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Presidenza Regione: verso primarie Vendola-Emiliano. Palese: Nichi e il Pd uniti dal fallimento

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
26 Novembre 2009
Politica //

vendola_nickiBari – GOVERNATORE versus ‘Ciclone’ in una sfida all’ultima primaria elettorale. Forse neanche il compianto Sergio Leone, un mero impressionista scenico nel disegnare le ansie, i timori e il cinismo fulminante vigente nei duelli Tète-à-Tète degli spaghetti western anni ’50, avrebbe saputo immaginare (e indi disegnare) l’incertezza del prossimo scenario che potrebbe aprirsi in seno alla presidenza del Consiglio pugliese, in vista delle elezioni regionali dell’aprile 2010. Lo scontro che opporrebbe da un lato Nichi Vendola e da un altro l’Emiliano furioso replicherebbe, in via strumentale e forse strutturale,  quanto accaduto nel lontano 2005, quando a contendersi la poltrona più ambita (a livello teorico) di via Capruzzi furono da un lato il “margheritino” Francesco Boccia, oggi deputato del Pd, e da un altro il comunista Nichi Vendola, all´epoca parlamentare di Rifondazione. Tutti sanno come andarono a finire le votazioni al tempo. Un Vendola vincente e che oggi dovrebbe dunque riscontrarsi con l’attuale presidente dei democratici: il sindaco di Bari Michele Emiliano, forse il grande sconfitto nelle primarie regionali dello scorso ottobre (rispetto agli esiti conseguiti dal  delfino e leader Bersani, quel Sergio Blasi, leccese e sindaco di Melpignano). Il referendum popolare (le primarie del resto, come ha sottolineato, criticamente, l’opinionista del Sole 24 ore, Miguel Gotor, sono nate, dalle teorie degli stati nordamericani della Pennsylvania, per cercare un consenso popolare, ma “forse fluttuante” di elettori) come “soluzione estrema” per risanare le tensioni nello stesso partito dopo l’uscita a sorpresa, con relativa auto-nomination, di Nichi il governatore. E  mentre continuano le discussioni, gli ammiccamenti e le intese per le alleanze regionali con gli altri schieramenti ancora “ambiguamente e empaticamente incerti” (vale a dire i seguaci Idv del molisano Di Pietro e i cavalli autonomi dell’Unione di Centro, con spinte da Roma, in primis dal leader Maximo per cercare “insistentemente alleanze”) l’idea delle primarie per l’elezione del prossimo governatore della Regione continua a stimolare anche la fantasia delle menti politicanti di via Capruzzi.Ma la soluzione delle primarie comincia a stimolare anche la fantasia umorale dei consiglieri del Pdl: “Ne vediamo e sentiamo di tutti i colori a sinistra – dice capogruppo di FI-Pdl in Consiglio regionale, Rocco Palese- . Nessuno si fida più di nessuno. Improvvisamente i 5 anni di Governo di Vendola che fino a ieri erano fiore all’occhiello del centrosinistra, oggi sono un fallimento. Addirittura Massimo D’Alema viene a Bari sabato per cercare di liberare il Pd pugliese dall’ingombro Vendola.  Per cinque anni anche D’Alema, con i suoi uomini, ha governato con Vendola. Come mai oggi vuole la sua testa? Come mai lo stesso D’Alema che non voleva Emiliano segretario regionale del Pd adesso lo vorrebbe presidente della Regione? E poi Emiliano, presidente del Pd pugliese, che continua a dire ufficialmente ‘Vendola è il miglior candidato’ ma sarebbe pronto a fargli le scarpe, tanto da aggiungere che lui farà quel che il partito gli dirà di fare. Dulcis in fundo, voci sempre più insistenti dicono che per convincere Vendola a ritirare la sua candidatura, il Pd gli starebbe offrendo la Presidenza del Consiglio regionale. Intanto Vendola non arretra e, come sempre ignorando la realtà, dice di godere dell’appoggio incondizionato del Pd che invece cerca di liberarsi dal suo ingombro. Ha ragione Vendola: lui e il Pd sono inseparabili perché uniti da 5 anni di fallimento: Vendola da Presidente e leader del centrosinistra, il Pd da partito di maggioranza relativa che con 5 assessori – chiave ha Governato con lui”. Si continua dunque a lavorare per stabilire il candidato del centrosinistra alle prossime regionali. La soluzione dovrebbe arrivare prima della riunione del prossimo sabato, quando a Bari si riunirà l’assemblea regionale del Pd, con una probabile presenza del leader Maximo.

