Dal 29 giugno al 5 settembre 2026 l’Hotel Eden di San Domino, alle Isole Tremiti, ospita la mostra fotografica “L’isola degli arrusi”, progetto della fotografa Luana Rigolli dedicato a uno dei capitoli più oscuri e poco raccontati del periodo fascista: la deportazione e il confino di 45 omosessuali catanesi avvenuta nel 1939 proprio sull’isola.
L’esposizione racconta una vicenda storica rimasta a lungo ai margini della memoria collettiva: nel 1939 il questore di Catania avviò una campagna repressiva contro gli “arrusi”, termine dispregiativo siciliano usato per indicare gli omosessuali. In quell’occasione 45 uomini tra i 18 e i 54 anni furono arrestati con l’accusa di “pederastia passiva”, sottoposti a visite mediche e trasferiti al confino a San Domino, a oltre 700 chilometri da casa. La pena prevista era di cinque anni, ma venne interrotta nel giugno 1940 per l’esigenza di destinare l’isola ai detenuti politici durante la guerra.
Nel comunicato della mostra, la curatrice Luana Rigolli ha dichiarato: “Non sapevo nulla di tutto questo. Non avevo nemmeno idea che gli omosessuali fossero stati perseguitati e confinati durante il regime fascista. Sui libri di scuola non è mai citata”.
Il progetto nasce da una lunga ricerca negli archivi storici, in particolare presso l’Archivio Centrale dello Stato a Roma, dove Rigolli ha ricostruito le biografie dei confinati attraverso fascicoli, foto segnaletiche, verbali di arresto e lettere. Il lavoro fotografico mette in relazione i luoghi della repressione, dai vicoli di Catania agli spazi del confino a San Domino.
La mostra ha già ottenuto riconoscimenti internazionali, con pubblicazioni in Germania e sul National Geographic Olanda, oltre a esposizioni in Canada e in diverse città italiane.
Alla base del progetto c’è il libro “La città e l’isola” di Tommaso Giartosio e Gianfranco Goretti, considerato il principale riferimento storiografico sulla vicenda, che ha ispirato la ricerca della fotografa dopo la sua scoperta nel 2019.
La scelta dell’Hotel Eden come sede espositiva assume un forte valore simbolico: lo stesso luogo che un tempo ospitò il confino dei 45 uomini diventa oggi spazio di memoria e riflessione storica. L’ingresso alla mostra è libero e aperto tutti i giorni dalle 8:00 alle 20:00.




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