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LAVORO Cinque Reali Siti, stato della povertà? Preoccupante

Condizioni abitative ai limiti della sopravvivenza e di sfruttamento nel lavoro le problematiche più frequenti

AUTORE:
Daniela Iannuzzi
PUBBLICATO IL:
26 Novembre 2023
5 Reali Siti // Cerignola //

Statoquotidiano.it, 26 novembre 2023. Cinque Reali Siti – La povertà purtroppo esiste, anche nei Cinque Reali Siti e in misura molto preoccupante.
Condizioni  abitative ai limiti della sopravvivenza e di sfruttamento nel lavoro sembrano essere le problematiche più frequenti, soprattutto per i migranti e, in particolare, ai danni delle donne. Tra i bambini figli di migranti, inoltre, si registrano diversi casi di mancata frequenza a scuola.

È il punto della situazione,  fatto con il coordinatore del Centro Servizi di Contrasto alla Povertà dell’ambito di Cerignola e dei Cinque Reali Siti, Angelo Minardi, responsabile della Cooperativa “Un Sorriso per tutti”, capofila nel gruppo di 5 associazioni che gestiscono il Centro in parola e i servizi che svolge.

Angelo Minardi

 

L’intervista.

Come è nato il Centro Servizi per il contrasto alla povertà, signor Minardi?“L’idea è partita dall’Amministrazione Bonito di Cerignola e, in particolare, dall’assessore alle politiche sociali avvocato Maria Dibisceglia.
A seguito di un bando, quindi, il servizio è stato affidato ad un gruppo di cooperative e associazioni, fra cui quella di cui io sono responsabile, per l’ambito di Cerignola e dei Cinque Reali Siti. La sua struttura principale del Centro si trova presso il quartiere San Samuele di Cerignola, che costituisce un’area socialmente molto complicata e non a caso abbiamo voluto ubicare lì il Centro. In ognuno dei Cinque Reali Siti, inoltre, c’è uno sportello front-Office dove si tiene la presa in carico o, come piace dire a me, la presa in cura dei casi di povertà”.

Qual è lo stato attuale della povertà nei Cinque Reali Siti, stato a quanto da voi rilevato?
“Si registrano molti accessi, dunque molte richieste rispetto ai servizi del nostro Centro, sia a Cerignola che presso gli sportelli di front-Office che abbiamo nei Cinque Reali Siti.
Questo ci fa prendere atto del fatto che purtroppo sono molte le persone in difficoltà.
La povertà, inoltre, è riferita ad una platea eterogenea di persone, sia residenti che migranti, anche se questi ultimi costituiscono la parte più numerosa e finiscono per essere l’anello più debole quando si parla di povertà.
Normalmente, quando si parla di povertà si tende a pensare solo ad un fenomeno riferito alla mancanza di reddito. Ma non è così purtroppo. Le problematiche sono tante. Vi sono per esempio tanti senza dimora; vari casi in cui si necessita di percorsi di alfabetizzazione.
Nella sede di Cerignola, abbiamo una parte dedicata all’accoglienza di coloro che versano in povertà estrema nei confronti dei quali mettiamo a disposizione posti letto, ne abbiamo 8, ed una cucina”.

Nel comune di Carapelle è stato di recente avviato dal Centro Servizi Contrasto alla Povertà un corso per l’apprendimento della lingua italiana dedicato alla comunità di cultura araba presente in tale territorio. A quante perso essa corrisponde? Vi sono informazioni a tal proposito anche per gli altri Comuni limitrofi?
“La comunità di migranti presente nel territorio di Carapelle è abbastanza nutrita, è di cultura araba e proviene dal Marocco. Il corso ad essa rivolto è partito a seguito di una prima segnalazione dell’assistente sociale del comune di Carapelle, la dottoressa Serena Capizzi, e poi di altre segnalazioni dell’assessore alle politiche sociali e dell’assessore all’Istruzione del Comune stesso, che a loro volta avevano ricevuto richiesta da parte del preside dell’Istituto Comprensivo del territorio che faceva notare che i bambini provenienti dalla comunità di migranti facevano fatica a seguire le lezioni a causa  dello svantaggio linguistico che li caratterizzava.
Noi abbiamo quindi risposto con due modalità: un corso di alfabetizzazione rivolto ai bambini, appunto, e un altro rivolto alle loro mamme, circa 20, alle quali poi si sono aggiunti anche gli uomini della stessa comunità marocchina che hanno chiesto fortemente di partecipare.

