PESCHICI – L’incendio che nelle ultime ore ha minacciato il litorale di Peschici riapre una delle pagine più drammatiche della storia recente del Gargano. Le immagini dei bagnanti costretti ad allontanarsi dalle spiagge via mare richiamano inevitabilmente quanto accadde nell’estate del 2007, quando un devastante incendio trasformò la costa tra Peschici e Vieste in un inferno di fiamme.
Il 24 luglio di diciannove anni fa il rogo, alimentato dal forte vento di grecale, divorò migliaia di ettari di macchia mediterranea, raggiungendo aree turistiche affollate nel pieno della stagione estiva. Migliaia di vacanzieri furono evacuati in condizioni di emergenza, molti dei quali soccorsi direttamente dal mare grazie all’intervento della Capitaneria di Porto, delle forze dell’ordine e di numerosi diportisti che offrirono il proprio aiuto.
Il bilancio fu drammatico. Persero la vita i fratelli Carmela e Romano Fasanella, di 81 e 71 anni, rimasti intrappolati dalle fiamme, e Domenico De Nittis, 60 anni, che morì alcuni giorni dopo in ospedale a causa delle gravissime ustioni riportate mentre tentava di salvare la propria attività commerciale lungo la strada provinciale tra Peschici e Vieste.
L’emergenza scattò nelle prime ore della mattinata, quando il fronte del fuoco iniziò a minacciare campeggi, villaggi turistici e abitazioni. In poche ore le fiamme avanzarono rapidamente, favorite dalle condizioni meteorologiche. Circa 3.000 persone furono evacuate, mentre centinaia ricevettero assistenza sanitaria per intossicazioni da fumo, lievi ustioni o malori provocati dal panico.
Oggi, pur in un contesto differente e con un incendio sviluppatosi in un’altra area boschiva, le operazioni di evacuazione via mare e le scene di apprensione vissute lungo la costa riportano alla memoria quella tragedia che segnò profondamente il Gargano. Un ricordo ancora vivo tra residenti, operatori turistici e soccorritori, mentre prosegue il lavoro dei vigili del fuoco e della Protezione civile per contenere il nuovo fronte dell’incendio e mettere in sicurezza persone e strutture. Lo riporta l’Ansa.



