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POLICLINICO GINOCCHIO Policlinico di Bari, innovativo intervento rigenera il ginocchio di una 43enne: evitata la protesi metallica

Per la prima volta utilizzato un innesto biologico personalizzato per ricostruire l'articolazione.

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
27 Luglio 2026
Bari // Economia //

BARI – Un intervento di chirurgia ortopedica altamente innovativo eseguito al Policlinico di Bari ha consentito a una donna di 43 anni di evitare l’impianto di una protesi metallica al ginocchio, preservando la sua articolazione naturale attraverso un sofisticato innesto di tessuto biologico proveniente da donatore.

L’operazione, eseguita dall’équipe di Ortopedia diretta dal dottor Lorenzo Moretti, rappresenta un importante passo avanti nel campo della chirurgia rigenerativa e apre nuove prospettive terapeutiche per pazienti relativamente giovani affetti da gravi lesioni articolari, nei quali l’impianto di una protesi tradizionale rappresenterebbe una soluzione meno favorevole nel lungo periodo.

Una lesione causata da una patologia dell’età evolutiva

La paziente era affetta da una grave lesione del condilo femorale interno, conseguenza di un’osteocondrite dissecante, una patologia che si sviluppa generalmente durante l’età evolutiva e che, con il passare degli anni, può compromettere in maniera significativa la funzionalità del ginocchio.

Le condizioni dell’articolazione rendevano necessario un intervento chirurgico complesso, ma l’équipe del Policlinico ha scelto una strada alternativa rispetto alla tradizionale sostituzione protesica.

Un innesto biologico realizzato su misura

I chirurghi hanno rimosso completamente la porzione di osso e cartilagine danneggiata, sostituendola con un innesto osteocondrale prelevato da un donatore.

L’elemento biologico è stato modellato con estrema precisione sulla base dell’anatomia della paziente, grazie anche all’utilizzo di una mascherina tridimensionale ottenuta mediante stampa 3D, realizzata dopo uno studio ricostruttivo dell’articolazione.

La tecnologia ha consentito di sagomare il tessuto con precisione millimetrica, permettendo un perfetto adattamento all’area interessata dalla lesione e garantendo la massima compatibilità anatomica.

Il corpo riconosce il nuovo tessuto come proprio

Uno degli aspetti più innovativi della tecnica riguarda proprio la natura biologica dell’innesto.

Essendo costituito da tessuto osteocondrale perfettamente compatibile con quello rimosso, il trapianto non viene percepito dall’organismo come un elemento estraneo e non provoca fenomeni di rigetto.

Nelle settimane successive all’intervento prende avvio un progressivo processo di integrazione biologica: le cellule della paziente colonizzano gradualmente il nuovo tessuto, favorendone la rivascolarizzazione e l’attecchimento fino alla completa incorporazione nell’articolazione.

Si tratta di un processo rigenerativo che consente al ginocchio di recuperare progressivamente la propria funzionalità mantenendo la struttura naturale dell’articolazione.

Evitata la protesi in una paziente giovane

Secondo il Policlinico di Bari, il principale beneficio dell’intervento consiste proprio nell’aver evitato il ricorso a una protesi metallica, soluzione generalmente destinata ai pazienti più anziani o nei casi in cui non siano più possibili interventi conservativi.

Nel caso della quarantatreenne, la buona capacità rigenerativa dei tessuti rende possibile conservare il ginocchio naturale, con prospettive migliori anche sul piano della durata nel tempo e della qualità della vita.

L’intervento conferma il crescente sviluppo della chirurgia biologica personalizzata, settore che punta sempre più a ricostruire i tessuti danneggiati anziché sostituirli con componenti artificiali.

Per il Policlinico di Bari si tratta di una procedura che testimonia il livello di innovazione raggiunto dall’ortopedia specialistica e che potrebbe rappresentare una nuova opportunità terapeutica per numerosi pazienti affetti da patologie articolari complesse, consentendo di rinviare o evitare del tutto l’impianto di protesi definitive. Lo riporta l’Ansa.

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