Manfredonia

Preside ‘Moro’: politici verso la ‘demonizzazione’ del solo


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Liceo Classico Aldo Moro di Manfredonia Manfredonia – IN MERITO alle recenti polemiche insorte per il trasferimento del Liceo Classico di Manfredonia, per l’insediamento nella scuola del centro cultura del Mare, per i commenti che hanno riguardato una professoressa dell’istituto, il preside del Liceo Classico, Leonardo P.Auciello, ci ha inviato questa lettera ‘aperta’ che di seguito pubblichiamo: “Credo di aver superato anagraficamente il dantesco del “mezzo cammin di nostra vita”,  seppure biologicamente, forse, è ancora tutto da vedere; tuttavia, ahimé, di retorica politica ne ho sentita per lunghi lustri: e sempre con le stesse parole e lo stesso tono. Si vede che, per quanto si dica che la politica dovrebbe (il condizionale è d’obbligo) cambiare e rinnovare i tempi e le mentalità essa stessa, purtroppo, è preda delle sue fobie innovative. Non voglio parlare di Manfredonia poiché conosco solo le quattro mura scolastiche dei due plessi che, con molta modestia e umile capacità cerco di portare avanti se non nel miglior modo, almeno in quello meno peggio possibile, ma voglio invece riferirmi al mio piccolo centro garganico di cui null’altro è rimasto se non il continuo accapigliarsi di politici locali e un po’ come la letteraria memoria del capolavoro deamicisiano, del racconto Dagli Appennini alle Ande, in cui dal porto della Genova ottocentesca si vedono partire a frotte sui piroscafi transoceanici centinaia di emigrati per le lontane Americhe in cerca di lavoro, così ogni domenica sera o lunedì mattina dalla stazione di San Severo numerosi muratori e carpentieri miei compaesani partono e ripartono per i paesi centro-settentrionali per poter svolgere un lavoro sicuro e dignitoso. Eppure i politici si perdono continuamente in contorti sillogismi di alleanze e compromessi sterili, senza pensare che il paese se non vogliamo dire che è morto, comunque langue…e di molto! Come dire, secondo l’adagio latino: mentre a Roma si discute, Sagunto viene espugnata! Uguale sensazione, mi si lasci la franchezza, ho provato nel leggere su Statoquotidiano il laconico commento di un politico-amministratore che ha stigmatizzato l’impegno di una “sola professoressa” come una rondine che non fa primavera nella poco chiara questione del nascente “Museo del mare”. La politica è così: con slogan spesso fantasiosi e surreali si vuole (o si deve) demonizzare un presunto (o reale) avversario, pur di raggiungere lo scopo; a prescindere dalla sua validità oggettiva o faziosa: essa non pone distingui! Poi, come spesso capita, tanti progetti mirati altro non sono che forme lampanti o subdole di accordi lastricati, un po’ come l’inferno, di buone intenzioni, che servono solo a dimostrare all’avversario, o al simpatizzante contingente, che ciò che si ha intenzione di fare, è sempre qualcosa di grandioso…a prescindere! Se poi, dietro la strenua difesa di “una sola professoressa”, che non è per nulla sola, innamorata del proprio lavoro e delle finalità sociali ed educative che esso comporta (a differenza del politico sempre freddo e troppo disincantato), c’è un intero Istituto scolastico con dirigenza, colleghi docenti, alunni, famiglie, testimoni e simpatizzanti che, tutti insieme, nel brevissimo giro di qualche settimana, depongono ben cinquemila firme a favore di quell’Istituto, ebbene essa viene additata e senza mezzi termini! E tutto ciò solo perché quella tale professoressa, basita per certe proposte in riunioni informali (fortemente decantate da stampa conciliante) non intende neppure scambiare una stretta di mano con qualche pubblico rappresentante, poiché intravede disegni peggiorativi per la sua missione didattico-formativa in quanto quegli spazi per i quali essa dà tutta se stessa li vede restringere inopinatamente per lasciar posto a capolavori museali che, se non supportati da uno sviluppo turistico, che io per ora non vedo all’orizzonte, non servono né al paese e né ai loro presunti fondatori e difensori.  E allora, piaccia o non piaccia, disturbi o non disturbi la comunità scolastica (con tutte le conseguenze e i nessi e connessi che un territorio come Manfredonia-Zapponeta-Mattinata insieme non possono permettersi!), si faccia pure, attraverso diktat politico-amministrativi, quanto si ha in progetto, ma si moderi un tantino il linguaggio e le reazioni impulsive, ma ben calibrate, per ottenere lo scopo: tanto se il potere è sempre il potere, lo si dica chiaramente e non ci si trinceri dietro le favole di Fedro del Lupo e l’agnello, in cui l’acqua del ruscello o l’hai intorbidata o non  l’hai mai fatto (come il povero malcapitato agnello), comunque sei un reo da punire e da azzittire (il lupo mangia sempre l’agnello!). Il linguaggio, allora, non conosce più mezze misure e si gettano al vento parole di rabbia, di disapprovazione, di dissenso con qualsiasi tipo di termini e”lessico forbito” (come ha fatto qualche esimio consigliere provinciale che ha sparlato enormemente del sottoscritto davanti a miei compaesani, pur non conoscendomi per niente, accusandomi di aver rovinato precedenti scuole da me gestite: poi se costui è capace me lo venga a dire in faccia e, soprattutto, con i fatti, me lo dimostri!). Ma, il motivo vero, è distruggere tutto ciò che intralcia sempre quei tali progetti. Il bello è che, comunque, realizzati o non realizzati, essi resteranno solo progetti, poiché a nulla porteranno se non a raggranellare qualche simpatia o voto per le prossime o altre elezioni: poi chi si è visto si è visto! Il museo c’è e chi vuole può venire a visitarlo, al di là di cimeli e sorprese. Ciò che più non c’è è un liceo classico che, come avviene per ogni altro paese d’Italia, dovrebbe costituire il fiore all’occhiello, pur con i suoi limiti (se ce ne sono veramente!). Allora, Buon Natale, signor Consigliere, al di là di una sua rappresentanza amministrativa, e di quale tipo di lavoro svolga nella vita! Ma le dico questo, anzi glielo auguro!, di trovare veramente qualche persona, come la professoressa da lei deprecata, che gli dimostri tanto attaccamento e fiducia in quello che lei vuole e veramente sa fare. Glielo garantisco che ne sarà contento, oltre che, fortemente sorpreso!”.

Preside ‘Moro’: politici verso la ‘demonizzazione’ del solo ultima modifica: 2009-12-26T12:14:42+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Antonio

    A proposito della lettera del preside del Liceo classico: Con quanto ha scritto dimostra di non conoscere l’ambiente della città in cui svolge il suo lavoro. Scrive un sacco di falsità, bugie e barocchismi, non confacenti a un professionista della scuola.E’ veramente molto patetico. Dategli un consiglio: prima di affermare qualcosa si informi bene sulla questione per evitare di fare una figura meschina e far perdere simpatie per la scuola che dirige.


  • Redazione

    Gentile lettore, accettiamo la tua (forte) considerazione, ma se sono delle critiche così dirette non devi fare altro che qualificarti con nome e cognome. Liberi di esprimere opinioni personali, lecite, ma pubblicabili solo se riconducibili ad un essere umano. Ovvero: se scrivo un articolo ed attacco qualcuno, un ente, una associazione, etc, sono tenuto a firmarlo, con tutte le conseguenze relative. E poi: anche il preside del Moro ha firmato la sua lettera. Non pensi che sia giusto parificarsi almeno a livello testuale ? Un abbraccio e grazie di tutto, G.d.F., Redazione

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