PESCHICI (FOGGIA) – L’emergenza immediata è rientrata, ma sul Gargano resta aperta una ferita ambientale destinata a lasciare conseguenze ben oltre lo spegnimento delle ultime fiamme. Dopo il devastante incendio che tra domenica e lunedì ha colpito il tratto costiero tra Peschici e Vieste, distruggendo oltre 150 ettari di macchia mediterranea e pineta di pino d’Aleppo, arriva l’appello dell’Ordine dei Geologi della Puglia: «Non basta spegnere gli incendi, occorre una strategia permanente di prevenzione».
Il rogo, alimentato dal forte vento e dalle temperature elevate, si è sviluppato nell’area di Pile Fraballe, raggiungendo rapidamente la zona di Difesa di Manaccora e Baia Zaiana, costringendo all’evacuazione centinaia di turisti dalle spiagge e da alcune strutture ricettive, anche con il supporto della Guardia Costiera via mare. Canadair, elicotteri, Vigili del Fuoco e Protezione civile hanno lavorato senza sosta per contenere il fronte delle fiamme.
Nelle ultime ore il sindaco di Peschici, Luigi d’Arenzo, ha rassicurato cittadini e visitatori: la situazione è sotto controllo, i turisti evacuati sono rientrati nelle strutture ricettive e le operazioni di bonifica proseguono con il supporto dei mezzi aerei ancora impegnati sui focolai residui.
L’allarme dei geologi
Per il presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia, Giovanni Caputo, l’incendio rappresenta l’ennesimo segnale della vulnerabilità del territorio garganico.
«Non possiamo limitarci a intervenire quando il fuoco è già divampato. La prevenzione deve entrare nella pianificazione del territorio, attraverso manutenzione dei boschi, fasce tagliafuoco, monitoraggio costante e coordinamento tra Comuni, Protezione civile, Vigili del Fuoco e tecnici», sottolinea Caputo.
Secondo i geologi, infatti, il problema non termina con la fine dell’emergenza.
Dopo il fuoco aumenta il rischio frane
La perdita della copertura vegetale rende il terreno molto più fragile. Con l’arrivo delle prime piogge autunnali cresce il rischio di erosione, smottamenti e dissesto idrogeologico, perché il suolo, privo della protezione garantita dalla vegetazione, assorbe meno acqua e diventa più vulnerabile.
Per questo motivo l’Ordine dei Geologi chiede un piano straordinario di prevenzione per il Gargano, con interventi permanenti e una gestione integrata del territorio che riduca non solo il rischio incendi, ma anche quello idrogeologico nei mesi successivi.
L’incendio di Peschici riporta inevitabilmente alla memoria il drammatico rogo del 2007, quando lo stesso tratto di costa fu devastato dalle fiamme con pesanti conseguenze per il territorio e per la popolazione. Un ricordo che oggi rafforza la richiesta degli esperti: trasformare l’emergenza in un’occasione per investire seriamente nella tutela del patrimonio naturale del Gargano.




MA I VIGILI FORESTALI ESISTONO??? OGNI ANNO LA STESSA STORIA PREVENIRE E MEGLIO CHE CURARE –
CI SONO MEZZI AGRICOLI PER RASARE ERBACCE ..INTERVENIRE PRIMA SULL’ERBACCE…FORSE VIENE FATTO????