Bari – GOVERNATORE versus ‘Ciclone’ in una sfida all’ultima primaria elettorale. Forse neanche il compianto Sergio Leone, uno mero impressionista scenico nel disegnare le ansie, i timori e il cinismo fulminante vigente dei duelli Tète-à-Tète degli spaghetti western anni ’50, avrebbe saputo immaginare (e indi disegnare) l’incertezza del prossimo scenario che potrebbe aprirsi in seno alla presidenza del Consiglio pugliese, in vista delle elezioni regionali dell’aprile 2010. Lo scontro che opporrebbe da un lato Vendola e da un altro Emiliano replicherebbe, in via strumentale e strutturale, quanto accaduto nel lontano 2005, quando a contendersi la poltrona più ambita (almeno a livello teorico) di via Capruzzi furono da un lato il “margheritino” Francesco Boccia, oggi deputato del Pd, e da un altro il comunista Nichi Vendola, all´epoca parlamentare di Rifondazione. Tutti sanno come andarono a finire le votazioni al tempo. Un Vendola vincente e che oggi dovrebbe dunque riscontrarsi con l’attuale presidente dei democratici: il sindaco di Bari Michele Emiliano, forse il grande sconfitto nelle primarie regionali dello scorso novembre (rispetto agli esiti conseguiti dal delfino e leader Bersani, quel Sergio Blasi, leccese e sindaco di Melpignano). Il referendum popolare (le primarie del resto, come ha sottolineato, criticamente, l’opinionista del Sole 24 ore, Miguel Gotor, sono nate, dalle teorie degli stati nordamericani della Pennsylvania, per cercare un consenso popolare, ma “forse fluttuante” di elettori) come “soluzione estrema” per risanare le tensioni nello stesso partito dopo l’uscita a sorpresa, con relativa auto-nomination, di Nichi il governatore. E  mentre continuano le discussioni, gli ammiccamenti e le intese per le alleanze regionali con gli altri schieramenti ancora “ambiguamente incerti” (vale a dire i seguaci Idv del molisano Di Pietro e i cavalli autonomi dell’Unione di Centro, con spinte da Roma, in primis dal leader Maximo per cercare “insistentemente alleanze”) l’idea delle primarie per l’elezione del prossimo governatore della Regione continua a stimolare anche la fantasia delle menti politicanti di via Capruzzi.Ma la soluzione delle primarie comincia a stimolare anche la fantasia umorale dei consiglieri del Pdl: “Ne vediamo e sentiamo di tutti i colori a sinistra – dice capogruppo di FI-Pdl in Consiglio regionale, Rocco Palese- . Nessuno si fida più di nessuno. Improvvisamente i 5 anni di Governo di Vendola che fino a ieri erano fiore all’occhiello del centrosinistra, oggi sono un fallimento. Addirittura Massimo D’Alema viene a Bari sabato per cercare di liberare il Pd pugliese dall’ingombro Vendola. Per cinque anni anche D’Alema, con i suoi uomini, ha governato con Vendola. Come mai oggi vuole la sua testa? Come mai lo stesso D’Alema che non voleva Emiliano segretario regionale del Pd adesso lo vorrebbe presidente della Regione? E poi Emiliano, presidente del Pd pugliese, che continua a dire ufficialmente ‘Vendola è il miglior candidato’ ma sarebbe pronto a fargli le scarpe, tanto da aggiungere che lui farà quel che il partito gli dirà di fare. Dulcis in fundo, voci sempre più insistenti dicono che per convincere Vendola a ritirare la sua candidatura, il Pd gli starebbe offrendo la Presidenza del Consiglio regionale. Intanto Vendola non arretra e, come sempre ignorando la realtà, dice di godere dell’appoggio incondizionato del Pd che invece cerca di liberarsi dal suo ingombro. Ha ragione Vendola: lui e il Pd sono inseparabili perché uniti da 5 anni di fallimento: Vendola da Presidente e leader del centrosinistra, il Pd da partito di maggioranza relativa che con 5 assessori – chiave ha Governato con lui”.

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