastellati Mario Dal Maso, Francesco Salemme e Francesco Strippoli e quelle dei socialisti Mino Di Chiara e Stefania Rignanese.
Un quadro che rappresenta un avvertimento politico preciso in vista del prossimo passaggio sul Bilancio comunale, considerato fondamentale per la tenuta dell’amministrazione Episcopo.
In realtà, i segnali di malcontento erano già emersi nelle settimane precedenti. Durante la lunga seduta del 18 maggio scorso alcuni consiglieri della maggioranza avevano lasciato l’aula prima del voto sui debiti fuori bilancio, lasciando intendere un disagio politico crescente rispetto alla gestione amministrativa e ai rapporti interni alla coalizione.
Nel frattempo, cresce l’attesa per il possibile rimpasto di Giunta. Secondo le indiscrezioni che circolano negli ambienti politici cittadini, la sindaca Episcopo potrebbe sciogliere le riserve il prossimo 2 giugno. Tuttavia, il quadro resta ancora incerto e accompagnato da forte scetticismo all’interno della stessa maggioranza.
Le ipotesi più accreditate parlano di un intervento limitato a due assessorati. Tra i nomi maggiormente in discussione figurano quelli di Lorenzo Frattarolo e Daniela Patano, quest’ultima finita al centro delle polemiche nelle ultime settimane soprattutto per il Piano delle assunzioni.
Sul tavolo ci sarebbe anche l’ingresso di una figura tecnica legata all’urbanistica, mentre il Psi continuerebbe a rivendicare maggiore peso politico, chiedendo deleghe strategiche come Polizia locale e Personale. Richieste che, secondo i rumors di Palazzo di Città, la sindaca avrebbe finora resistito ad accogliere.
Intanto, tra i consiglieri serpeggia il malcontento per la mancanza di alcune figure considerate centrali nella nuova organizzazione amministrativa, come il city manager e il direttore generale, mai realmente entrati in scena. Una situazione che alimenta la sensazione di immobilismo e contribuisce a rendere ancora più fragile l’equilibrio politico della coalizione.
Le prossime settimane saranno decisive. Il voto sul Bilancio potrebbe trasformarsi nel vero banco di prova della maggioranza Episcopo. E, nel caso in cui il clima interno dovesse ulteriormente deteriorarsi, non si esclude uno scontro politico capace di mettere seriamente a rischio la tenuta dell’amministrazione comunale.
Lo riporta Mariangela Mariani, di Foggiatoday.it.



