Capitanata

‘Patti territoriali’ tra fondi e percezioni indebite: denunce


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Castello di Sant’Agata di Puglia (rete.comuni-italiani.it)

Castello di Sant’Agata di Puglia (rete.comuni-italiani.it)

Foggia – PERCEZIONE indebita di contributi pubblici, nell’ambito dei fonti erogati per il Patto territoriale di Ascoli-Candela e Sant’Agata di Puglia. I militari del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Foggia, all’esito di specifici controlli, hanno individuato un gruppo di aziende, facenti parte del Patto territoriale di Ascoli-Candela e Sant’Agata di Puglia che hanno percepito indebitamente dei contributi pubblici (316ter– Salvo che il fatto costituisca il reato previsto dall’articolo 640bis, “chiunque mediante l’utilizzo o la presentazione di dichiarazioni o di documenti falsi o attestanti cose non vere, ovvero mediante l’omissione di informazioni dovute, consegue indebitamente, per sé o per altri, contributi, finanziamenti, mutui agevolati o altre erogazioni dello stesso tipo, comunque denominate, concessi o erogati dallo Stato, da altri enti pubblici o dalle Comunità europee è punito con la reclusione da sei mesi a tre anni. Quando la somma indebitamente percepita è pari o inferiore a tremilanovecentonovantanove euro e novantasei centesimi si applica soltanto la sanzione amministrativa del pagamento di una somma di denaro da cinquemilacentosessantaquattro euro a venticinquemilaottocentoventidue euro. Tale sanzione non può comunque superare il triplo del beneficio conseguito – 32quater – e articolo 322ter, per uno dei defilitti previsti dagli articoli da 314 a 320“) con conseguente danno erariale, per oltre 1,6 milioni di euro. In particolare, i militari della Guardia di Finanza hanno segnalato il danno erariale al termine di pregresse indagini di polizia tributaria e giudiziaria – già rimesse al vaglio dell’autorità giudiziaria inquirente e che avrebbero portato all’emissione anche di una denuncia penale – svolte nel settore della gestione dei contributi pubblici nazionali, per somme in gran parte inutilizzate. Tre persone sono state segnalate alla magistratura contabile . Difatti, nel corso dell’indagine eseguita dai militari del comando provinciale di Foggia, era stata inizialmente redatta una denuncia alla Corte dei Conti (organo dello stato con funzioni giurisdizionali e amministrative di controllo in materia di entrate e spese pubbliche. Solitamente prevista dalla costituzione ed appartiene al potere giudiziario anche se, come si è detto, è investita tanto di funzioni giurisdizionali – giurisdizione contabile – in relazione alle quali è giudice speciale, quanto di funzioni amministrative di controllo. Organo collegiale o complesso costituito da una pluralità di organi collegiali – sezioni, camere ecc – composto da magistrati contabili con uno status differenziato rispetto ai magistrati che compongono gli organi della giurisdizione ordinaria. In certi ordinamenti ha un pubblico ministero, che può essere interno alla corte stessa – come in Italia o Francia – o appartenere all’organizzazione generale del pubblico ministero – come in Spagna- Contro le pronunce della corte dei conti può essere dato ricorso alla corte di cassazione, come in Spagna, al consiglio di stato, come in Francia, o ad apposite sezioni della stessa corte dei conti, come in Italia) e in seguito alla Polizia tributaria.

