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Cerignola, Cittadinanzattiva su illeciti IVG: Ordine medici chiarisca


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CERIGNOLA (Foggia) – Cittadinanzattiva Puglia, a firma dei tre responsabili, ha inviato una nota all’Ordine dei medici di Foggia, al Presidente regione Puglia, all’Assessorato regionale Sanità, all’ASL Foggia e alla Federazione nazionale ordine dei medici che si riproduce integralmente di seguito:

Gentilissimi,

in merito all’odioso episodio sui presunti illeciti consumati sulla pelle delle donne che chiedevano l’interruzione volontaria di gravidanza presso l’Ospedale civile di Cerignola portato all’attenzione dell’opinione pubblica dai mass media, Cittadinanzattiva Puglia attraverso i Coordinatori delle sue Reti ‐ Tribunale per i diritti del Malato e Giustizia per i Diritti ‐ intende evidenziare la propria posizione affinché fatti del genere non abbiano ancora a ripetersi e affinché le donne non abbiano ad essere ancora una volta “vittime” di ricatto anche di fronte a scelte gravi e sofferte quale è quella di interrompere la gravidanza.

“Speculare” poi su un diritto disciplinato da leggi e quindi anche sui bisogni delle persone più indifese, incutere loro il “terrore” che sottoporsi alla lista di attesa relativa all’esercizio di un legittimo diritto di salute possa addirittura essere di ostacolo ad esso e quindi “costringere” le donne ad accedere ad altremodalità per sottoporsi all’intervento di IVG è quanto di più esecrabile possa accadere ad una donna già incrisi e spesso con scarsi mezzi economici oltre che costituire violazione di norme specifiche . Da quanto emerso dalla stampa, pare, poi, che in questo “giro di mazzette” vi siano come vittime anche donne immigrate cui si lasciava intendere che “per aggirare la lista di attesa” bastasse pagare in via privata i mediciper ottenere una legittima interruzione di gravidanza erogabile dal SSNN . I fatti in questione sono venuti agalla grazie al coraggio di qualche cittadino che ha sentito il dovere civico di denunciare tali storture eviolazioni di legge per porre fine all’idea che per ottenere un diritto ( in questo caso l’interruzione di gravidanza ) bisogna ricorrere a illecite tangenti da pagare.

Di fronte ad episodi di questo genere Cittadinanzattiva, a mente della Mission che ne anima l’azione sull’intero territorio Nazionale, Medici diFoggia e di tutte le altre istituzioni Pubbliche di cui risultano dipendenti i sanitari coinvolti nella vicenda atutela non solo dell’immagine e della professione medica ma anche a tutela della persona, mediantel’adozione di provvedimenti efficaci, opportuni quanto urgenti prevedendo anche la “sospensione” immediata dei sanitari nel rispetto del principio espresso dall’art. 43 del Codice deontologico proprio inmateria di interruzione volontaria della gravidanza, laddove, pur facendo salvo ogni principio regolante laposizione dell’eventuale indagato/imputato nel procedimento penale, ben potrebbero adottarsiprovvedimenti in sede di autotutela da parte degli Organismi deputati ai controlli delle condotte deglioperatori inseriti in strutture pubbliche anche al fine di evitare ulteriori danni alle pubbliche casse.

A tal fine chiediamo, quindi, di conoscere, quale Organismo Civico di Tutela a mente dei diritti regolanti la partecipazione del cittadino, quale sia l’impegno dell’Ordine provinciale dei Medici in merito alla vicenda e quali saranno i provvedimenti che si metteranno in atto nei confronti dei medici protagonisti di quantoavvenuto nell’Ospedale di Cerignola.

Cittadinanzattiva ritiene inoltre che, alla luce di episodi di corruzione e di illegalità, anche le AAssll e le Autorità Istituzionali pugliesi debbano avere un ruolo attivo , vigilando più attentamente sulle liste di

attesa, oltre che rivedere la gestione dell’obiezione di coscienza per i ginecologi che lavorano nelle strutture pubbliche. Le donne, infatti, non sarebbero ricattate e non subirebbero “oltraggi” alla propria persona se si governasse in maniera diversa l’istituto dell’obiezione di coscienza nelle strutture pubbliche, principio sacrosanto che tuttavia non può essere assoggettato a condotte che poco hanno a che fare con i principi deontologici regolanti la professione medica e le norme a tutela della salute e della legalità.

Episodi del genere denunciato dimostrano che le strutture pubbliche in Puglia faranno grande fatica a garantire il rispetto della legge 194/78, che, pare opportuno rammentare, non è diritto ad abortire, laddove tutta l’attività dell’IVG, così come succede nella stramaggioranza degli Ospedali, resta indifferentemente nelle mani di un sol medico non obiettore, molte volte in convenzione e proveniente da una struttura privata.

All’Assessorato regionale alla sanità, Cittadinanzattiva Puglia chiede un confronto‐incontro al fine di individuare insieme, in applicazione dell’art. 118 ultimo comma della Costituzione, le azioni di miglioramento dei servizi deputati all’IVG per offrire le garanzie e i diritti sanciti dalla l. 194/78 ed evitare ilripetersi di episodi come questi, che trovano terreno fertile nella carenza di informazione.

Si informano le SSLL che è intenzione dell’Associazione costituirsi parte civile nei procedimenti avviati al fine di contribuire all’accertamento dei fatti e all’individuazione dei responsabili degli illeciti.

In attesa di un Loro cortese riscontro, si ringrazia per l’attenzione e si inviano distinti saluti

Cittadinanzattiva Puglia – TDM Prof. Silvana Stanzione

Cittadinanzattiva Puglia ‐ Giustizia per i Diritti Avv. Marina Venezia

Cittadinanzattiva Puglia‐Segretario Regionale Dr. Tonino d’Angelo

Fonte: www.agoramagazine.it

Cerignola, Cittadinanzattiva su illeciti IVG: Ordine medici chiarisca ultima modifica: 2014-07-26T00:28:45+00:00 da Redazione



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