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Un tricolore per la Costa


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UN successo che non avrebbe pari al mondo l’ingegnoso recupero della Costa dalle acque gigliesi, in cui era rimasta semisommersa colpita da grave e tragico incidente. Vale a dire il suo raddrizzamento e rigalleggiamento, la navigazione indotta di circa duecento miglia nautiche sino all’attracco nell’arsenale di Genova Pra’ Voltri, sotto la direzione di Nick Sloane.

Le spoglie della sventurata nave da crociera, dalla posizione statica erano state fatte ruotare di novanta gradi verso l’Argentario e di un secondo angolo retto in direzione nord. All’arrivo, hanno guadagnato il porto in evoluzione di poppa. Lo smantellamento avverrà a responsabilità della SAIPEM – San Giorgio con un riciclo di ottanta milioni di euro.

Ancora una volta la genialità dell’uomo si è confermata capace di creare una struttura tecnologica d’avanguardia, modello base per simili interventi futuribili. Per dirla in semplicità, trenta serbatoi inizialmente pieni d’acqua per la stabilità del relitto e in seguito vuotati per immettervi aria da galleggiamento.

Non si può non rivolgere il pensiero alla dinamica del MOSE, altra inventiva al servizio innanzitutto dell’uomo e del suo habitat. È pur vero, per inciso, che intorno a grandi imprese, non menzionando tentazioni egoistiche come sarebbe accaduto a Venezia, ruotano forti interessi ma l’essenziale è nella loro indiscussa legittimità. Una popolarità scientifica acquisita tra le nazioni inorgoglisce d’essere italiani, una fierezza che irride qualsiasi diffidenza che può sorgere all’estero. Ineccepibile, quindi, l’affermazione di Galletti, ministro dell’Ambiente “I francesi devono imparare a fidarsi di più”.

Straordinaria la coincidenza temporale della vittoria italiana con Vincenzi Nibali al Tour de France e ne siamo gloriati. Si è altrettanto fieri da disertare le abitudini quotidiane per seguire gli azzurri nei campionati mondiali e i rossi piloti della Ferrari nei gran premi. Il tricolore “sportivo” va bene, almeno è l’occasione per esprimere quell’italianità sovente ammantata dai problemi sociali.

Perché allora non tirarla fuori, almeno figurativamente dal cuore, a coronamento della Concordia approdata a Genova; varrebbe non certo come giubilo ma quale significato d’assegnare la meritata lode ai tecnici impegnati e di esprimere alle famiglie delle trentadue vittime, incluso lo scomparso Russel Rebello, la partecipazione di tutta la nazione al loro cordoglio.

(A cura di Ferruccio Gemmellaro – ferrucciogemmellaro@gmail.com)

ph: ANSA/COSTA PRESS OFFICE

Un tricolore per la Costa ultima modifica: 2014-07-27T19:16:13+00:00 da Ferruccio Gemmellaro



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