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Gli uomini per giocare con questo modulo - bello, spettacolare ma fisicamente dispendioso - Grassadonia ce li ha ampiamente

Lo Zaccheria come Wembley

In equilibrio i dati che si riferiscono alle palle perse (33 dal Foggia, 21 dal Carpi) e a quelle recuperate, 22 a 19 per il Foggia


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Foggia. Lo Zaccheria tempio del calcio. Come Wembley. Domenica sera sul rettangolo verde di viale Ofanto è andata in scena una partita come se ne vedono poche in Italia: 6 gol, 31 tiri di cui 18 in porta, squadre che non si sono risparmiate ed hanno ampiamente soddisfatto i circa 13.000 tifosi paganti.
Uno spettacolo senza se e senza ma, che ha permesso ai satanelli di festeggiare con una vittoria la prima partita del campionato e di dare una consistente sforbiciata alla penalizzazione di otto punti che devono scontare per la vicenda dei pagamenti in nero delle passate stagioni.
Difficile dire possa arrivare questa squadra, ma bisogna scavare nella memoria per ricordarsi di un Foggia tanto bello, rutilante, e capace di produrre un gioco tanto moderno. Diciamolo sottovoce: per impeto, per capacità di occupare tutte le zone del campo, e soprattutto per le frequenti scorribande dei difensori che non offrivano punti di riferimento agli avversari, il Foggia di ieri sera ha ricordato più quello di Zeman che non quelli, pur belli ed entusiasmanti, di Stroppa e di De Zerbi.
Sono bastati novanta minuti a Gianluca Grassadonia per conquistare il cuore dei tifosi foggiani dopo i mugugni del precampionato e della partita di Coppitalia.
E pensare che il mister era stato costretto a schierare una formazione d’emergenza, con ben sette titolari assenti, cui si era aggiunto nelle ultime ore Zambelli. Ad essere falcidiata soprattutto la prima linea, con tutti i titolari del tridente dei sogni confezionato da Nember (Mazzeo, Galano, Iemmello) costretti a disertare la partita.
Assenti gli attaccanti titolari (ma hanno fatto vedere ottime cose Gori e Chiaretti) ci hanno pensato i difensori a fare la differenza: sono andati in gol nell’ordine Camporese, Loiacono che ha nobilitato nel migliore dei modi la fascia di capitano e Tonucci. Il solo attaccante a mettere la firma allo splendido poker confezionato dai satanelli è stato Emanuele Cicerelli, giunto in prestito dalla Salernitana ma foggiano doc.
Su due dei quattro gol c’è lo zampino di Kragl, che Grassadonia ha schierato come laterale di sinistra a centrocampo: una prova come sempre devastante e non solo. La costanza con cui il calciatore tedesco veniva cercato dai compagni, il suo farsi trovare sempre pronto sulla linea di passaggio, ne fanno l’uomo chiave del Foggia, il punto di riferimento della formazione.
Sul quattro a zero la sfida sembrava bella e chiusa, ma gli ospiti hanno accorciato le distanze, grazie ad un’incertezza del portiere Bizzarri e ad una sfortunata deviazione di Martinelli. Nulla di che, ma l’ha presa male Grassadonia, che ha vibratamente protestato perché il quarto uomo ritardava la sostituzione dell’infortunato Tonucci, beccandosi l’espulsione.
Ha avuto ragione Giovannino Stroppa quando ha indicato in Grassadonia il tecnico più idoneo a proseguire e consolidare il suo progetto sportivo: il tecnico salernitano ha apportato qualche cambio al 3-5-2 del Foggia dello scorso campionato. In avanti gioca a tre (o se preferite 2 + 1) il centrocampo si schiera indifferentemente a tre o a quattro, ma il tutto è sostenuto da un pressing intenso sui portatori di palla avversaria e sul costante raddoppio delle marcature.
Gli uomini per giocare con questo modulo – bello, spettacolare ma fisicamente dispendioso –  Grassadonia ce li ha ampiamente. L’impressione è che quest’anno sarà difficile distinguere tra titolari e riserve, soprattutto per quanto riguarda il centrocampo e l’attacco.
A proposito di centrocampo, ha destato un’ottima impressione anche Marco Carraro, il talentuoso regista di scuola Inter che Zeman ha voluto l’anno scorso al Pescara. Il Foggia lo ha preso in prestito dall’Atalanta, che l’aveva comprato a luglio a titolo definitivo dall’Inter: suo l’assist che ha mandato in gol Cicerelli.
Lo score statistico della partita è completato da altri dati significativi: 60 a 40 il possesso palla a favore dei satanelli, che marcano uno score migliore anche sotto il profilo dei tiri: 16 a 15 per i padroni di casa, 10 quelli nello specchio della porta per il Foggia, 8 per gli ospiti. Il tabellino descrive un Foggia virtuoso anche sotto il profilo disciplinare. Solo 8 i falli commessi, a fronte dei ben 18 degli emiliani.
In equilibrio i dati che si riferiscono alle palle perse (33 dal Foggia, 21 dal Carpi) e a quelle recuperate, 22 a 19 per il Foggia.
Domenica c’è già uno di quegli appuntamenti da far tremare i polsi. Difficile trasferta nella tana del Crotone allenato da Stroppa, che ieri ha perso malamente per 3 a 0 sul campo del Cittadella.
Fonte letteremeridiane
Lo Zaccheria come Wembley ultima modifica: 2018-08-27T21:06:45+00:00 da Redazione



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