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Mancata autorizzazione, sequestro in località ex Enichem

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
28 Maggio 2010
Manfredonia //

L'immobile oggetto del sequestro di polizia giudiziaria, ad opera della Capitaneria di Porto di Manfredonia (Stato)
L'immobile oggetto del sequestro di polizia giudiziaria, ad opera della Capitaneria di Porto di Manfredonia (Stato)
Manfredonia- UN sequestro di polizia giudiziaria, effettuato (probabilmente nello scorso marzo) da personale della Capitaneria di Porto di Manfredonia, nell’ambito di consueti controlli nel territorio, è stato eseguito ai danni di un immobile sito in località Macchia a Monte Sant’Angelo, Foggia, area ex Enichem, stabile adibito ad impianto di fogna e depurazione. Un’indagine è stata aperta dalla Procura della Repubblica di Foggia ai danni di un referente del Settore Urbanistica del Comune di Monte Sant’Angelo, nonché di un responsabile della società Syndial Spa, attività diversificate (in forma abbreviata Syndial Spa), con sede principale in San Donato Milanese (Mi) ed anche a Foggia in località Macchia di Monte Sant’Angelo. La società Syndial avrebbe ceduto un suolo in comodato d’uso (art. 1803 Codice Civile: contratto con il quale una parte consegna all’altra una cosa mobile o immobile, affinché se ne serva per un tempo o per un uso determinato, con l’obbligo di restituire la stessa cosa ricevuta. Il comodato è essenzialmente gratuito), allo stesso Comune di Monte Sant’Angelo, per la costruzione dello stabile adibito ad impianto di fogna e depurazione. Nell’ipotesi del progetto iniziale, progetto stabilito dal Comune di Monte “già con la precedente Giunta Nigri” e proseguito nella sua cantierizzazione con l’attuale amministrazione Ciliberti (progetto per la cui cantierizzazione ed esecuzione si è fatto riferimento ad un finanziamento europeo) l’impianto avrebbe dovuto ricevere le acque reflue provenienti probabilimente dallo stesso stabilimento produttivo della Syndial, per poi essere pulite e rilanciate nuovamente nell’area di partenza. In base alle ricerche condotte, il Comune di Monte Sant’Angelo avrebbe “omesso” e/o “dimenticato” di richiedere l’autorizzazione necessaria per la costruzione dello stabile in questione (autorizzazione richiesta in base all’articolo 55 Codice della Navigazione, vedi in seguito). Lo stabile è sito nei pressi di un stabilimento balnerare della zona, stabilimento di proprietà un’impresa di costruzione locale. Il Comune di Monte Sant’Angelo dunque, settore urbanistica, avrebbe violato, unitamente alla Syndial, quanto predisposto dall’articolo 55 del Codice della Navigazione.

I sigilli testimonianti il sequestro di polizia giudiziaria ai danni dell'immobile citato
I sigilli testimonianti il sequestro di polizia giudiziaria ai danni dell'immobile citato
L’articolo 55 del Codice della Navigazione, rubricato “Nuove opere in prossimità del demanio marittimo”, obbliga il soggetto che intende realizzare nuove opere entro una zona di 30 metri dal demanio marittimo o dal ciglio dei terreni elevati sul mare a premunirsi di un’autorizzazione rilasciata dal Capo del Compartimento. Esso stabilisce: “L’esecuzione di nuove opere entro una zona di trenta metri dal demanio marittimo o dal ciglio dei terreni elevati sul mare è sottoposta all’autorizzazione del Capo del Compartimento. Per ragioni speciali, in determinate località l’estensione della zona entro la quale l’esecuzione di nuove opere è sottoposta alla predetta autorizzazione può essere determinata nella misura superiore ai trenta metri, con Decreto del Presidente della Repubblica, previo parere del Consiglio di Stato. L’autorizzazione si intende negata se, entro novanta giorni l’Amministrazione non ha accolto la domanda dell’interessato. L’autorizzazione non è richiesta quando le costruzioni sui terreni prossimi al mare sono previste in piani regolatori o di ampliamento già approvati dall’Autorità Marittima. Quando siano abusivamente eseguite nuove opere entro la zona indicata dai primi due commi del presente articolo, l’Autorità Marittima provvede ai sensi dell’articolo precedente.” (…) In breve: se vi sono limitazioni all’uso del demanio marittimo è necessario avere un atto di concessione da parte dell’Autorità Marittima; se , invece, si costruisce su terreno privato, ma confinante col demanio marittimo, senza, altresì, produrre limitazioni, sarà sufficiente il rilascio dell’autorizzazione. Qualunque limitazione all’uso del Demanio Marittimo, può essere considerata solo come eccezionale e mai come definitiva, per cui sarà sottoposta alla valutazione del Capo del Compartimento.

TITOLARITÀ’ RELATIVA ALL’AUTORIZZAZIONE EX ARTICOLO 55 DEL CODICE DELLA NAVIGAZIONE – ANALISI Titolarità relativa all’autorizzazione ex articolo 55 CdN

In ogni modo, in base alla ricerca effettuata, sarebbe già in corso la pratica di dissequestro dell’immobile citato. Il Comune di Monte Sant’Angelo avrebbe fatto richiesta dell’autorizzazione necessaria inizialmente per la costruzione dell’immobile lo stesso giorno nel quale avrebbe ricevuto la denuncia del sequestro di polizia giudiziaria.

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