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VACCINO Al Pascale di Napoli iniettata la prima dose del vaccino anti melanoma

Si tratta dell'inizio della fase III della sperimentazione

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
27 Gennaio 2024
Cronaca // L'inchiesta //

NAPOLI – “Ho accettato subito. Mi sembrava doveroso per il mio ruolo di medico dare un contributo alla ricerca. Non ho mai avuto paura”.

Alfredo De Renzis, medico di base, 71 anni di Carovilli, in provincia di Isernia, è il primo paziente italiano a cui stamattina all’Istituto dei tumori Pascale di Napoli è stato somministrato il vaccino anticancro a mRNA per la cura del melanoma nell’ambito della sperimentazione di fase III, ultimo step prima che possa essere autorizzato dalle autorità regolatorie.

De Renzis è seguito dallo scorso settembre dall’oncologo Paolo Ascierto che sottolinea come “ci vorrà qualche anno prima di avere i risultati di quest’ultima fase dello studio clinico, la fase III. La nostra speranza è quella di poter dare una nuova e più efficace opzione terapeutica a quanti più pazienti possibili.

Il vaccino, prodotto da Moderna – prosegue Ascierto – si basa sulla stessa tecnologia adottata per quelli contro il Covid, cioè utilizzando mRNA sintetici progettati per ‘istruire’ il sistema immunitario a riconoscere specifiche proteine, chiamati ‘neoantigeni’, che sono espressione di mutazioni genetiche avvenute nelle cellule malate.

Il suo scopo non è quello di prevenire la malattia ma di aiutare e supportare il sistema immunitario dei pazienti a riconoscere e ad attaccare più efficacemente il tumore”.

“Certo, essendo una sperimentazione a ‘doppio cieco’ – come viene definita in termini scientifici – potremmo trovarci di fronte ad una dose di placebo.

Secondo protocollo, infatti, né il paziente né l’oncologo sanno cosa gli è stato iniettato. Lo sapremo alla fine”, precisa ancora Ascierto.

De Renzis, sposato, due figli, due anni fa ha scoperto che dietro a una neoformazione cutanea si nascondeva un melanoma.

Dopo le prime cure ad Isernia è arrivato a Napoli, nel reparto del Pascale di Paolo Ascierto. A settembre dello scorso anno è comparsa una metastasi linfonodali inguinali.

Operato a novembre da Alfonso Amore, dell’equipe di Corrado Caracò, ha iniziato il 15 dicembre il trattamento con Pembrolizumab nell’ambito dello studio V904.

Quasi in contemporanea con l’inizio dell’immunoterapia è arrivata la proposta di aderire alla fase III del primo vaccino a mRNA di Moderna, ultimo step prima che il vaccino possa essere autorizzato dalle autorità regolatorie.

Ad oggi ci sono ben 70 farmaci immunoterapici allo studio, sia in fase preclinica (su sperimentazioni non umane) che in fase clinica, e solo in Italia si contano circa 200 studi clinici in corso, di cui 51 con arruolamento attivo, che rappresentano a tutti gli effetti una nuova opportunità terapeutica per i pazienti.

Dopo Alfredo De Renzis, il Pascale ha “screenato” altri 18 pazienti, candidati al vaccino.

Nel frattempo, si stima che nel mondo ci siano oltre 40 vaccini anti-cancro a mRNA allo studio, mentre continuano ad aumentare le nuove indicazioni per farmaci immunoterapici già in uso.

“Che il primo paziente italiano che riceve un vaccino anti-cancro a mRNA per melanoma sia trattato al Pascale – dice il direttore scientifico dell’Irccs partenopeo, Alfredo Budillon – conferma il consolidato prestigio internazionale dell’Istituto per questa patologia, ma anche per l’esperienza maturata nello sviluppo dei vaccini antitumorali partendo dal banco di laboratorio per arrivare al letto del malato che abbiamo dimostrato in questi anni anche in altre patologie”.

Particolare emozione per il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi: “Siamo onorati – dice – che il Pascale sia il primo centro in Italia a partecipare alla sperimentazione del primo vaccino a mRNA contro il cancro. Si apre una frontiera completamente nuova, e siamo orgogliosi di esserne protagonisti”.

Fonti verificate: RAINEWS //

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