La Maturità si conferma ogni anno un banco di prova non solo per gli studenti, ma anche per la loro memoria, messa a dura prova da ansia, stanchezza e tensione accumulata dopo cinque anni di scuola. Il risultato, nei casi più estremi, è una lunga serie di strafalcioni e gaffe clamorose, diventate ormai un classico degli esami di Stato.
Tra gli autori più colpiti dagli errori figura spesso Gabriele D’Annunzio, trasformato in “poeta water” o addirittura in un “estetista”, con opere come La pioggia nel pineto attribuite erroneamente a Giovanni Pascoli. Lo stesso Pascoli viene a sua volta associato alla teoria della “frammentazione dell’io”, che appartiene invece a Luigi Pirandello.
Proprio Pirandello è uno dei bersagli preferiti degli errori d’esame: la sua opera più celebre, Uno, nessuno e centomila, viene spesso storpiata in “Uno, nessuno e duecentocinquantamila”, mentre in alcuni casi al drammaturgo siciliano viene attribuito addirittura un Oscar al posto del Premio Nobel per la Letteratura.
La confusione non risparmia nemmeno la letteratura internazionale: Se questo è un uomo di Primo Levi viene assegnato a Italo Calvino, mentre lo scrittore francese Émile Zola diventa improvvisamente italiano. Nell’epica, invece, la figura di Elena di Troia finisce coinvolta in una scelta tra “i porci” anziché tra i pretendenti omerici.
Sul fronte storico, tra le gaffe più eclatanti compare la candidatura di Adolf Hitler al Premio Nobel per la Pace, errore che si intreccia con un riferimento reale ma decontestualizzato a una provocatoria proposta di candidatura avvenuta negli anni Trenta. In un altro caso, Benito Mussolini viene indicato come esponente del Partito Comunista Italiano, mentre i giovani balilla diventano i “Barilla”.
Non mancano le distorsioni cronologiche: la Seconda guerra mondiale anticipata al 1933, l’Italia ancora monarchia con un ipotetico “re Sergio Mattarella”, oppure Aldo Moro rapito da Cosa Nostra. La Guerra Fredda viene localizzata “in Siberia” e lo Stretto dei Dardanelli ribattezzato “Stretto di Gargamella”, mentre il Muro di Berlino cade nel 1948, ben prima della sua costruzione.
Anche arte e scienza alimentano la lista degli errori: Marie Curie viene insignita di due Premi Oscar, Pablo Picasso diventa “Paolo Picasso” e la Guernica viene descritta come un dipinto rosso. Il celebre Bacio di Hayez viene invece collocato nella “paninoteca di Milano”.
Non solo studenti: anche i commissari d’esame finiscono talvolta protagonisti di scivoloni, come nel caso di un docente che ha attribuito Il ritratto di Dorian Gray a Charles Dickens invece che a Oscar Wilde, o di una professoressa che non ha riconosciuto il volto di Sigmund Freud.
Lo riporta open.online.




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