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Terzo lungometraggio di Vincenzo Totaro scritto dal regista stesso insieme ad Antonio Del Nobile

“La casa del padre”: ecco il trailer del film girato a Manfredonia


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“La casa del padre”: ecco il trailer del film girato a Manfredonia

 

FOTOGALLERY STATOQUOTIDIANO

“La casa del padre”. Totaro – Del Nobile “Il film della maturità” (testo del 30 marzo 2019) – di Carmen Palma
Si sono concluse le riprese del film “La casa del padre”, il terzo lungometraggio di Vincenzo Totaro scritto dal regista stesso insieme ad Antonio Del Nobile, attore e protagonista maschile del film. Accanto a lui l’attrice romana Manuela Boccanera nei panni di Cristina. “La casa del padre” è un progetto cinematografico Aelita Film, una casa di produzione che vede la sua nascita nella nostra città. Direttore della fotografia è Antonio Universi, gli effetti speciali sono affidati a Luisa Totaro, tecnici del suono Tonino Bitondi, Vincenzo Moccia e Francesco Vitulano, Miriana di Tullo segretaria di edizione, Carmela del Popolo e Federico del Nobile rispettivamente trucco e costumi, effetti sonori Giuseppe de Salvia. Il film è attualmente in post produzione.

I: Vincenzo, le riprese del film sono terminate. Com’è andata?

Vincenzo: È andata bene. Le riprese sono durate quindici giorni, ho avuto una squadra che spero resti sempre la stessa per i prossimi progetti e con la quale c’è stata vera sintonia, sia lavorativa che umana. È per questo che considero questo film la mia prima vera e propria opera filmica.

I: Perché dici che è il tuo primo vero film?

V: Il mio primo film, “Il primo faro” era il mio lavoro di tesi al DAMS. Il secondo durava circa 50 minuti quindi tecnicamente si tratta di un mediometraggio e, inoltre, era un lavoro finanziato da un bando regionale, perciò avevamo scadenze da rispettare e il lavoro fu più complicato. Questo l’ho realizzato come volevo io, col mio stile e i miei tempi.

I: Come definiresti il suo stile?

Vincenzo: È un film in bilico tra finzione e realtà. Il 99% del girato sarà in bianco e nero. Probabilmente Tarkovskij e Bèla Tarr si rispecchiano molto nello stile di questo film. Dialoghi e situazioni sono molto realisti, inoltre ci sono scene tecnicamente molto complicate, come piani sequenza lunghi quasi dieci minuti. È un film che non vuole essere commerciale.

Antonio: Potremmo dire che questo è il film della maturità di Vincenzo.

I: Un fumettista dal passato glorioso torna nella casa dei suoi genitori defunti … La storia ha già un sapore alla Nuovo Cinema Paradiso.

A: Vero, c’è sicuramente ispirazione. Ma questa storia ha una genesi tutta sua. Io e Vincenzo collaboriamo da anni, cercavamo un’idea realizzabile con un budget limitato. I miei genitori sono venuti a mancare da qualche anno e hanno lasciato una casa a noi eredi, e anche i genitori di Vincenzo sono scomparsi più recentemente. Siamo quindi accomunati da questo evento doloroso. Un giorno, ho portato Vincenzo a vedere questa casa e, dopo una settimana, ha avuto l’idea del film: un uomo torna nella casa dei suoi genitori, suo fratello vorrebbe venderla ma lui è contrario. Il protagonista, Antonio in arte Mirko Cusmai, resta bloccato in casa per colpa di una tempesta con una donna, possibile acquirente.

V: Tra l’altro, Mirko Cusmai esiste davvero ed è un fumettista. Nel film appaiono le sue tavole.

I: Quindi avete usato come location delle riprese la sola casa dei genitori di Antonio?

A: Sì, ma non credere sia stato per questo facile. Avevamo la scenografia pronta, ma ogni oggetto andava contestualizzato e valorizzato in un modo tutto suo. La casa, col tempo, è diventato quasi un personaggio in sé.

Nel ruolo della protagonista femminile avete scelto un’attrice romana, Manuela Boccanera.

V: Siamo riusciti ad averla grazie all’aiuto di Carlo Cinque. Lei ha accettato fin da subito entusiasta, si è innamorata della sceneggiatura. Scrivendo la sceneggiatura si immagina fin da subito un volto in particolare, e lei, come il suo personaggio, ci è parsa fin da subito una personalità quasi sfuggente.

A: Io e Manuela siamo i protagonisti, ma ci sono anche altri due nomi da fare: Adriano Santoro, di cui sentiamo solo la voce al telefono nei panni del fratello di Antonio, e Rosanna Trotta, che appare sulla scena per pochi minuti.

I: Per realizzare “La casa del padre” avete avviato un progetto di crowfunding. La campagna ha avuto successo?

V: Sì, per fortuna. Con i fondi ottenuti dal crowfunding abbiamo colmato i buchi lasciati da alcuni sponsor venuti meno, però abbiamo ancora bisogno di contributi e li stiamo cercando.

I: E per quanto riguarda la distribuzione?

V: Abbiamo diverse ipotesi, probabilmente avrà una distribuzione televisiva ed uscirà verso il tardi autunno. Abbiamo ovviamente anche intenzione di presentarlo ai vari festival.

I: C’è una scena che è stata particolarmente difficile girare?

V: Una scena con le ombre. Un piano sequenza di otto minuti, ci sono voluti diversi takes per portarla a casa. Non ero convinto della scena in sé perché era molto letteraria, molto aulica, e si staccava in maniera netta dallo stile del resto del film. Poi, alla fine, è andata bene.

A cura di Carmen Palma,

Manfredonia 30 marzo 2019

“La casa del padre”: ecco il trailer del film girato a Manfredonia ultima modifica: 2019-07-27T13:16:53+00:00 da Carmen Palma



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