Manfredonia
A cura di Antonio Lauriola

Circo: la magia del tornare bambini!


Di:

Il circo è lo spettacolo della VitaFederico Fellini

In un sabato anonimo di novembre, il mio avere tre figli, mi porta dopo tanti anni a guardare uno spettacolo circense. Nella mia città è arrivato il Circo Royal Loris e la curiosità dei miei bambini, mi conducono in questo grande spettacolo. L’inizio dello spettacolo è straordinario con la coinvolgente ironia di Gianni il pagliaccio. Sembra quasi un personaggio uscito da un cartone animato, nella sua semplicità avvolge tutto il pubblico in una risata continua. E in quel istante, mi accorgo che forse più che ai miei bambini, lo straordinario coinvolgimento del pagliaccio Gianni, ha risvegliato dentro di me quel bambino sopito. Poi è il momento dell’eleganza. Sotto la maestosa direzione di Kevin e Diana, danzano davanti ai nostri occhi i meravigliosi cavalli bianchi in una sontuosa esibizione.

Sembra di guardare uno spettacolo di danza classica, un armoniosa sinfonia dove la cosa più strabiliante, più dell’esibizione dei cavalli è vedere come Kevin parli con i suoi cavalli, quasi come se anche lui danzasse con loro. La ragazza che cammina sul filo in equilibrio lascia a bocca aperta, con la maestria con la quale riesce su un sottile filo, a camminare ed eseguire numeri straordinari. Dopodiché, in un atmosfera quasi da Alibaba e i 40 ladroni ecco esibirsi i cammelli e il lama. Rimango incantato dalla classe sprigionata dai cammelli. Guardarli da vicino lascia una sensazione di fascino davvero incredibile. Poi arriva la giraffa che con la sua innata classe e altezza lascia ogni spettatore senza fiato. Rocky l’ippopotamo con la sua stazza e la sua enorme bocca, sotto lo sguardo tenero e complice di Kevin mostra quanto può essere spaventoso. Poi arrivano loro le vere protagoniste del circo : Le Tigri. Si rimane davvero sconvolti dalla naturalezza con la quale Stefano le faccia danzare, saltare e far fare loro , con grande amore che raramente ho visto in altri circhi.   Dopo aver ammirato i Pappagalli nelle loro piroette, capriole e nel loro pindarico volo arriviamo verso la fine dello spettacolo dove la famiglia Rossi in un Mix di musica e complicità con il pagliaccio Gianni ci accompagna verso la conclusione del sogno. E li che mi rendo conto che aimè il bambino interiore che è tornato fuori debba mestamente tornare al suo posto. È davvero straordinario vedere come queste persone facciano qualcosa di straordinario rendendolo un qualcosa di unico. Gianni, Kevin, Stefano e tutti gli altri protagonisti di questo show hanno nei loro occhi la voglia di far svegliare in ognuno degli spettatori il bambino interiore. Credo che chi faccia questa vita circense faccia davvero una vita difficile, dove ogni giorno mettete da parte le proprie paure, le proprie stanchezze, ma mettendo l’amore di questa famiglia in quello che si fa si riesce a rendere bambino ognuno di noi, e per un attimo farci credere che sia questo lo spettacolo della vita!!!!

A cura di Antonio Lauriola

Circo: la magia del tornare bambini! ultima modifica: 2018-11-26T10:00:57+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Duosiciliano Patriottico

    Solo a “Zambredonia” nel 2018 si potevano lodare “artisti” che, per campare, sfruttano povere bestie sradicate dai loro habitat naturali e maltrattate quotidianamente per intrattenere le masse.
    Complimenti vivissimi


  • Il giornalista giornalaio sciacallo

    Cosa leggo? Vorrei conoscere l’autore di questo articolo, non certo per complimentarmi, ma per suggerirgli pacatamente e con gentilezza di rileggere almeno ciò che afferma e soprattutto in che maniera lo fa. Forse quel tempo speso a guardare quello “spettacolo” lo avrebbe dovuto e potuto impiegare in maniera più proficua rileggendo le regole grammaticali della lingua italiana, che ha in maniera così sfacciata violato e violentato. A prescindere gli orrori di sintassi e i luoghi comuni, le frasi fatte e i paragoni utilizzati, che sono come una forchetta utilizzata per mangiare il brodino, ciò che scandalizza e indigna, è il romanticismo nel descrivere gli aberranti comportamenti degli animali,costretti e obbligati a compierli, come qualcosa di amorevole, di favoloso, di fiabesco e addirittura naturale. Io vorrei tanto che lei, signor Lauriola, invece di crogiolarsi in fantastiche visioni oniriche diametralmente opposte a ciò che è la realtà degli animali utilizzati negli spettacoli circensi, si applichi con altrettanta dedizione a comprendere realmente ciò che è la vera natura di questi esseri e se quegli “esercizi” che tanto l’hanno affascinato, non siano altro che il frutto di vessazioni, imposizioni, tormenti e violenze perpetrate nei loro confronti, pur di ottenerle per il “piacere” degli spettatori che in maniera così leggera si recano a questi indegne manifestazioni. Spero possa trovare la maniera più adeguata per educare i propri figli al rispetto degli animali e al rispetto della loro dignità. Un animale strappato alla propria natura, forzato a modificare il proprio istinto, non è affatto una cosa di cui andar fieri. E ogni volta che qualcuno partecipa a questo scempio, anche indiretto, è una ulteriore violenza, un tacito assenso a continuare a perpetrarla, nell’indifferenza o celandola sotto la falsa parvenza di magia, di amore, armonia e gioia che il circo può evocare. A volte è sufficiente guardare una farfalla in volo ( non pindarico, che è tutta un’altra cosa rispetto a quello che lei forse credeva) in un giardino per capire che la bellezza è nella libertà e non nella costrizione.
    Saluti


  • Antonio Lauriola

    Per prima cosa, io uso mettere il mio nome e cognome a differenza vostra che vi nascondere dietro una tastiera. Seconda cosa non permetto a nessuno di dirmi cosa imparare ai miei figli. Terza cosa visto che siete entrambi laureati ad Harvard sarebbe bello leggere dei vostri scritti. Io nella mia ignoranza cerco di esprimere quelle che sono le mie emozioni ed i miei pensieri. Se avete così tanta voglia di parlare con me sono di rispondere a chiunque,l importante è che abbiate nome cognome e un volto. Grazie

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