Sarebbe stato ucciso con numerosi colpi inferti alla testa con una martellina da muratore. È quanto emerge dai primi risultati dell’autopsia eseguita sul corpo di Saddam Hussain, il bracciante pachistano di 32 anni trovato senza vita nel pomeriggio del 22 agosto, all’interno del bagagliaio della propria automobile. La vettura era parcheggiata nei pressi dell’insediamento di Borgo Mezzanone, nel Foggiano.
Sul corpo del giovane sarebbero state riscontrate ferite anche alle braccia, compatibili con un tentativo di difendersi e di parare i colpi durante l’aggressione.
La morte risalirebbe con ogni probabilità al 4 agosto, giorno in cui il bracciante era scomparso. La prolungata permanenza del cadavere nel bagagliaio e le temperature estremamente elevate raggiunte nell’abitacolo — superiori, secondo le prime ricostruzioni, ai 70 gradi — avrebbero accelerato il processo di mummificazione.
Nel pomeriggio di ieri il fratello della vittima, Nazim, ha ottenuto il nullaosta per il rilascio della salma. Grazie al sostegno della comunità pachistana del Foggiano, il corpo di Saddam sarà trasferito in Pakistan, dove ad attenderlo ci sono i genitori e un altro fratello.
La Procura di Foggia ha aperto un’inchiesta per omicidio. Al momento non risultano persone iscritte nel registro degli indagati.
Un contributo decisivo all’individuazione dei responsabili potrebbe arrivare dall’analisi dei tabulati telefonici della vittima e dalla ricostruzione dei suoi ultimi contatti. Tra le piste al vaglio degli investigatori figura anche quella legata al caporalato. A indirizzare gli accertamenti in questa direzione sarebbero alcuni appunti consegnati agli inquirenti dal fratello Nazim insieme alla denuncia di scomparsa.
Le indagini proseguono per ricostruire le ultime ore di vita del bracciante, individuare il luogo in cui sarebbe avvenuta l’aggressione e accertare il movente dell’omicidio. Lo riporta rainews.it.