 

 


A Cerignola, i corsi di alfabetizzazione che teniamo sono rivolti ad un gruppo di migranti che comprende non solo marocchini, ma anche albanesi, rumeni, arabi.
Sia a Cerignola che a Carapelle forniamo anche il servizio di Orientamento lavorativo. A Carapelle, per esempio, abbiamo appuntamento nei prossimi giorni con 2 migranti che hanno chiesto di seguire tale percorso. Il nostro obiettivo è quello di seguire e sostenere le persone in difficoltà non solo nel momento di emergenza, ma a livello stabile nel tempo”.

Qual è la condizione delle donne in stato di povertà nel nostro territorio?
“In generale, si può dire che le situazioni sono varie e differenti. E per ognuno viene attivato un percorso individualizzato.
Nello specifico, su Carapelle stiamo, ad esempio, per accogliere una donna ucraina di 70 anni che viveva nel territorio già da tempo, ma in condizioni di grande precarietà e quasi sconosciuta alle autorità, perché molte volte queste persone sono così marginalizzate che finiscono con l’abitare in strutture poco agibili, in campagna, senza nessun tipo di servizi. Per fortuna, vi sono associazioni che scelgono di fare sopralluoghi anche nei campi, trovano situazioni di questo genere e le segnalano a noi.
Molte donne vivono lo condizione dello sfruttamento lavorativo, fenomeno molto diffuso nel nostro territorio, anche tra gli uomini in stato di povertà.
Purtroppo questo può accadere anche perché spesso i migranti arrivano in Italia e rimangono in una situazione di invisibilità, cioè non risulta dichiarata la loro presenza, e questo fa sì che essi possano venire più facilmente coinvolti nella criminalità e nell’ illegalità.
Ci vorrebbero politiche nazionali più efficaci e veloci nel riconoscimento di tali presenze nel territorio”.

Per quello che le risulta, al giorno queste persone quando guadagnano, o non guadagnano?
“Più sono socialmente fragili e vulnerabili e meno guadagnano”.

Per quello che riguarda i comuni di Stornara, Stornarella, Orta Nova, quale situazione avete rilevato in termini di povertà?
“Il ghetto di Stornara, per esempio, rimane una situazione molto preoccupante.
È vero che è stata smantellata la struttura precedente e ne è stata realizzata una più  dignitosa, però lo stato di emarginazione e ghettizzazione rimane. Ci è pervenuta infatti a tal proposito una richiesta di intervento a supporto da parte dell’assistente sociale del comune di Stornara. Noi riteniamo però che in tale situazione sia necessario un maggiore supporto a livello regionale e provinciale. Pensiamo sarebbe opportuno collocare sul posto una postazione stabile, un presidio, che possa occuparsi direttamente di monitorare la situazione e fornire aiuto.
La comunità di migranti presente nel campo di Stornara è particolarmente numerosa, corrisponde a più centinaia di persone, con bambini che non vanno nemmeno a scuola.
È una situazione davvero grave”.

Per quello che riguarda Orta Nova e Stornarella, Ordona? 
“Anche lì vi sono molti casi di povertà.
Ad Orta Nova abbiamo avviato corsi di alfabetizzazione in collaborazione con la Misericordia che ne tiene anche di suoi. 
Ordona, invece, presenta pochi casi, credo anche in rapporto alla comunità stessa degli ordonesi che nel suo insieme non è numerosa”.

© StatoQuotidiano - Riproduzione riservata

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