A Giovinazzo il Rotary Club Bitonto “Terre dell’Olio” ha consegnato un Labrador da assistenza a un bambino di San Giovanni Rotondo. Un percorso iniziato quasi due anni fa che ora entra nella quotidianità di una famiglia. Non è la fine di un progetto, ma l’inizio di un legame destinato a crescere giorno dopo giorno.
Spesso si incontrano bivi che pongono delle scelte. Scegliere è sempre difficile ma quando il tempo per diventare ciò che esse sono davvero ci consente di commuoverci per bellezza e l’intensità emotiva, tutto corre liscio come l’olio.
Zoe è uno di questi.
Non porta un fiocco intorno al collo, anche se quel giorno avrebbe potuto indossarlo. Non ha bisogno di una confezione, né di parole solenni per raccontare il valore di ciò che rappresenta.
Zoe ha quattro zampe, un manto color miele e lo sguardo limpido di un Labrador.
Ma da venerdì 25 settembre ha anche una nuova missione: camminare accanto a un bambino di San Giovanni Rotondo, accompagnarlo nella quotidianità, entrare lentamente nella sua vita e in quella della sua famiglia.
All’Hotel Riva del Sole di Giovinazzo, il Rotary Club Bitonto “Terre dell’Olio” ha consegnato un cane da assistenza a un piccolo concittadino della comunità garganica.
E quella che poteva apparire come una semplice cerimonia è diventata qualcosa di molto più grande. È diventata una storia di attesa, di professionalità, di solidarietà. Una storia nella quale il tempo non si misura in minuti, ma in passi. Quelli compiuti da Zoe.
Un progetto nato dall’ascolto
Quasi due anni di lavoro per arrivare a quel momento.
L’iniziativa è nata nell’anno rotariano 2024/2025 ed è stata fortemente voluta dall’allora presidente del Rotary Club Bitonto “Terre dell’Olio”, Bobo Samardzic.
L’idea era semplice solo in apparenza: offrire a un bambino nello spettro autistico un cane da assistenza. Ma dietro quella frase c’è un universo fatto di preparazione, competenze, sacrifici, attese e responsabilità.
Perché Zoe non è stata semplicemente scelta. È stata preparata.
Ha affrontato il primo anno del proprio percorso presso la scuola cinofila “Il Mio Labrador” di Macerata, diretta da Andrea Zenobi, acquisendo progressivamente le competenze necessarie per svolgere il delicato compito di cane da assistenza.
Un addestramento nel quale nulla può essere lasciato al caso.
Il cane deve imparare a conoscere l’ambiente, a controllare le proprie reazioni, a rispondere alle indicazioni, a sviluppare una relazione affidabile con la persona che dovrà accompagnare.
Ma il vero viaggio comincia adesso.
La consegna è soltanto l’inizio
La porta dell’Hotel Riva del Sole si apre. La cerimonia comincia. Le autorità arrivano. Le persone prendono posto. Le telecamere raccolgono immagini. Le parole raccontano il progetto.
Ma il momento più importante è quello che non ha bisogno di essere annunciato. È l’incontro.
Quello tra Zoe e il bambino.
Perché il 25 settembre non ha segnato la conclusione del percorso. Ha segnato il passaggio dalla alla vita reale.
Dopo la consegna, Zoe continuerà infatti per un altro anno il proprio percorso di addestramento direttamente presso il domicilio del bambino.
A seguirla sarà Maria Teresa Lo Tesoriere, medico veterinario comportamentalista di Ostuni e delegata pugliese della scuola cinofila.
Il lavoro sarà costruito insieme al bambino e alla sua famiglia.
Non esisterà un copione identico per tutti. Ci saranno la casa, le abitudini, gli ambienti, le persone, i rumori, le situazioni quotidiane. Ci sarà soprattutto la necessità di imparare a conoscersi.
L’obiettivo è costruire una relazione stabile, efficace e duratura.
È qui che il progetto assume il suo significato più profondo. Il Rotary non consegna semplicemente un cane.
Consegna una possibilità e decide di accompagnarla nel tempo.
Dodici cani, dodici storie
Quella di Zoe è una delle dodici storie che, finora, hanno visto in Puglia l’assegnazione di cani da assistenza ad altrettante persone nello spettro autistico.
Dodici cani. Dodici famiglie. Dodici percorsi diversi. E dodici volte la stessa domanda: come si può trasformare la solidarietà in qualcosa che resti?
La risposta, in questo caso, ha il rumore lieve delle zampe sul pavimento. Ha il calore di un corpo che si avvicina. Ha la pazienza di chi sa aspettare.
Un Labrador da assistenza non è soltanto un animale addestrato a svolgere determinati compiti.
È una presenza. E la presenza, quando arriva nella vita di una famiglia, può assumere un significato che nessuna statistica riesce a raccontare.
Le istituzioni accanto al progetto
Alla manifestazione di Giovinazzo hanno partecipato autorità civili, rappresentanti istituzionali e rotariani, professionisti e componenti del Club.
