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CGIL PUGLIA Ufficio per il Processo, CGIL Puglia chiede stabilizzazione: “Non può restare una misura temporanea”

Secondo il sindacato, la prova prevista per il 28 maggio, che coinvolgerà migliaia di addetti, sarebbe superflua

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
27 Maggio 2026
Lavoro // Politica //

L’Ufficio per il Processo deve diventare una struttura stabile della giustizia italiana. È la posizione espressa dalla FP CGIL Puglia, che torna a chiedere la stabilizzazione del personale assunto nell’ambito del progetto, denunciando il rischio di perdere professionalità considerate ormai fondamentali per il funzionamento degli uffici giudiziari.

A intervenire è Dario Capozzi Orsini, segretario regionale della Funzione Pubblica CGIL Puglia, che critica le attuali procedure previste per il personale: “Non bastano procedure parziali che lasciano indietro centinaia di lavoratrici e lavoratori”.

Secondo il sindacato, la prova prevista per il 28 maggio, che coinvolgerà migliaia di addetti, sarebbe superflua. “Non è vero che tutto sia risolto o che vada tutto bene. Ci sono ancora ampi margini di miglioramento e, soprattutto, la procedura attualmente prevista non garantisce continuità lavorativa a tutto il personale in servizio”, afferma Capozzi Orsini, sottolineando come i lavoratori abbiano già affrontato selezioni pubbliche e maturato esperienza concreta sul campo.

Per la FP CGIL, i risultati ottenuti negli ultimi quattro anni dimostrano l’efficacia del modello: riduzione dell’arretrato giudiziario, tempi più rapidi nei procedimenti e accelerazione della digitalizzazione degli uffici. Nonostante ciò, circa 1.500 lavoratori rischierebbero l’esclusione.

A evidenziare le criticità è anche Gigia Bucci, segretaria generale CGIL Puglia, secondo cui il nodo non riguarda soltanto il lavoro precario, ma il futuro stesso dell’organizzazione della giustizia. “Il rischio reale è quello della dispersione delle professionalità. In Puglia conosciamo bene il bisogno di giustizia del territorio e non possiamo permetterci di perdere nemmeno uno dei circa 600 lavoratori attualmente impegnati negli uffici giudiziari regionali”, spiega.

Tra le preoccupazioni segnalate dal sindacato c’è anche l’incertezza sui posti disponibili nei singoli distretti e sulle piante organiche, situazione che potrebbe tradursi in trasferimenti forzati verso il Nord Italia. Una prospettiva che, secondo la CGIL, rischierebbe di avere conseguenze pesanti sia per i dipendenti sia per il sistema giudiziario del Mezzogiorno.

“L’Ufficio per il Processo non può più essere considerato un esperimento temporaneo o una misura emergenziale”, ribadisce il sindacato. “Rappresenta un modello moderno di organizzazione della giustizia, già consolidato in molti Paesi europei, fondato sul lavoro di équipe e sull’integrazione delle competenze”.

La FP CGIL Puglia critica inoltre il nuovo accordo sulle famiglie professionali del Ministero della Giustizia, accusato di non aver riconosciuto l’Ufficio per il Processo come struttura stabile e qualificante. “È un errore grave, perché si continua a considerare temporaneo uno strumento che invece ha già dimostrato tutta la sua efficacia”, conclude il sindacato.

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