La situazione della sicurezza a Cerignola torna al centro dell’attenzione dopo una serie di episodi criminali che hanno scosso la città, tra cui assalti a bancomat e rapine violente. Un clima di crescente tensione che ha spinto alcuni cittadini a promuovere una mobilitazione pubblica.
A farsi portavoce del malcontento è Pierluigi Lapollo, che con una PEC inviata alla Prefettura di Foggia denuncia una condizione definita di forte allarme sociale e invita la cittadinanza a scendere in piazza. Nel suo messaggio parla del sentimento diffuso tra i residenti, segnato da “sconforto, rabbia e smarrimento”, e descrive una città che “ogni giorno viene ferita da atti criminali”.
Lapollo sottolinea inoltre la preoccupazione per la percezione di insicurezza diffusa tra commercianti e famiglie, evidenziando come la criminalità stia incidendo sulla vita quotidiana e sull’attività economica del territorio.
Nel suo appello si chiede un intervento più incisivo da parte dello Stato e si fa riferimento alla possibilità di replicare modelli di sicurezza già applicati in altri contesti. L’obiettivo dichiarato è ottenere un confronto diretto con le istituzioni per chiarire le strategie di contrasto alla criminalità.
La mobilitazione proseguirà con una manifestazione prevista per il 3 luglio, con raduno alle 9 davanti al Palasport Di Leo e successivo spostamento sotto la Prefettura. L’iniziativa è presentata come una protesta apartitica, aperta a tutti i cittadini.
Tra le proposte simboliche rivolte ai commercianti vi è anche quella di abbassare le saracinesche in segno di protesta, con la richiesta di esporre un messaggio forte: “Cerignola è morta”.
Lo riporta foggiatoday.it.



