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SOCCORRITORI Foggia, bodycam sui mezzi del 118: i soccorritori potranno chiedere aiuto in tempo reale

La novità riguarda l’introduzione delle bodycam, dispositivi che saranno indossati dagli operatori durante le attività di soccorso

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
26 Agosto 2026
Cronaca // Foggia //

Le aggressioni ai danni degli operatori sanitari continuano a rappresentare una delle principali criticità per chi lavora nel sistema dell’emergenza-urgenza. E dopo il grave episodio avvenuto ad Apricena nella notte del 21 agosto, quando due operatori del 118 sono stati aggrediti durante un intervento e una pistola sarebbe stata puntata contro l’ambulanza, il servizio di emergenza della provincia di Foggia decide di rafforzare le misure di sicurezza.

La novità riguarda l’introduzione delle bodycam, dispositivi che saranno indossati dagli operatori durante le attività di soccorso e che potranno essere attivati direttamente in caso di situazioni potenzialmente pericolose.

A illustrare il funzionamento del nuovo sistema è il direttore del 118 di Foggia, Stefano Colelli.

«Sono state acquistate delle bodycam che saranno indossate dagli operatori durante le fasi di soccorso», spiega Colelli. Il sistema è stato pensato per consentire agli equipaggi di comunicare rapidamente una situazione di emergenza alla centrale operativa.

In caso di pericolo, infatti, l’operatore potrà premere un apposito tasto, attivando contemporaneamente la registrazione audio e video e inviando alla centrale una richiesta di aiuto.

Immagini in diretta dalla scena dell’intervento

La caratteristica più importante del nuovo sistema è la possibilità per la centrale operativa di visualizzare da remoto le immagini provenienti dalla bodycam in tempo reale.

«Al momento del bisogno, l’operatore, premendo un tasto sul dispositivo, avvia una registrazione audio/video e invia alla centrale una richiesta di aiuto», chiarisce il direttore del 118.

A quel punto gli operatori della centrale potranno avere una visione più precisa di quanto sta accadendo sul luogo dell’intervento e, sulla base della situazione, valutare l’eventuale necessità di coinvolgere le forze dell’ordine.

«Da remoto verranno visualizzate le immagini in tempo reale e, eventualmente, saranno allertate le forze dell’ordine», aggiunge Colelli.

Un sistema che punta quindi non soltanto alla documentazione degli episodi di violenza, ma soprattutto alla possibilità di intervenire con maggiore tempestività quando un equipaggio si trova in difficoltà.

Dopo l’aggressione di Apricena

La decisione arriva a pochi giorni dall’episodio avvenuto ad Apricena, dove due operatori del 118 sono stati coinvolti in una situazione di forte tensione durante un intervento di soccorso. Un episodio che ha riacceso l’attenzione sulla sicurezza di medici, infermieri, autisti e soccorritori, spesso chiamati a operare in contesti imprevedibili e potenzialmente rischiosi.

Le aggressioni nei confronti del personale sanitario rappresentano infatti un problema che riguarda l’intero sistema dell’emergenza. Gli operatori del 118 intervengono quotidianamente in situazioni caratterizzate da elevata tensione, talvolta in presenza di persone alterate o di gruppi numerosi, con il rischio che una normale attività di soccorso possa trasformarsi rapidamente in una situazione di pericolo.

Le bodycam rappresentano, in questo contesto, un ulteriore strumento di tutela e prevenzione. La possibilità di attivare immediatamente una richiesta di aiuto e di consentire alla centrale di vedere ciò che sta accadendo può permettere di ridurre i tempi di reazione e favorire un intervento tempestivo delle forze dell’ordine quando necessario.

Per il direttore Stefano Colelli, si tratta anche di un nuovo deterrente contro la violenza: «Questo è un ennesimo deterrente a contrasto delle continue aggressioni al personale medico del 118».

L’obiettivo è dunque duplice: proteggere chi ogni giorno lavora per garantire il soccorso e rendere più rapida la risposta quando un equipaggio si trova in una situazione di pericolo. Un passo che arriva dopo un episodio grave e che punta a rafforzare la sicurezza di chi opera quotidianamente sulle ambulanze del 118 in provincia di Foggia.

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