Presenti: l’onorevole Michele Picaro, eurodeputato, in rappresentanza della ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli; l’avvocato Francesco Paolo Ricci, sindaco di Bitonto; il dottor Pietro Petruzzelli, assessore allo Sviluppo Locale e alla Blue Economy della Città Metropolitana di Bari, in rappresentanza del sindaco Vito Leccese; il dottor Vincenzo Brandi, presidente del Comitato Strategico della Città Metropolitana di Bari; il dottor Costanzo Cascavilla, direttore del CIIS – Consorzio per l’Integrazione e l’Inclusione Sociale dell’Ambito Territoriale Sociale FG 2 ed ex sindaco di San Giovanni Rotondo.
Una presenza istituzionale che ha accompagnato quella del Rotary e dei professionisti che hanno seguito il lungo percorso di Zoe.
La famiglia: una gioia attraversata anche dal rammarico
In mezzo alla gioia, però, è rimasto anche un velo di amarezza.
La famiglia del bambino ha espresso il proprio rammarico per l’assenza dell’Amministrazione comunale di San Giovanni Rotondo, nonostante fosse stata invitata. Un’assenza particolarmente avvertita proprio per la natura dell’evento. Perché quel giorno non si celebrava soltanto un progetto del Rotary. Si celebrava un dono destinato a un bambino di San Giovanni Rotondo. Un piccolo concittadino che riceveva un sostegno destinato a entrare nella sua vita quotidiana.
La famiglia avrebbe voluto vedere accanto a sé anche la propria amministrazione comunale.
Non per una formalità. Non per il protocollo. Ma per un gesto di vicinanza. Perché certe giornate appartengono intimamente a una famiglia, ma finiscono inevitabilmente per appartenere anche alla comunità.
E quando una comunità riconosce uno dei suoi bambini, gli sta dicendo una cosa semplice e potentissima: “Ti vediamo.”
Quando la solidarietà smette di essere una parola
Forse il valore più autentico di questa storia sta proprio qui. La solidarietà è una parola bellissima. Ma diventa vera soltanto quando prende una forma.
Quando diventa tempo. Quando diventa lavoro. Quando diventa responsabilità. Quando qualcuno decide che non basta fare un gesto, ma bisogna esserci anche dopo.
Il Rotary Club Bitonto “Terre dell’Olio” ha scelto questa seconda strada.
La strada più lunga. Quella che non finisce con una fotografia di gruppo. Quella che continua quando le luci della cerimonia si spengono e tutti tornano a casa. Perché da quel momento comincia il lavoro vero.
Zoe dovrà imparare la sua nuova casa. La famiglia dovrà imparare Zoe. Il bambino dovrà costruire con lei un linguaggio fatto anche di gesti, silenzi, fiducia e vicinanza. E ogni giorno aggiungerà una pagina a una storia che nessuno può ancora conoscere fino in fondo.
Una piccola creatura davanti a un mondo enorme
C’è qualcosa di profondamente umano nel modo in cui un cane guarda una persona. Non conosce diagnosi. Non conosce burocrazia. Non conosce statistiche. Non conosce categorie. Non sa cosa significhi essere considerato fragile o diverso.
Conosce la persona che ha davanti. E forse è questa una delle immagini più potenti che Zoe porta con sé. Un bambino e un cane. Due creature che dovranno imparare a conoscersi. Due mondi che lentamente si incontreranno.
E intorno, una famiglia. E una comunità. E professionisti. E persone che hanno scelto di rendere possibile quell’incontro.
Il vero significato di un dono
Un dono autentico non finisce quando viene consegnato. Comincia. E Zoe è appena arrivata. Arriveranno i giorni ordinari, quelli che non finiscono sui giornali. Le mattine. Le passeggiate. Le stanze di casa. Le attese. I piccoli progressi. Le difficoltà. Le conquiste che forse sembreranno minuscole agli occhi del mondo e gigantesche per chi le vivrà. Sarà in quei momenti che si comprenderà fino in fondo il valore di questo progetto.
Non nella cerimonia. Ma nella quotidianità. Non nelle fotografie. Ma nella vita. Non negli applausi. Ma nel silenzio di una sera qualsiasi, quando un bambino avrà accanto Zoe e saprà che non è solo.
E allora resta una sola immagine
Alla fine rimane un’immagine. Non quella del tavolo delle autorità. Non quella dei microfoni. Non quella delle strette di mano.
Rimane l’immagine di un cane che cammina accanto a un bambino. Una figura piccola dentro un mondo immenso. Eppure, forse, è proprio così che cominciano le grandi storie.
Non con il rumore. Con un passo. Poi un altro. Poi un altro ancora.
Zoe non promette miracoli. Promette presenza. E qualche volta la vita non ha bisogno di promesse più grandi. Ha bisogno di qualcuno che resti. Qualcuno che sappia aspettare. Qualcuno che cammini al nostro fianco anche quando la strada non è facile.
Venerdì, a Giovinazzo, un Labrador ha ricevuto una nuova famiglia.
Ma, guardando più attentamente, si potrebbe dire anche il contrario: una famiglia ha ricevuto una nuova compagna di viaggio.
E da quel momento la storia di Zoe e del bambino è diventata una storia ancora tutta da scrivere.
Con le zampe sul pavimento. Con gli occhi negli occhi. Con il tempo dalla loro parte. E con una speranza che, questa volta, non ha bisogno di essere raccontata.
Perché cammina.




