Lutto al liceo Iess di Reggio Emilia per la morte di Roberto Gialdini, professore di matematica di 36 anni, deceduto giovedì sera dopo dieci giorni di ricovero in ospedale a causa di una emorragia cerebrale.
La notizia ha sconvolto l’intera comunità scolastica. Nella mattinata di ieri le lezioni sono state sospese per consentire a studenti, ex alunni, genitori, docenti e familiari di rendere omaggio al giovane insegnante. Oltre 200 ragazzi, arrivati anche da altre città, hanno voluto salutare per l’ultima volta il professore, molto conosciuto e apprezzato all’interno dell’istituto.
Il ricordo di colleghi e studenti
A ricordare Gialdini è stato anche il professor Francesco Lenzini, amico e collega, che ha descritto il dolore per una perdita improvvisa e difficile da accettare.
“La sua scomparsa lascia un vuoto incolmabile in tutti noi. Ho capito quello che ha provato Achille quando gli hanno riportato il corpo esanime di Patroclo. Roberto era una persona generosa, con un animo buono e puro. Era un docente straordinariamente preparato e capace. Aveva tutte quelle qualità che rendono un insegnante un grande insegnante. Mi mancherà tantissimo, era un punto di riferimento per tutto il corpo docenti e per i ragazzi”, ha raccontato Lenzini.
Le lezioni sospese allo Iess
La scuola ha deciso di interrompere le lezioni per permettere alla comunità scolastica di stringersi attorno alla famiglia e ricordare il docente scomparso prematuramente.
Il dirigente scolastico dello Iess, Ugo Barilli, ha ricostruito quanto accaduto negli ultimi giorni.
“Roberto aveva una malformazione congenita al cervello, che ha ceduto domenica 13 settembre, proprio il giorno prima della prima campanella”, ha spiegato il dirigente.
Gialdini è stato ricoverato all’ospedale di Baggiovara fino a giovedì sera. “Gialdini è stato in ospedale a Baggiovara fino a giovedì sera, quando tragicamente ci ha lasciati per un’emorragia celebrale”, ha aggiunto Barilli.
Il dirigente ha ricordato anche il rapporto instaurato dal professore con gli studenti: “Era un docente molto amato dai giovani, capace di sviluppare le piene potenzialità dei suoi alunni, senza dare troppo peso al voto numerico. Era un vero e proprio punto di riferimento: lavorava con noi dal 2021”.
“Esprimeva le emozioni con un’intensità straordinaria”
Per Lenzini, la scomparsa dell’amico e collega rappresenta una perdita ancora più dolorosa per il rapporto personale che li legava.
“Io e Roberto eravamo amici oltre che colleghi. Era un uomo capace di esprimere le proprie emozioni con un’intensità straordinaria, eravamo diversi ma complementari. Tutti noi, oggi, perdiamo qualcosa. La sua scomparsa è stata un fulmine a ciel sereno”, ha raccontato il professore.
La malformazione congenita di cui soffriva Gialdini non era mai stata diagnosticata, come ha spiegato Lenzini: “Lui non sapeva assolutamente niente di questa sua malformazione congenita, che per anni ha serpeggiato dentro di lui senza dare alcun sintomo. Era all’oscuro del suo problema e noi non ce lo saremmo mai immaginati”.
La scuola ha quindi voluto dedicare al docente un momento commemorativo. “Abbiamo voluto omaggiare Roberto con alcuni interventi commemorativi. Il fratello di Roberto ha fatto piangere tutti i nostri cuori”, ha concluso il dirigente Barilli.
I funerali si terranno lunedì mattina nella chiesa di Sant’Anselmo. Successivamente il feretro sarà sepolto a Marmirolo, il paese nel quale è nata la madre del professor Gialdini.
Il docente aveva inoltre scelto di donare gli organi.
Lo riporta ilrestodelcarlino.it.



