Dopo il mancato rispetto della sentenza di marzo, il Tribunale amministrativo affida l’iter al capo del Dipartimento per il coordinamento amministrativo di Palazzo Chigi. Il progetto da 48 megawatt interessa Ascoli Satriano, Castelluccio dei Sauri e Deliceto.
BARI – Sarà un commissario ad acta a portare avanti il procedimento di valutazione d’impatto ambientale per il parco eolico “Conca d’Oro”, progettato nei territori di Ascoli Satriano, Castelluccio dei Sauri e Deliceto. Lo ha stabilito la seconda sezione del Tar Puglia con l’ordinanza numero 950 del 2026, pubblicata il 30 luglio, dopo aver accertato che l’iter non aveva registrato progressi nonostante una precedente sentenza.
Il progetto, presentato da Aren Green srl, prevede una potenza complessiva di 48 megawatt ed è identificato nell’ambito della procedura ministeriale con il codice ID_VIP 11292. La società aveva promosso un ricorso contro il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica e il Ministero della Cultura, chiedendo di dichiarare illegittimo il silenzio sull’istanza di Via, di ordinare la conclusione del procedimento e, in caso di ulteriore inerzia, di nominare un commissario. Aveva inoltre domandato l’accertamento del diritto al rimborso di metà degli oneri istruttori versati, quantificati in 14.360,32 euro.
Il passaggio decisivo risale al 20 marzo 2026. Con la sentenza numero 352, la stessa sezione del Tar aveva accolto il ricorso di Aren Green, dichiarando illegittimo il silenzio mantenuto dai due ministeri. Il giudice aveva ordinato alle amministrazioni di pronunciarsi sull’istanza e aveva imposto alla Commissione tecnica Pnrr-Pniec del Mase di predisporre, senza alcun vincolo sul contenuto finale, lo schema del provvedimento di Via entro trenta giorni dalla notificazione o dalla comunicazione amministrativa della decisione.
Agli altri organi coinvolti era stato chiesto di proseguire secondo i termini previsti dall’articolo 25, comma 2-bis, del decreto legislativo 152 del 2006. Il Tar si era riservato di nominare un commissario ad acta su istanza della società qualora l’inerzia fosse proseguita oltre il termine assegnato.
Il 19 giugno Aren Green ha quindi depositato la richiesta di commissariamento per ottenere la piena e immediata esecuzione della sentenza. Nell’esaminare l’istanza, il Collegio ha rilevato che il termine concesso era ampiamente scaduto e che dagli atti non risultava alcun avanzamento del procedimento. In particolare, la Commissione Pnrr-Pniec non si era ancora espressa sulla valutazione ambientale. L’Avvocatura dello Stato non ha formulato deduzioni sul punto e le amministrazioni non hanno rappresentato ragioni capaci di giustificare il perdurare dell’inerzia.
Da qui la scelta di affidare le attività al capo del Dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei ministri, con facoltà di delegare un dirigente o un funzionario dello stesso Dipartimento dotato di competenza adeguata. Il commissario dovrà sostituirsi alla Commissione tecnica del Mase e predisporre lo schema di provvedimento entro trenta giorni dalla notificazione o dalla comunicazione dell’ordinanza.
Lo schema dovrà essere trasmesso contestualmente al Ministero della Cultura, secondo la procedura prevista dalla normativa ambientale. Nei successivi sessanta giorni, calcolati dall’invio dello schema, il commissario dovrà concludere l’iter amministrativo mediante l’adozione di un provvedimento espresso sull’istanza di Via. Il termine complessivo delineato dall’ordinanza è quindi di novanta giorni, articolato in due fasi.
La decisione non anticipa né determina l’esito della valutazione ambientale: impone che l’amministrazione concluda il procedimento e adotti un atto espresso, lasciando impregiudicato il contenuto favorevole o sfavorevole della decisione. Il Tar ha inoltre disposto che l’ordinanza sia eseguita dall’amministrazione e comunicata dalla segreteria alle parti e al commissario nominato.
L’ordinanza è stata decisa nella camera di consiglio del 7 luglio 2026 dal Collegio presieduto da Gianmario Palliggiano, con Carlo Dibello consigliere e Danilo Cortellessa referendario ed estensore. Per il progetto “Conca d’Oro” si apre così una fase sostitutiva: dopo l’accertamento del silenzio e il mancato rispetto del primo termine, sarà il commissario a dover condurre il procedimento fino a una determinazione esplicita.



