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Zullo "La Capitanata vive il fenomeno come il resto del nostro Paese"

Zullo: “Riapriamo le case chiuse. Anche in Provincia di Foggia”


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“Soprattutto al fine di una tutela socio-sanitaria delle donne che liberamente scelgono di esercitare questa professione, la mia proposta è di riaprire le case chiuse”, le parole del Presidente del gruppo consiliare pugliese di Direzione Italia-Noi con l’Italia, Ignazio Zullo.
Proposta, che ha suscitato non poche polemiche, ed arriva a sessant’anni dalla legge 20 febbraio 1958, n. 75, famosa come ‘legge Merlin’ che prende il nome della promotrice e prima firmataria della norma, la senatrice Lina Merlin.
La legge previde la chiusura delle cosiddette ‘case di tolleranza’ ed introdusse i reati di sfruttamento, induzione e favoreggiamento della prostituzione.
La prostituzione in sé, volontaria e compiuta da donne e uomini maggiorenni e non sfruttati, restò però legale, in quanto considerata parte delle scelte individuali garantite dagli articoli 2 13 della Costituzione, come parte della libertà personale inviolabile.

Raggiunto telefonicamente, Ignazio Zullo risponde a qualche domanda per Statoquotidiano.

-Come è stata accolta la sua proposta di riaprire le case chiuse?
La proposta ha suscitato vivo interesse e reazioni positive perché parte dalla salvaguardia della dignità e della libertà della donna, l’intento è soprattutto la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale ed inoltre darebbe la possibilità di avviare una regolamentazione a fini fiscali.
Ritengo quindi auspicabile la riapertura di queste ‘case’ per una tutela socio-sanitaria delle donne che liberamente scelgono di esercitare questa professione, ma anche perché gli introiti saranno tassati e le prestazioni definite in un numero massimo.

-Come potrebbe reagire l’opinione pubblica se la sua proposta dovesse essere accettata?
I tempi sono cambiati in questi ultimi 60 anni. E’ cambiata la società, sono mutate le esigenze e c’è interesse ad eliminare donne seminude dalle strade e tutto ciò che sta dietro il lo sfruttamento della prostituzione i cui proventi vengono reinvestiti nel mercato della droga e in altre attività criminose.
Mi aspetto quindi un’ampia accettazione di una proposta che tende ad incidere su questo fenomeno non più tollerabile sulle nostre strade e nelle nostre periferie.

-Secondo lei questa sua proposta sarebbe prospettabile anche in Capitanata?
La Capitanata vive il fenomeno come il resto del nostro Paese.
Anzi, dico di più: la Capitanata è parte di quella terra che ha dato i natali al Presidente Conte e, quindi, mi aspetto una spinta motivazionale che induca il nostro Governo ad intervenire.

Libera Maria Ciociola

Zullo: “Riapriamo le case chiuse. Anche in Provincia di Foggia” ultima modifica: 2018-09-27T07:54:46+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Franco

    buon senso che si scontra con l’ipocrisia di tanti moralisti bigotti.


  • Ripuliamo le strade

    mandiamo a casa sto clandestini


  • Tito

    Ci sono migliaia di case di piacere, se venissero legalizzate il PIL aumenterebbe, si verserebbero i contributi all’INPS, ci sarebbe più controllo sanitaria e meno magnaccia.


  • l'altro lato del sesso

    Si commette l’errore di pensare che siano le donne e basta a prostituirsi.
    La mafia nigeriana campa grazie agli arrapatissimi abitanti bianchi della provincia di Foggia, ma non è l’unica.
    La prostituzione è anche maschile per uomini e donne quindi anche loro e i loro clienti devono farsi i controlli.


  • Max Pontello

    I bull nigeriani e senegalesi grati a madre natura sono molto richiesti da coppie, uomini, donne, gay, trans, etc.

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