LA DITTA INTERESSATA – La ditta in questione farebbe capo alla Agrieffe sas di Fabiano Alessandro, sita cameralmente a Sant’Agata di Puglia, alla contrada Tofara di Sopra. La famiglia Fabiano riporta indirettamente ad un nucleo familiare dedito storicamente alla coltivazione dei cereali (sempre a Sant’Agata di Puglia, con probabile presenza fisica però nel comune di Candela). La ditta si occupa della lavorazione molitura di olive e loro sottoprodotti. Oltre alla produzione di olii, il trattamento, il confezionamento e l’imbottigliamento degli olii, produzione a scopi di vendita di materiale sementiero, commercio all’ingrosso di antocrittogamici, antiparassitari e mangini – commercio all’ingrosso e commissionaria di prodotti ortofrutticoli, commercio all’ingrosso di cereali. Oltre alla sede legale di Contrada Tofara di Sopra a Sant’Agata di Puglia, la ditta interessata alle indagini (che ha dunque percepito i fondi statali relazionandosi ad altre società) ha sedi dichiarate alla Ccia anche in zona industriale ad Ascoli Satriano ed un magazzino a Sant’Agata di Puglia, in contrada Bastia. Da anni la società aveva contratto dei mutui con le banche, ma era stata anche colpita da iscrizioni da decreto ingiuntivi e pignoramenti immobiliari. Il 12 marzo del 1992, con Atto Mazzeo, c’era stato il conferimento in società dell’opificio industriale di Sant’Agata di Puglia, di Ha 0.22.65, a favore della Agri Effe sas, contro Fabiano Alessandro. Nel 1992 anche un atto di finanziamento a favore di un istituto di credito contro la ditta, insistente sempre sull’opificio. Nel maggio del 1992 anche un privilegio industriale a favore di un istituto di credito nel territorio, della durata di 5 anni, contro la ditta, insistente sempre sull’opificio industriale. Nel 1996 una ipoteca volontaria contro la ditta, a favore di un altro istituto di credito del territorio. Negli ultimi anni iscrizioni da decreti ingiuntivi (nel dicembre 2009 e gennaio 2010) contro la società in accomandita semplice, Agri Effe sas, nonchè contro i fratelli, il padre e la madre di Leonardo, accomandatario o accomandante della ditta. Una ditta che oggi catastalmente detiene la proprietà di terreni (relit. stradal) per ha 0.11.42 ad Ascoli Satriano, oltre a seminativi ad Ascoli Satriano (per oltre 2 ettari). Alla società l’intestazione dell’opificio, in Sant’Agata di Puglia, alla contrada Tofara di Sopra (piano terra-piano primo), con diritti a favore del padre e della madre dell’accomandatario (o accomandante) della ditta. Parte dei terreni erano stati venduti alla ditta dal fratello maggiore di Leonardo.

IL PATTO TERRITORIALE DI CANDELA-ASCOLI E SANT’AGATA DI PUGLIA – AREA – L’area del Patto Territoriale coincide con i comuni di Accadia, Anzano di Puglia, Ascoli Satriano, Candela, Deliceto, Monteleone di Puglia, Rocchetta S. Antonio e Sant’Agata di Puglia. L’Area dal punto di vista dei collegamenti principali è servita in maniera esaustiva, essendo attraversata dall’Autostrada Napoli-Bari, dalla ferrovia Foggia-Potenza e dalla Superstrada Foggia-Candela-Potenza.

IL PATTO TERRITORIALE ASCOLI-CANDELA: SOTTOSCRIZIONE IL 22 GENNAIO DEL 2001 – Il Patto fu sottoscritto lo scorso 22 gennaio del 2001, nella Sala del Tribunale della Dogana. Al dottor Nicola Biscotti, nella sua qualità di Presidente della società Pattodifoggia, soggetto responsabile del Patto, la relazione introduttiva. “Un iter, quello del Patto Territoriale Ascoli-Candela, avviato nell’agosto del ’99 e che oggi completa la sua fase burocratica”, disse Biscotti. Nato soprattutto dalla volontà di tutti i soggetti sottoscrittori di recuperare alla vita professionale le unità lavorative della Cucirini, lo stabilimento di Ascoli repentinamente chiuso dalla proprietà e che ha procurato uno stato di grave crisi occupazionale nell’area, con centoventotto persone inserite nelle liste di mobilità”. “Le quattordici aziende del Patto, a cui va il nostro ringraziamento per aver creduto in questo strumento che si andranno ad insediare- disse Biscotti – creeranno nuova occupazione per circa 500 persone, con una richiesta di finanziamento che si aggira intorno ai 54 miliardi, mentre altri tre miliardi e mezzo circa saranno a disposizione per la realizzazione di infrastrutture”. Il dottor Biscotti ringraziò al tempo la Provincia di Foggia, “per il suo ruolo di ente locale capofila di tutta la programmazione negoziata in Capitanata, i sindacati e la società Europrogetti e Finanza, che ha curato l’istruttoria del Patto e che ha proceduto ad una rigorosa selezione dei progetti”. “Il nostro progetto – disse Biscotti – è che le quattordici aziende che oggi firmano il Patto siano solo il nucleo iniziale al quale affiancare altre iniziative industriali. In questa direzione si muove anche il finanziamento da quattordici miliardi da impiegare nell’infrastrutturazione dell’area industriale di Ascoli Satriano, sul quale abbiamo registrato il consenso di tutti i Comuni dell’area. Come Assindustria, ed in collaborazione con gli enti locali, pensiamo di avviare proprio in quell’area un’operazione complessa di marketing che punti a rendere lo sviluppo del nostro territorio provinciale il più omogeneo possibile”.

