Cronaca

‘Sha Mat’: stop a mafie e illeciti tra Italia e Montenegro


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DatiBari – ‘Sha Mat’, o altrimenti detto scacco matto: questo il nome dell’operazione condotta dalla Guardia di Finanza del gruppo di investigazione sulla criminalità organizzata del Nucleo di Polizia Tributaria di Bari, svolta dopo una serie di indagini coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo barese. L’operazione ha consentito l’arresto di 25 persone, 5 agli arresti domiciliari, nonchè il sequestro di esercizi commerciali nel Borgo antico di Bari, di quote societarie, appartamenti, auto e motocicli di grossa cilindrata, nonchè cocaina rintracciata e sequestrata, per un valore superiore ai 2 milioni di euro. Impiegati complessivamente nell’operazione 130 militari in diverse unità cinofile ed in elicottero. Le Fiamme gialle hanno stroncato in questo modo una nuova organizzazione criminale a formazione etnica mista, attraverso la quale soggetti italiani e serbi, grazie ad una ampia squadra di manovalanza criminale, hanno importato in Italia decine di chili di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina, che per il trasporto era stata dissimulata nei rivestimenti plastici dei trolley grazie ad un peculiare chimico. I militari della Finanza hanno operato grazie a delle intercettazioni telefoniche, attività di osservazione e pedinamenti, fino a sequestrare oltre 9 chili di cocaina ed accertare successivi movimenti di altri 76 chili della stessa sostanza. Per questo motivo, altre 37 persone sono state denunciate a piede libero e due arrestate in flagranza di reato.

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LE LOCALITA ITALIANE ED ESTERE COINVOLTE – Nove persone sono state arrestate a Bari, due a Milano e Roma, tre a Rimini, una a Prato ed un’altra a Ravenna. Un mandato di arresto europeo per altri dodici soggetti è stato trasmesso alle autoritò giudiziarie di Serbia, Montenegro, Svezia, Svizzera ed Albania dalle autorità giudiziarie estere. I contatti, gli affari conclusi tra organizzazioni criminali italiane e serbe hanno permesso alle Fiamme gialle di scoprire coma la criminalità serbo-montegrina era così organizzata da far arrivare dal Sud America tonnellate di cocaina mediante delle navi mercantili transoceaniche come risultanti dagli ultimi sequestri operati, con la flotta aeronavale della Guardia di Finanza in recenti operazioni internazionali di polizia in Italia, Spagna, Inghilterra e Germania. Il centro direttivo di questa organizzazione è saldamente radicato nei Balcani. Tra Belgrado ed il Montenegro vengono gestiti al massimo livello degli affari, alleanze, traffici, investimenti e riciclaggio. Ciò è dovuto alla riconversione, avvenuta dopo i conflitti dell’ex Jugoslavia, tra gli storici gruppi criminali e le ex milizie. I nomi degli arrestati a Bari: Roberto Coviello, classe 1969, Fanelli Pasqua, classe 1971, Pietro Ladaga, classe 1965, Giovanni Montecasino, classe 1972, Cosimo Naviglio, classe 1954, Giovanni Naviglio, classe 1975, Gaetano Terlizzi, classe 1958, Dante Valsecchi, classe 1949 e Carlo Zullo, classe 1965.

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CARATTERISTICHE DELL’ORGANIZZAZIONE CRIMINALE – L’organizzazione sgominata presenta proprio le caratteristiche tipiche dei gruppi criminali operanti sui mercati transnazionali:flessibilità e versatilità, elementi tali da creare spesso difficoltà alle indagini investigative. Il capoluogo barese si è rivelato inoltre una tappa di passaggio ‘basilare’ per i traffici della organizzazione criminale, che si è avvalsa di soggetti come Cosimo e Giovanni Naviglio, e Giovanni Montecasino, i quali hanno acquistato ed importato dalla Serbia dei quantitativi considerevoli di cocaina purissima, commercializzata in seguito sul territorio barese, grazie a una fitta rete di contatti locali. Fra le ipotesi accusatorie a carico degli indagati anche il reato ‘transnazionale’ (cross Border Crime), il cui concetto è stato introdotto nell’ordinamento italiano con la legge 146/2006, che ratifica la convenzione dell’Onu in materia di crimine organizzato transnazionale, in relazione al quale estremamente proficua si è rivelata l’azione condotta dalla Guardia di Finanza mediante la sinergia sviluppata tra la Scico e i reparti operanti.

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GLI EMENTI DI SPICCO DELL’ORGANIZZAZIONE CRIMINALE – Nel corso delle articolate attività d’indagine è stata inoltre sequestrata una pressa idraulica per il confezionamenti di panetti e denunciate complessivamente 37 persone (con due arresti in flagranza di reato).Gli elementi di maggior spicco del sodalizio criminale in esame risultano essere tali Dusko Micunovic, Dragoslav Strikovic (assassinato a Belgrado in data 21.12.2005) e Gordana Stanivukonic i quali, avvalendosi della collaborazione di complici italiani e non, riuscivano ad introdurre e smerciare con sistematicità nel territorio italiano quantitativi davvero considerevoli di stupefacenti.Attualmente la criminalità serbo-montenegrina è fra le più organizzate nel continente, tanto che riesce a far arrivare dal Sud America tonnellate di cocaina attraverso navi mercantili transoceaniche come risultanti dagli ultimi sequestri operati, tra l’altro, con gli aerei della Guardia di Finanza, in recenti operazioni internazionali di polizia.In qualche anno, l’organizzazione è arrivata a monopolizzare le rotte della droga via mare per rifornire famiglie della n’dragheta, il nord Italia, la criminalità di Spagna, Inghilterra e Germania. Il centro direttivo dell’organizzazione è saldamente radicato nei Balcani. Tra Belgrado ed il Montenegro vengono gestiti al massimo livello affari, alleanze, traffici, investimenti e riciclaggio. E’ la conseguenza di una riconversione, avvenuta dopo i conflitti dell’ex Jugoslavia, tra gli storici gruppi criminali e le ex milizie: un riscontro di ciò è dato dalla fuga a Genova nel 2006 di uno degli odierni arrestati che, nel corso dell’irruzione dei finanzieri del G.I.C.O., si è calato dal 9° piano di un palazzo aggrappandosi ad una grondaia.La Procura di Bari con i finanzieri del G.I.C.O. di Bari sono stati i primi ad aver riscontrato in Italia ed in Europa il traffico di droga della criminalità serbo-montenegrina. La stessa organizzazione, poi, grazie all’apporto di alcune persone “esperte” si preoccupava di “tagliare” le rilevanti quantità di stupefacente con elevato grado di purezza prima di immetterle sul mercato clandestino barese. Il risultato finale delle indagini economico patrimoniale ha portato nel contempo al sequestro nella città di Bari, ai sensi della normativa antimafia, di un avviato esercizio commerciale nel Borgo antico, quote societarie, appartamenti, auto e motocicli di grossa cilindrata, per un valore superiore ai 2 milioni di euro.Nell’operazione sono stati impegnati complessivamente nr. 130 militari, unità cinofile ed un elicottero.

‘Sha Mat’: stop a mafie e illeciti tra Italia e Montenegro ultima modifica: 2010-01-28T13:29:35+00:00 da Giuseppe de Filippo



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