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Al Bifest 2018 la masterclass con il tre volte Premio Oscar Vittorio Storaro nella cornice del Teatro Petruzzelli

Vittorio Storaro: al Bif&st il “cinematografo” per eccellenza

L'incontro è stato preceduto dalla proiezione de Il Conformista, primo lavoro di Storaro insieme a Bertolucci che rivoluzionò il cinema


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Bari, 27 aprile 2018. Il Bifest 2018 sta per volgere al termine, ma chiude in grande stile con una carrellata di premi Oscar e capolavori della cinematografia mondiale. Questa penultima giornata di festival ha offerto una masterclass di primo livello: il direttore della fotografia Vittorio Storaro, colui che negli anni Settanta, giovanissimo, ha rivoluzionato il modo di fare cinema insieme a Bernardo Bertolucci ( domani presente a Bari per l’ultima proiezione di questa nona edizione del Bifest). Storaro ha conquistato ben tre volte l’ambita statuetta d’oro hollywoodiana: nel 1980 per Apocalypse Now, per Reds di Warren Beatty nel 1982 e infine nel 1988 per L’Ultimo Imperatore di Bertolucci.

Vittorio Storaro è, di fatto, l’unico direttore della fotografia ad aver acquisito lo status di autore riconosciuto in tutto il mondo, sebbene egli stesso non ama definirsi tale, come ha affermato durante la masterclass al Teatro Petruzzelli: “Mi definisco un cinefotografo, o all’americana, un cinematographer. Io scrivo con la fotografia, non sono un director, di quello ce n’è già uno.

Paragonerei la mia vita a quella del piccolo protagonista di Nuovo Cinema Paradiso, mio padre era un proiezionista e così già all’età di 11 anni inizia a studiare fotografia e a 18 anni entrai al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma. Ma le cose importanti le ho studiate per conto mio, scoprendo la poesia, la musica, la letteratura, la pittura… Fondamentale per me è stata la conoscenza di Caravaggio.

L’incontro è stato preceduto dalla proiezione de Il Conformista, primo importante lavoro di Storaro insieme a Bertolucci nel 1970. Il film cambiò il modo di raccontare il passato e divenne un manuale per tutti i direttori della fotografia. Da allora la sua carriera è stata costellata di incontri e scambi importanti che ha raccontando minuziosamente,intrattenendo per due ore la platea. A cominciare dalla sua esperienza con Marlon Brando sul set di Ultimo Tango a Parigi,  fino alla sua collaborazione più recente con Woody Allen, con il quale ha esplorato nuove tecnologie e nuovi modi di “scrivere con la cinepresa”:”C’è stato un momento in cui ho pensato di smettere e dedicarmi solo ai miei studi, del resto non si smette mai di essere allievo. Poi è arrivata questa sceneggiatura di Woody Allen, Cafè Society, e ne parlai con il mio amico, Francis Ford Coppola. Lui mi spinse ad accettare, dicendomi che Allen è uno dei più grandi registi americani di sempre ed era contento per me. Aveva ragione: dei suoi ultimi lavori non apprezzo tutto, è vero, mi riferisco soprattutto alla sua parentesi europea, ma per me è importantissimo il ritmo di una storia e quella, come quasi tutti i film di Woody Allen, ne aveva uno preciso. Mi ricordava la musica di Verdi.”

Vittorio Storaro al Bifest 2018

Vittorio Storaro: al Bif&st il “cinematografo” per eccellenza ultima modifica: 2018-04-27T18:35:20+00:00 da Redazione



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