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Igor Imhoff, l’anello di congiunzione tra l’arte e la tecnologia

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
26 Settembre 2018
Cultura // Manfredonia //

Igor Imhoff, classe 1976, vive la sua infanzia e giovinezza a Manfredonia, ma il ragazzo schivo che incontravo spesso negli anni novanta sul pianerottolo ne ha fatta nel frattempo di strada.
Attualmente risiede a Venezia dove insegna Applicazioni Digitali per l’Arte, tecniche di Animazione Digitale e Matte Painting presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia ed Effetti speciali e post-produzione al Master di I livello of Fine arts in filmmaking presso l’università Ca Foscari di Venezia.

Consolidata la collaborazione con la “Scuola Internazionale di Comics” a Padova, dove tiene corsi di animazione e modellazione 3d.

Igor è artista indipendente che si occupa prevalentemente di immagine in movimento e sperimentazione video. La sua arte si traduce in produzioni digitali in cui viva è la commistione di più competenze artistiche come pittura, video, animazione, videogame, musica. Tali esperienze sono confluite nell’interattività e nel videomapping. Suggestive realizzazioni, la rievocazione presso il Castello Svevo della “disfida di Barletta”, il mapping interattivo “Prometeo, il poema del fuoco” a Palazzo Zenobio a Venezia o il recente “Anafora”, animato e suonato dal vivo sulle pareti della Basilica di Siponto a Manfredonia.

Igor ha portato la sua arte, il suo immaginario anche all’estero partecipando a numerose mostre e festivals internazionali e la sua creativita ha ottenuto numerosi riconoscimenti. Voglio ricordarne due prestigiosi: “Award for Best International Experimental Work” – Cinetoro in Colombia, “Best European Short Film Animation – Go Short” in Olanda.

Il mio invito a curiosare sul suo profilo e soprattutto a partecipare agli eventi dei quali è protagonista.

1- Igor, tre parole in cui ti riconosci. Che siano aggettivi, sostantivi, verbi o avverbi non rileva.

Indipendente, Ibrido, irrequieto.
Indipendente. Non ho punti di riferimento, né contratti che limitino il mio modo di agire. E’ sicuramente più difficile operare così (non esisti per il mercato), però questo mi permette di agire liberamente e avere il lusso di cambiare idee e stili.
Ibrido. Non amo il concetto di purezza di un mezzo o di un medium. Ho sempre trovato fondamentale mescolare le esperienze e i supporti. Il mio lavoro di video artista, per esempio, nasce dall’esperienza maturata realizzando videogames. Questo consente di muoversi in modo fluido da uno strumento all’altro, nonostante sia difficile essere poi catalogato o considerato in un determinato ambito.
Irrequieto. Non amo ripetermi, sono sempre alla ricerca di nuove soluzioni o di vie alternative. Amo i progetti nei quali devo sempre mettermi in discussione, come persona e come artista.

2- Ti ho sempre considerato artista fuori dagli schemi, un’avanguardia. Le tue performances artistiche sono altamente tecnologiche. Il tuo supporto artistico generalmente non è fatto di tela, di pietra, ma di softwares, hardwares e periferiche in azione, che sappiamo essere in continua evoluzione e che in meno di un battito di ciglia diventano obsoleti. Proiettiamoci nel futuro, cosa che ti riesce benissimo artisticamente. In che modo i posteri scopriranno le tue digitali “grotte di Lascaux”? Tracce di un’arte che resta nel tempo o che inevitabilmente muta col tempo? Il futuro dell’arte digitale.

La questione della conservazione delle opere digitali è difficilmente riassumibile in poche righe, anche se non penso possa rappresentare un problema, nel senso che la singola opera digitale concorre a formare un habitat con le sue regole e probabilmente anche il concetto di memoria o di feticcio è destinato a cambiare. Si generano dei flussi condivisi che implicano la partecipazione al momento “creativo”. La qualità del risultato dipende dalla proposta e da chi decide di vivere l’opera in quel determinato attimo. Non rimane un oggetto, ma qualcosa che concorre ad una memoria collettiva. Resta ovviamente il problema della maggiore responsabilità di chi fa arte e non solo. Le pitture rupestri sono in perenne movimento e la tecnologia esplicita tutto ciò. L’estrema semplicità dei segni li rende fortemente adattabili ad ogni esigenza narrativa e capaci di parlare anche all’uomo contemporaneo.

3 – In alcune installazioni videodigitali è molto interessante il connubio che hai realizzato tra futuro-tecnologia e passato-incisioni rupestri.
Anafora, una videoinstallazione interattiva in cui l’essenzialità delle linee rupestri si sposa con il tatto, il gesto tecnologico.
Il viaggio dei Dauni nel tempo, il viaggio emozionale e continuo di ognuno di noi tra la necessità di memoria e quella abbracciare il futuro.
Il messaggio a me pare chiaro:
Non dimentichiamo chi siamo stati e da dove veniamo per capire chi siamo e dove stiamo andando. È così?

Anafora trae spunto dalle pitture rupestri, soprattutto quelle della Daunia Antica e le sue stele, per raccontare azioni che si ripetono. Il viaggio è una metafora costante. Nel tempo e nello spazio. Le pitture rupestri raccontano gesti che si ripetono, iterazioni e reiterazioni per perpetrare un rito che da cruento e violento diventa azione simbolica. In Anafora inoltre c’è anche un messaggio rivolto alle vicende più vicine a noi, che purtroppo la cronaca riporta con frequenza ormai quotidiana. Quello che per noi dovrebbe essere un ricordo consapevole e un valore aggiunto, diventa per altri un viaggio reale dagli esiti spesso tragici, anche per colpa di chi dimentica.

4 – Igor, una panoramica veloce sui progetti in corso d’opera, oltre che qualche data da appuntarci per venire a scoprire di persona la tua arte.

Al momento sono impegnato in un progetto collettivo con alcuni ragazzi dei miei corsi in Accademia (di Venezia). Si tratta di una mostra in occasione di Sonimage a Bisceglie (dal Veneto in Puglia). Ognuno porterà un progetto personale e realizzeremo i contenuti per il live di un concerto. Per l’occasione porterò la mia prima installazione interattiva in realtà virtuale.
Nei prossimi mesi dovrei proseguire la produzione di un cortometraggio di animazione e contemporaneamente curare una nuovo progetto interattivo dal quale poi estrapolare opere digitali (stampe tradizionali e 3d).
Negli ultimi tempi ho anche ripreso a sviluppare videogame anche se in una chiave rivolta maggiormente alla sperimentazione ed alla fusione con le altre esperienze delle mia ricerca visuale.

Ti ringrazio, Igor

Rosanna Frattaruolo

26 settembre 2018

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