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"REATI ORRIBILI" Marco Raduano rompe il silenzio: «Mi sono trasformato in una bestia, chiedo perdono»

«Mi sono macchiato di reati orribili», scrive Raduano, 43 anni, conosciuto con il soprannome di “Pallone"

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
26 Giugno 2026
Cronaca // Manfredonia //

Fonte: Corriere del Mezzogiorno. Marco Raduano, ex boss della mafia garganica oggi collaboratore di giustizia, affida a una lunga lettera la sua confessione pubblica. Parole dure, rivolte al proprio passato criminale, alle vittime, ai loro familiari e alle istituzioni.

«Mi sono macchiato di reati orribili», scrive Raduano, 43 anni, conosciuto con il soprannome di “Pallone”. L’ex esponente di vertice della criminalità garganica ammette le proprie responsabilità morali e umane, dichiarando di non cercare attenuanti: «Sono consapevole che forse non esiste perdono per uno come me».

Nella lettera, Raduano chiede scusa ai comuni del Gargano legati alla sua storia criminale: Vieste, Mattinata, Manfredonia, Monte Sant’Angelo e Foggia. Il suo pensiero va anche ai familiari delle vittime della guerra di mafia e delle vittime innocenti.

Un passaggio significativo riguarda la strage di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017. Pur precisando di non aver avuto un ruolo diretto, Raduano scrive che la responsabilità morale ricade sull’intero sistema mafioso: «Tutti i mafiosi della mia terra sono colpevoli indirettamente. Me compreso».

La svolta, racconta, sarebbe maturata durante la detenzione al 41 bis nel carcere dell’Aquila, anche grazie alla lettura di un libro del giudice Giovanni Falcone. Da lì la decisione di affidarsi allo Stato e diventare collaboratore di giustizia.

Nella parte finale della lettera, Raduano lancia un appello ai suoi ex sodali: «Scegliete di collaborare». Poi aggiunge: «Lo Stato vince, lo Stato vince sempre». Per l’ex boss, collaborare con la giustizia non rappresenta una sconfitta, ma l’unica possibilità di riscatto.

«L’infame non sono io — conclude —. L’infame è la cultura mafiosa che si è annidata in voi».

1 commento su "Marco Raduano rompe il silenzio: «Mi sono trasformato in una bestia, chiedo perdono»"

  1. Ma veramente questo ci vuole fare credere che si è “pentito” davvero delle cose che ha fatto? Fa più bella figura se dice la verità, ovvero, che ha collaborato solo perché era l’unico modo per farsi meno carcere e farselo nella maniera più comoda rispetto al 41 bis.
    Si era trasformato in una bestia? Dice lui? E adesso in cosa si è trasformato? E soprattutto, si è ritrasformato o è rimasto bestia?

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