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Foggia piange Don Tonino Intiso: era tra gli ultimi “preti di strada”

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
27 Novembre 2022
Foggia //

Foggia, 27 novembre 2022 – “E’ tornato alla Casa del Padre il nostro confratello d. Tonino Intiso. Non appena possibile, saranno comunicati luogo e ora della celebrazione esequiale”. A darne notizia in maniera ufficiale è l’Arcidiocesi di Foggia Bovino.

 

Mons. Antonio Intiso, da tutti amato e conosciuto come Don Tonino. Il sacerdote ottantacinquenne, ma con uno spirito sempre giovane, ha fatto il punto sull’importanza del banchetto eucaristico con riferimento al pensiero di Sant’Antonio.

 

“Oggi ci lascia un sacerdote, una guida, un amico… stella polare lungo il Cammino di tante persone e famiglie della nostra diocesi. Don Tonino Intiso, prete degli ultimi, resterà per sempre nei nostri cuori come testimone di una Fede che non si è mai tirata indietro davanti alle prove anche più forti. Ciao Don Tonino!”

A riportare questo messaggio è la pagina Facebook del programma “Parole di Speranza” di Telefoggia.

 

Don Tonino Intiso, ph. Arcidiocesi Foggia-Bovino Facebook

 

 

 

Figura molto carismatica, ha ricoperto numerosi incarichi nel mondo clericale. Il sacerdote è stato molto attivo anche in campo pedagogico ed educativo.

Tra gli importanti incarichi ricoperti a livello nazionale, anche quello di componente del Consiglio nazionale della Caritas. L’ultima parte della sua attività pastorale lo ha visto impegnato in una realtà parrocchiale nella periferia di Foggia, San Filippo Neri.

 

 

 

 

 

DON TONINO (immagine d'archivio, lettere meridiane)
DON TONINO (immagine d’archivio, lettere meridiane)

 

Chi era don Tonino?

 

 

(Da Pia Unione Gioventù Antoniana Foggia Facebook) E’ nato a Troia nel 1937, terzo di sei figli, dal papà Michele e dalla mamma, Bianca Lombardi, e battezzato, sempre a Troia, l’8 dicembre dello stesso mese (“giorno della mia nascita a figlio di Dio”) per mano di padre Giuseppe Dardi, comboniano. Formatosi presso gli istituti missionari comboniani di Troia, Sulmona e Firenze e il Liceo Bonghi di Lucera, don Tonino ha frequentato l’Istituto Teologico “S.Zeno” presso il Seminario maggiore di Verona.

 

Ordinato sacerdote il 3 aprile 1969 nella Cattedrale di Foggia da mons. Giuseppe Lenotti, è stato per molti anni segretario di questo indimenticabile vescovo, distinguendosi per l’impegno e la passione con cui ha interpretato lo spirito del Concilio Vaticano II. Dopo gli incarichi diocesani di assistente dei maestri cattolici e dei giovani di A.C., di segretario del vescovo, di incaricato OVE, di segretario dell’Ufficio Pastorale, di delegato per la Pastorale Scolastica, nell’ottobre del 1975 venne nominato parroco dell’allora nascente Parrocchia del SS. Salvatore. Una circostanza, quella di lavorare in contesti di periferia o a contatto con gli ultimi, che si è frequentemente verificata nella sua vita sacerdotale. Dal 1989 al marzo ’95 è stato direttore della Caritas Diocesana.

 

Nel settembre ’95 è passato dal servizio nella Caritas alla condivisione con i malati mentali, come assistente religioso della Casa della Divina Provvidenza ‘Santa Maria’ in via Lucera. È stato delegato diocesano per la Pastorale della Salute, assistente unitario diocesano dell’Azione Cattolica, delegato diocesano per l’Anno Giubilare e segretario del Comitato Paritetico “La Capitanata verso il Giubileo del 2000″. La sua azione pastorale si è costantemente intrecciata con tante iniziative di carità e solidarietà di cui è stato promotore ed animatore, che hanno scritto pagine importanti della vita religiosa e civile foggiana.

 

Pioniere dell’accoglienza e dell’integrazione (che lo hanno visto impegnato fin dall’epoca dei primi arrivi di extracomunitari dall’Albania, quindi con l’Opera Nomadi), il suo nome è legato ad altri due indimenticabili momenti di solidarietà vissuti da Foggia e caratterizzati da una grande mobilitazione e partecipazione popolare: la Giornata Internazionale degli Ammalati di Lebbra, e alla mobilitazione per la raccolta fondi per la Radioterapia, che ha dotato gli Ospedali Riuniti di Foggia di un’apparecchiatura fondamentale per salvare tante vite umane.

DON TONINO INTISO

Grazie ai fondi raccolti durante la Giornata degli Ammalati di Lebbra, Foggia riuscì a realizzare un ospedale nella cittadina indiana di Nalgonda. Il sacerdote è stato attivo anche in campo pedagogico ed educativo, con l’esperienza innovativa de “La Casetta” e “Shalom”, scuole fondate al SS. Salvatore, assieme ad Ersilia Crisci, orientate alla valorizzazione della creatività dei bambini e alla responsabilizzazione dei genitori, chiamati a partecipare alla gestione della struttura.

 

Tra gli incarichi ricoperti a livello nazionale, vanno ricordati quelli di vicepresidente e responsabile del settore “Educazione allo sviluppo” dell’Aifo (Associazione italiana amici di Raoul Follereau) e di componente del Consiglio nazionale della Caritas. L’ultima parte della sua attività pastorale lo ha visto impegnato in un’altra attività di periferia e di frontiera: parroco di San Filippo Neri, quando la Parrocchia non disponeva ancora delle moderne strutture edilizie attuali, e don Tonino era costretto a dire Messa per le strade della nuova 167 di Rione Biccari o nel box adattato a Chiesa.

 

Ultimamente don Tonino, in quello che definiva il suo “eremo” di via Risorgimento, pregava, leggeva e ritagliava giornali, rifletteva, componeva deliziose “schegge di pensiero”, ed era a disposizione di tutti quanti volessero incontrarlo, farsi ascoltare, ascoltarlo, pregare con lui. Continuava ad essere un grande testimone di Dio, del Dio che si fa storia in ciascuno di noi. “Nel tempo del nostro pellegrinaggio su questa terra, i rischi sono all’ordine del giorno nell’attraversare il deserto, pur seguendo colui che non ci fa mancare la manna – aveva scritto don Tonino Intiso nel suo ultimo libro, La nostra vita, la storia di Dio -, ed allora non ci resta che affidare a Lui le motivazioni profonde nel fare memoria delle sue opere, nella nostra storia personale e in quella di tutti gli uomini, attraverso il curriculum vitae, superando ogni dubbio o perplessità. Io ci credo e quindi credo che la mia vita è stata un dono della sua Volontà d’Amore, vuol dire che non posso non cercare il mio posto per rendere storia il suo progetto”. (Da Pia Unione Gioventù Antoniana Foggia Facebook)

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