Parliamo dell’impianto di telecomunicazioni previsto sul Molo di Ponente del porto di Manfredonia: un palo alto 30 metri, con 6 antenne e 3 parabole. Una struttura enorme, destinata a incidere sul paesaggio urbano e portuale della città, autorizzata con un percorso amministrativo che avevo più volte segnalato come fragile, discutibile e potenzialmente illegittimo.
ANGELO RICCARDI Manfredonia. Il palo di 30 metri sul porto: il Comune corre ai ripari dopo 207 giorni
Quel palo non può restare il simbolo dell’assenza di chi avrebbe dovuto difendere per tempo gli interessi della città

ph Angelo Riccardi
“Nel regno governato da “Sua Santità la legalità” La Marca, qualcosa finalmente si muove. Dopo la mia PEC acquisita agli atti con protocollo n. 674569 del 1° dicembre 2025, con la quale ho segnalato, alla Regione Puglia, le possibili illegittimità dell’Autorizzazione Unica ZES n. 6 del 2025 e della connessa concessione demaniale marittima rilasciata a Cellnex Italia S.p.A., è stato avviato il procedimento di revoca in autotutela dell’autorizzazione paesaggistica comunale dopo 207 giorni.
Il dato politico è evidente: il Comune si sarebbe mosso solo dopo la puntuale richiesta della Regione Puglia, autorità competente nell’esercizio del potere di vigilanza sulle funzioni delegate ai sensi dell’art. 10, comma 3, della L.R. n. 20/2009 opportunamente sollecitata. La Regione ha chiesto al Comune di avviare il procedimento di annullamento in autotutela dell’Autorizzazione Paesaggistica n. 16 del 6 agosto 2025, ai sensi dell’art. 21-novies della L. 241/1990, rilevando l’interesse pubblico originario alla corretta tutela del paesaggio.
Meglio tardi che mai, verrebbe da dire. Ma qui il ritardo pesa. Un provvedimento assunto con un tempo così lungo e solo dopo sollecitazioni della Regione in qualità di autorità competente, rischia di essere più debole, soprattutto davanti alla prevedibile difesa dei propri interessi da parte di Cellnex Italia S.p.A. È proprio per questo che serve oggi una posizione chiara, forte e organizzata da parte di tutti coloro che hanno davvero a cuore la tutela ambientale e paesaggistica di Manfredonia.
Quel palo non può restare il simbolo dell’assenza di chi avrebbe dovuto difendere per tempo gli interessi della città. Non bastano la propaganda quotidiana e le iniziative in cui, quando va bene, si riesce a parlare alla luna. La luna forse illumina il cielo di notte; qui, invece, servirebbe illuminare le menti di molti.
Ora bisogna fare fronte comune, in ogni sede e in forma organizzata, perché quel palo venga rimosso e perché vicende del genere non si ripetano più.”
A cura di Angelo Riccardi



Riccardi, se ritieni di essere in possesso di elementi concreti, abbi il coraggio di andare fino in fondo: presenta una denuncia alla Guardia di Finanza, ai Carabinieri, alla Polizia o direttamente alla Procura della Repubblica.
Far pubblicare un articolo su un giornale è una cosa, ma se davvero ami Manfredonia e vuoi difendere gli interessi della comunità, la strada è quella delle denunce circostanziate alle autorità competenti. Le accuse si sostengono con i fatti e con gli atti, non soltanto con i titoli dei giornali.
Ma Vi prego volete Denunciare il responsabile e licenziarlo, almeno farci capire chi è questo pericoloso Dipendente del Comune che ha autorizzato tutto ciò è metterlo in ferie forzate.
Grazie al palo con le sue antenne, meno automobili circolano.
Si infatti più tecnologia digitale ed elettronica meno spostamente di persona e quindi in auto.
Ecco cosa scarica una marmitta: monossido di Carbonio (CO), idrocarburi non combusti (HC), Ossidi di azoto (NOx), Ossidi di Zolfo (SOx) e di Particolato carbonioso (PMx)
La stessa procedura perché non la si applica a quell’obbrobrio fatto sugli scogli all’acqua di Cristo giryemente non volluto dalla cittadinanza in quanto ha perpetrato una usurpazione di un bene pubblico molto frequentato dal popolo che non può andare nei lidi attrezzati.
D’altronde nei fatti ci sono anche elementi “poco chiari” che hanno a che fare con parentele di ex amministratori e finanche una eliminazione fi un ristorante costruito sempre sugli scpgli… senza parentele in giro… o quant’altro. RICCARDI in qualità di ex sindaco, se vuoi bene alla città ed ai suoi cittadini, atteso che conosci le procedure fai un esposto alla Regione che come si sa bene interviene quando non di adottato le “buone pratiche” .
Ma finitela di fare tanto i professori poi vi lamentate che diamo indietro di un millenio fobbiamo seguire la tecnologia
Ormai il palo c’è l’hanno messo…e c’è lo terremo, tutto il resto e solo teatrino.