La mancata presenza del numero legale nell’ultima seduta del Consiglio comunale riaccende lo scontro politico a Bisceglie. Fratelli d’Italia punta il dito contro l’amministrazione guidata dal sindaco Angelantonio Angarano, parlando di una crisi ormai evidente.
«Il Consiglio comunale andato deserto per la mancanza dei numeri nella maggioranza non rappresenta un episodio occasionale, ma l’ennesimo segnale di una coalizione divisa, incapace persino di garantire il regolare svolgimento della principale assemblea cittadina», dichiarano i componenti del direttivo cittadino di FdI e il consigliere comunale Mimmo Spina.
Secondo il partito di opposizione, non si tratterebbe di un caso isolato. «Ormai da troppo tempo le prime convocazioni del Consiglio comunale vanno deserte. Bisceglie non può restare ostaggio, ancora per un anno, di assenze, divisioni, tensioni interne e continui condizionamenti politici».
FdI richiama quindi l’attenzione sulle principali questioni ancora aperte per la città, dai servizi alla manutenzione, passando per il decoro urbano e la programmazione futura. Temi sui quali, sostiene il partito, l’azione amministrativa apparirebbe «sempre più in apnea».
Nel mirino anche le modalità con cui vengono assunte alcune decisioni: «Le poche scelte adottate riguardano prevalentemente questioni di carattere economico, sulle quali chiediamo maggiore trasparenza e un confronto autentico. Le decisioni che interessano Bisceglie devono essere discusse apertamente in Consiglio comunale e non maturare in altre sedi».
La seduta avrebbe dovuto rappresentare anche l’esordio del nuovo segretario generale, il dottor Lozzi, ottavo a ricoprire l’incarico negli ultimi otto anni. «A lui rivolgiamo i migliori auguri di buon lavoro. Ad accoglierlo, però, ha trovato un’aula vuota», sottolineano gli esponenti di Fratelli d’Italia.
L’opposizione conclude chiedendo alla maggioranza un’assunzione di responsabilità politica: «Bisceglie merita stabilità, responsabilità e capacità di governo. Se la maggioranza non è più nelle condizioni di garantirle, abbia almeno il coraggio di prenderne atto, traendone le necessarie conseguenze e facendo un passo indietro».



