L’Italia continua a fare i conti con una nuova intensa ondata di calore, destinata a protrarsi almeno fino ai primi giorni di luglio, con temperature che in alcune aree potrebbero raggiungere 40-41 gradi. In questo contesto, il meteorologo Andrea Giuliacci lancia un’analisi sul futuro climatico del Paese, sottolineando che il riscaldamento è destinato ad accentuarsi, ma evidenziando anche alcune possibili strategie per limitarne gli effetti.
Intervistato da Vanity Fair, Giuliacci non nasconde la sua preoccupazione: «Non voglio lanciare allarmi, ma sì, siamo destinati a questo». Il meteorologo ricorda come, dopo la storica estate del 2003, si ritenesse improbabile assistere a eventi simili per molti secoli. «Il 2003? Pensavamo non si sarebbe ripetuto per mille anni», racconta. «In realtà, già nel 2022 sfiorammo quelle temperature. Questo significa che il clima sta cambiando molto più rapidamente di quanto avessimo previsto».
Secondo Giuliacci, il fenomeno più evidente non riguarda soltanto l’aumento delle temperature, ma anche la diversa distribuzione delle precipitazioni. «Gli studi dimostrano che nell’arco di un anno, più o meno cade sulla Terra sempre la stessa quantità di pioggia, solo che negli ultimi anni questa non è ben distribuita nei mesi, ma si concentra in pochi giorni», spiega. Una situazione che favorisce il passaggio repentino da lunghi periodi di siccità a precipitazioni molto intense, con il terreno incapace di assorbire rapidamente grandi quantità d’acqua.
Il meteorologo descrive anche un futuro climatico differente tra Nord e Sud Italia. «Al Sud pioverà sempre meno, mentre al Nord aumenteranno le precipitazioni e diminuirà la neve», afferma, ricordando inoltre che «In Europa le temperature stanno crescendo al doppio della velocità rispetto al resto del globo», un fenomeno legato anche alla progressiva espansione verso nord della fascia tropicale.
Accanto all’analisi, Giuliacci propone alcune soluzioni concrete per mitigare gli effetti del caldo nelle città. Tra queste, una delle più efficaci sarebbe l’utilizzo di superfici chiare negli spazi urbani. «Solo verniciando di bianco i tetti delle abitazioni e utilizzando colori chiari per l’asfalto, il calore si ridurrebbe quasi del 50%», sostiene.
Il meteorologo chiarisce inoltre che il problema principale non è rappresentato direttamente dai raggi del sole: «Il sole non è il vero problema. Il caldo torrido arriva dalla città che riflette le radiazioni solari», mentre superfici più chiare contribuirebbero a disperdere il calore.
Infine, invita anche a comportamenti più sostenibili nella vita quotidiana, suggerendo di ridurre i consumi di energia e acqua e di orientarsi verso fornitori che producono energia da fonti rinnovabili. «Se lo facciamo tutti, il mercato si adeguerà», conclude.
Lo riporta leggo.it.



