
La serata è stata, nelle parole delle docenti, davvero “indimenticabile”, come recitava il titolo dello spettacolo Unforgettables. Dopo una spettacolare coreografia, sulla base musicale del film Schindler’s List, la lista di Schindler, una frase è riecheggiata in sala: “La lista è vita”. “ Chiunque salva una vita salva il mondo intero”.
L’uso ricorrente della lista è alla base della stessa denominazione della pellicola: questo elenco di nomi, oltre a rappresentare in certi frangenti la riacquisizione di una identità soppressa dalle forze naziste, vuole infatti sottolineare come quei terribili eventi passati non riguardassero solo la popolazione ebraica ma, in senso più lato, anche soggetti e persone “qualunque”. Attraverso la raffigurazione di vari personaggi, si è affermata la trasversalità di un dramma che è andato oltre le nazionalità dei popoli, dato che interessato la sorte dell’umanità intera.
Si comprende allora il motivo per il quale il Liceo Classico “Aldo Moro” di Manfredonia, a trenta giorni dalla sua scomparsa, abbia voluto tributare, in quel giorno e a quel punto della performance, un riconoscimento onorifico a Laura Regano, assegnando alla famiglia della ragazza una targa in ricordo del suo “operato indimenticabile”.
A soli 31 anni Laura Regano, presidentessa regionale pugliese dell’Associazione italiana trapiantati di fegato (Aitf), muore a Torino, dov’era ricoverata perché avrebbe dovuto essere sottoposta ad un secondo trapianto, dopo due mesi di (inutile) attesa di un donatore compatibile. La lista, questa volta, non l’aveva salvata.
Occupandosi di ricerca e di donazioni, Laura già da qualche anno viveva a Bruxelles, dove lavorava per redigere progetti la cui approvazione ha consentito a decine di medici specializzandi pugliesi di formarsi in centri d’eccellenza belgi per poi tornare in Puglia, “arricchiti di quanto appreso all’estero“.
Due dei progetti di Laura Regano, ‘Prometeus’ e ‘Agora”, sono risultati rispettivamente al primo e secondo posto in Europa, nel 2006, “Un esempio di altruismo da imitare e diffondere, per professionalità onorevole e generoso idealismo“, ha detto a Stato la professoressa del Liceo Classico di Manfredonia, Rossella Angelillis.
“Vorremmo farne della vicenda che ha colpito Laura un esempio positivo. Vorremmo che questa morte attivasse una reazione positiva per la quale, in futuro, episodi simili non abbiano più a verificarsi. Lo dobbiamo a Laura.” Con queste parole volte al futuro, i genitori della ragazza, con la presidente della sezione pugliese dell’AITF,Angela De Padova, con il dottore Carmine Mione, Dirigente Medico presso l’Ubità di Rianimazione II dell’Ospedale “Casa Sollievo” di San Giovanni Rotondo, e la dottoressa Anna Lucia Segreto, al tempo a specializzanda a Bruxelles grazie ad uno dei Progetti europei di Laura ( cui era legata da un rapporto di affetto e di stima), hanno in un certo senso “siglato” un momento di intesa, unipersonale e collettiva, ” da non dimenticare“.
La dottoressa Segreto, ex alunna del Liceo “Moro”, come ha sottolineato anche la madre di Laura, è stata l’unica persona che ha “coraggiosamente partecipato, negli ultimi anni, agli studi in Belgio“, così creando le basi di “un’esperienza ospedaliera professionalmente aggiornata“, grazie proprio ad uno dei progetti voluti da Laura Regano.
“L’impegno del Liceo, in questo senso – ha aggiunto a Stato, la professoressa Angelillis – non può che essere quello di utilizzare i mezzi che l’arte della comunicazione mette ogni giorno a disposizione della gente per informarla, ma anche per sensibilizzare sull’argomento“. Questo nella speranza che “si possa favorire una mirata formazione sull’argomento” da parte dei rianimatori e dei medici di famiglia ed incrementare le donazioni, “così esigue nel nostro Paese e poco sostenute con iniziative delle istituzioni competenti”.
D’altronde, conclude la professoressa Angelillis “Il trapianto è vita. E non va mai dimenticato”.
(immagine tratta da www.chimera.overtheblog)


