Foggia
Presentato da Casa Pound Foggia il libro “Il vento sulle braccia”

“Quando sfiori il traguardo la gioia della vittoria è uguale per tutti”

"I riferimenti ai politici nel libro ci sono, l’attivismo non si limita allo sport ma è una vera e propria battaglia per i diritti civili"


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Foggia, 28 gennaio 2018. ‘“Il vento sulle braccia” non è un libro politico, non è un libro divisivo perché sulla disabilità non si può esserlo. E’ la storia di un ragazzo che vuole svegliare i politici su questo tema, che ad ogni traguardo stende una nuova partenza frutto di un allenamento durissimo e della consapevolezza che una città come Roma, capitale europea, deve essere aperta e praticabile per tutti”. Maurizio L’Episcopia, militante di Casa Pound Foggia,introduce con queste parole Claudio Palmulli, l’atleta paraolimpico, romano, autore del libro, che arriva al palazzetto dell’arte e ringrazia “per l’accoglienza questa bella città”. Con Marco Rhao (vicepresidente di ‘Impavidi destini’, il settore di Casa Pound che si occupa di disabilità) la presentazione riassume i punti salienti della biografia già scritta- l’adolescenza, la scuola, il web, la cognizione di sé, la svolta- ma che si propone ancora molti traguardi. Il prossimo, la maratona di New York del 5 novembre 2018, poi le paraolimpiadi di Tokyo nel 2020.

“Vita da disabile con le difficoltà economiche”
Non si ferma, Claudio, da quando ha deciso di svoltare: “pesavo 100 kg, mi lamentavo, poi ho deciso di cambiare tutto”. La forza e il coraggio di cui parla, lo spirito dell’atleta, gi deriva dalla famiglia. Suo padre ha corso molte maratone ed è quel signore che il primo di gennaio si tuffa nel Tevere. La famiglia al suo fianco come stella polare sempre, poi i militanti di Casa Pound che l’hanno sostenuto anche nella diffusione di un libro contro cui tutti avevano scommesso: “Ho venduto più di mille copie, con i miei risparmi continuo ad allenarmi, prima in un sottoscala ora con un personale trainer, le palestre per noi non ci sono o sono una su un milione”. La vita del disabile è raccontata soprattutto per le strade di Roma, con le barriere architettoniche che hanno fatto sobbalzare i suoi amici di Bolzano: l’accompagnavano per la Capitale essendo costretti a prenderlo in braccio in molte occasioni. Muoversi è difficile, le ristrettezze economiche fanno il resto: “Con 288 euro al mese mi pago i taxi se non posso prendere l’autobus o la metro, pago le lastre fatte in urgenza e in privato. Il sindaco Raggi dice che vuole dare mille euro al mese a chi accoglie un migrante, e poi si lascia il disabile bloccato in piazza di Spagna perché manca il montacarichi, c’è chi specula su poveracci che prendono pochi euro e uno come me fermo nel centro della città”.

Rhao: “Una storia di coraggio e di vittoria”
I riferimenti ai politici nel libro ci sono, l’attivismo non si limita allo sport ma è una vera e propria battaglia per i diritti civili: “Il disabile fa comodo in campagna elettorale ma poi viene dimenticato, la politica deve occuparsi di anziani, bambini, alle fasce deboli. Ho pensato di trasferirmi a Bolzano perché lì con una carrozzella elettrica sei il padrone del mondo”. La carrozzella la bacia dopo la maratona vinta a Roma, quelle immagini trionfanti si vedono nel video, una carrozzella da passeggio che ha compiuto l’impresa sui sanpietrini, incurante delle cadute per ripartire. “Pietismo? -dice Raho- no, la pietà è per il cucciolo abbandonato in autostrada non per chi ha il coraggio di andare avanti in una città che non ti vuole, in una famiglia che fa tanti sacrifici, questo non è qualcosa da guardare con la lacrimuccia ma è combattere e vincere”. Di fede laziale, era stufo di veder la partita a bordo campo, voleva entrare nel cuore della curva “ma mi dicevano che la burocrazia sarebbe stata troppo lunga”. I tifosi biancazzurri lo aiutano a scalare quei gradini e lui esulta. Poi le vittorie nella maratona di Roma ma soprattutto quella contro l’arrendevolezza, il piagnisteo, il senso di depressione.

La vacanza a New York
New York segna la svolta. Ci va per una vacanza, sperimenta una salita su una strada impeccabilmente asfaltata, vede che ce la può fare, torna in Italia e comincia l’allenamento matto e disperatissimo. E a riprova che l’emozione per la vittoria, la portata dei sentimenti, la grinta verso un obiettivo non ti guardano in faccia quando devono esplodere dice: “Il traguardo dopo 42 km è lo stesso per un disabile e per un normodotato, così i sentimenti sono gli stessi se corri o stai su una carrozzina”. Polemico con la giunta Raggi e con le tutte quelle precedenti, di fronte al fatto che qualche sindaco Pd, per la presentazione del libro, gli abbia negato la sala chiede: “Ma che integrazione è questa?”. Politica più indietro di chi ogni giorno sfida il proprio destino: “Dobbiamo sognare, fissare dei traguardi, c’è gente che muore a 20 anni per essere seppellita a 90”, dice Claudio Palmulli.

A cura di Paola Lucino, Foggia 28 gennaio 2018

“Quando sfiori il traguardo la gioia della vittoria è uguale per tutti” ultima modifica: 2018-01-28T19:23:29+00:00 da Paola Lucino



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