Il taglio delle accise sul gasolio resterà in vigore fino al 5 settembre. La riduzione, pari a 17 centesimi al litro, è stata prorogata dal governo con l’obiettivo di contenere il costo dei rifornimenti durante i dieci giorni più intensi del controesodo estivo. Per finanziare l’intervento sono stati stanziati circa 130 milioni di euro.
La proroga rappresenta, tuttavia, soltanto una risposta temporanea. Conclusa la fase di emergenza, l’esecutivo punta infatti a introdurre strumenti differenti, destinati in modo particolare alle famiglie con redditi bassi, ai pensionati economicamente più fragili e alle partite IVA maggiormente esposte all’aumento dei costi di trasporto.
Dopo il taglio delle accise, aiuti mirati
L’impegno è stato ribadito durante il Consiglio dei ministri che ha approvato il decreto. L’orientamento del governo sarebbe quello di abbandonare progressivamente gli interventi generalizzati sul prezzo alla pompa, molto costosi per le casse pubbliche, per passare a sostegni selettivi assegnati sulla base del reddito e delle condizioni economiche dei beneficiari.
Tra le ipotesi allo studio figurano buoni benzina per i nuclei familiari meno abbienti e per alcune categorie di lavoratori autonomi. Per i pensionati, invece, si valuta il ricorso a una social card attraverso la quale riconoscere un contributo destinato alle spese per il carburante o, più in generale, ai costi legati alla mobilità.
Modalità, importi e requisiti non risultano ancora definiti. Saranno necessari successivi provvedimenti per stabilire le soglie di reddito, individuare con precisione la platea dei beneficiari e chiarire come verranno erogati i contributi. Fino all’approvazione delle norme attuative, buoni e social card devono quindi essere considerati proposte in fase di elaborazione e non agevolazioni già disponibili.
Le critiche dei consumatori
Il passaggio dagli sconti applicati direttamente alla pompa agli aiuti selettivi non convince le principali associazioni dei consumatori. La loro obiezione riguarda soprattutto il numero delle persone che rischierebbero di rimanere escluse.
Il rincaro dei carburanti, sottolineano le associazioni, colpisce indistintamente tutti gli automobilisti e produce effetti che vanno ben oltre il costo del pieno. L’aumento del gasolio incide infatti sul trasporto delle merci e può riflettersi sui prezzi dei prodotti distribuiti nei negozi e nei supermercati. Anche chi utilizza poco l’automobile, dunque, potrebbe subire indirettamente le conseguenze del caro carburante.
Secondo i consumatori, limitare gli aiuti alle sole fasce con redditi particolarmente bassi lascerebbe senza protezione una parte consistente del ceto medio, dei lavoratori pendolari e delle famiglie che vivono in territori scarsamente serviti dal trasporto pubblico. Per queste categorie l’automobile non rappresenta una scelta facilmente sostituibile, ma uno strumento indispensabile per raggiungere il luogo di lavoro, accompagnare i figli o accedere ai servizi essenziali.
Il nodo della benzina
Un’altra questione riguarda il perimetro dell’intervento temporaneo. Il provvedimento approvato riguarda il gasolio, mentre resta aperto il problema della benzina. Il Codacons ha giudicato insufficiente la misura e ha chiesto perché lo sconto non sia stato esteso anche agli automobilisti che utilizzano veicoli alimentati a benzina.
La scelta di intervenire sul diesel può essere collegata al suo peso nei trasporti professionali e nella movimentazione delle merci. Ciò non elimina, però, la disparità percepita da milioni di cittadini che continuano a sostenere prezzi elevati senza beneficiare della riduzione delle accise.
Il governo dovrà quindi trovare un equilibrio tra due esigenze difficili da conciliare: alleggerire il costo dei rifornimenti e contenere l’impatto degli interventi sui conti pubblici. Un taglio generalizzato offre un beneficio immediato a tutti, ma richiede risorse molto elevate; i bonus selettivi costano meno e concentrano gli aiuti sulle situazioni di maggiore fragilità, ma rischiano di escludere famiglie e lavoratori comunque penalizzati dai rincari.
Fino al 5 settembre, la risposta sarà affidata alla riduzione di 17 centesimi sul gasolio. Dopo quella data dovrebbe aprirsi la fase degli aiuti mirati. La reale efficacia del nuovo piano dipenderà però dai criteri scelti, dalla rapidità con cui saranno erogati i contributi e dalla capacità di raggiungere non soltanto chi possiede un reddito basso, ma anche chi sostiene ogni giorno spese elevate e inevitabili per potersi spostare e lavorare.
Fonte: Leggo.it