IN PRECEDENZA – Dopo la conferma del finanziamento a disposizione del Patto Territoriale Ascoli-Candela, entrò nel vivo (a fine novembre del 2000) l’attivazione delle procedure ad esso connesse. Nella Sala Giunta di Palazzo Dogana, la Società Pattodifoggia Scpa (costituita il 30 aprile del 1998 per “svolgere attività di promozione diretta allo Sviluppo produttivo e occupazionale nell’area della Provincia di Foggia con le risorse rivenienti dagli strumenti comunitari, fondi nazionali e regionali”) stabilì un incontro il 22 novembre del 2000, richiesto dal Presidente Nicola Biscotti, al quale presero parte l’assessore Matteo Valentino (vicepresidente della società Pattodifoggia, soggetto responsabile del Patto), l’Assindustria, il Consorzio Asi, i sindacati Cgil, Cisl e Uil, la Comunità Montana del Subappennino Meridionale e i Comuni di Ascoli Satriano, Candela, Sant’Agata, Accadia, Rocchetta, Deliceto, Anzano e Monteleone. Al tempo, le questioni all’ordine del giorno riguardarono la disponibilità dei terreni destinati ad accogliere le nuove iniziative industriali. Per superare il contenzioso legale sollevato al tempo da alcuni proprietari delle aree, si sancì una bozza d’intesa. Il Consorzio Asi, che doveva dotare l’area industriale delle necessarie infrastrutture e delle opere di urbanizzazione, accolse la richiesta dei proprietari dei terreni di ridurre la superficie dell’area industriale, estesa per circa 200 ettari e sovradimensionata rispetto alle attuali esigenze. Il Consiglio di Amministrazione dell’Asi procedette a definire una nuova configurazione dell’area industriale, che dovrebbe estendersi su di una superficie fra gli 80 e i 90 ettari. I lavori di infrastrutturazione (finanziati per oltre 13 miliardi da Regione, Provincia e dallo stesso Patto), come garantito al tempo dal Presidente dell’Asi Donato Troiano, iniziarono per il primo lotto, prevedendo la realizzazione di opere per la viabilità, poi terminati l’anno successivo. Al termine delle opere le aziende che avevano ottenuto le anticipazioni dei finanziamenti riuscirono a dare avvio ai lavori per la costruzione dei relativi opifici, con l’Asi in grado procedere all’assegnazione dei terreni. Per il finanziamento della Provincia, la Cassa Depositi e Prestiti, che concesse il relativo mutuo, attese la presentazione dell’aggiornamento del progetto generale. Con i soldi della Provincia si procedette alla realizzazione delle opere fognarie, mentre i miliardi del Patto furono destinati alla rete elettrica e a quella del gas.

‘Patti territoriali’ tra fondi e percezioni indebite: denunce ultima modifica: 2010-04-28T09:09:18+00:00 da Giuseppe de Filippo



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