Non ce l’ha fatta Marco Vecchiato, il motociclista di 26 anni rimasto gravemente ferito in un incidente avvenuto il 14 agosto lungo la strada provinciale 347, nel territorio del Primiero, in provincia di Trento. Dopo undici giorni trascorsi in terapia intensiva, il giovane è morto martedì 25 agosto all’ospedale Santa Chiara di Trento. Le lesioni riportate nella caduta si sono rivelate troppo gravi.
La notizia ha colpito profondamente Massanzago, il paese nel Padovano in cui Marco era cresciuto ed era molto conosciuto. Fino all’ultimo, i familiari e gli amici avevano sperato in un miglioramento delle sue condizioni. Accanto a lui, durante quei giorni di angoscia, la madre Monica, il padre Giovanni, il fratello Matteo e la fidanzata Maja, sostenuti dall’affetto di un’intera comunità.
L’incidente sulla strada per Passo Cereda
L’incidente si è verificato intorno alle 12.30 di venerdì 14 agosto, alla vigilia di Ferragosto. Marco stava percorrendo in moto i tornanti della provinciale 347 in direzione di Passo Cereda quando, per cause ancora da chiarire, avrebbe perso improvvisamente il controllo del mezzo, uscendo dalla carreggiata e finendo nell’erba sul margine della strada.
Secondo la ricostruzione delle forze dell’ordine, sull’asfalto non sarebbero stati trovati segni di frenata né elementi riconducibili a una collisione con altri veicoli. L’ipotesi ritenuta più probabile è quindi quella di una caduta autonoma.
A notare il giovane a terra e a chiedere l’intervento dei soccorsi sono stati alcuni automobilisti di passaggio. Marco stava viaggiando insieme a un amico che si trovava poco più avanti: non vedendolo arrivare, dopo una decina di minuti l’amico era tornato indietro, scoprendo quanto era accaduto.
I soccorsi e il ricovero in codice rosso
Sul luogo dell’incidente sono intervenuti inizialmente i vigili del fuoco di Primiero. Vista la gravità della situazione, è stato richiesto anche l’intervento dell’elisoccorso decollato da Trento con a bordo un medico rianimatore.
Dopo le prime cure e le manovre necessarie a stabilizzarlo, il ventiseienne è stato trasferito in codice rosso all’ospedale Santa Chiara. Le sue condizioni sono apparse immediatamente critiche. È cominciata così una battaglia durata undici giorni, accompagnata dalle preghiere e dalla speranza delle persone che gli volevano bene. Martedì 25 agosto, purtroppo, il drammatico epilogo.
La Procura non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia e ha concesso l’autorizzazione alla celebrazione del funerale. Nel rispetto della volontà espressa dal giovane, la famiglia ha inoltre acconsentito alla donazione degli organi: un ultimo gesto di generosità capace di offrire una speranza ad altre persone.
Chi era Marco Vecchiato
Marco avrebbe compiuto 27 anni il primo novembre. Dopo il diploma conseguito all’istituto Newton-Pertini di Camposampiero, aveva intrapreso un percorso professionale come impiegato tecnico alla Antonio Carraro Spa di Campodarsego, azienda conosciuta a livello internazionale per la produzione di trattori compatti.
Anche tra i colleghi la sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo. Marco era apprezzato non soltanto per le sue capacità professionali, ma anche per il carattere e per l’entusiasmo con cui affrontava il lavoro e le proprie passioni.
Una di queste era la musica. Il ventiseienne si esibiva come dj durante feste e manifestazioni del territorio ed era salito in consolle anche in occasione della storica Fiera di Arsego. La sua presenza era diventata familiare per molti giovani e organizzatori degli appuntamenti locali.
L’ultimo saluto a Massanzago
I funerali si svolgeranno sabato 29 agosto alle ore 10 nella chiesa parrocchiale di Massanzago. Sarà il momento in cui familiari, amici, colleghi e concittadini potranno riunirsi per dare l’ultimo saluto al giovane.
All’uscita dalla chiesa, su richiesta della famiglia, verranno raccolte offerte in favore della Fondazione Città della Speranza. Un’iniziativa solidale scelta per ricordare Marco attraverso un aiuto concreto agli altri, nel segno della stessa generosità testimoniata con la donazione degli organi. Fonte: leggo.it



