La comunità di Rignano Garganico è in lutto per la scomparsa dell’ingegner Paolo Gentile, figura centrale della vita culturale locale e punto di riferimento per la conservazione dell’identità storica del territorio. Si è spento dopo aver affrontato con dignità e riservatezza una lunga malattia, lasciando un vuoto profondo non solo tra i familiari, ma anche nell’intero ambiente intellettuale del Gargano.
Nato a Rignano Garganico il 15 febbraio 1945, Gentile aveva costruito una brillante carriera accademica e professionale dopo la laurea in Ingegneria Aeronautica conseguita al Politecnico di Torino. Per anni si era dedicato all’insegnamento delle discipline tecniche, fino a ricoprire incarichi di dirigente scolastico in licei, scuole magistrali e istituti tecnici, diventando un punto di riferimento per generazioni di studenti.
Accanto all’attività scolastica, ha coltivato con rigore e passione il lavoro di ricerca e valorizzazione delle radici locali, trasformando l’impegno per la memoria del proprio paese in una vera missione culturale. Tra le sue opere più significative spicca il dizionario “In rignanese si dice/va”, un lavoro accurato di recupero della parlata locale, fondamentale per la salvaguardia del patrimonio linguistico rurale.
A questo si aggiungono studi di carattere grammaticale e sintattico e la raccolta “La saggezza popolare”, in cui ha documentato proverbi, detti, indovinelli e tradizioni orali capaci di restituire la visione del mondo della comunità rignanese.
Il suo ultimo contributo è il volume “Rignano Garganico nel tempo da Paglicci a Drios a Rignano”, realizzato con la collaborazione informatica e di ricerca di Mario Paglia e pubblicato dall’Edizione “Il Saggio” con il Centro Culturale Studi Storici. L’opera ripercorre la storia del territorio dalle origini paleolitiche della Grotta Paglicci fino alla Rignano contemporanea, in un ampio lavoro di sintesi storica e identitaria.
Il destino ha voluto che il libro rimanesse senza una presentazione ufficiale, anche a causa della scomparsa, avvenuta nel 2025, dell’altro autore e cofirmatario, l’ingegner Giuseppe Demaio. La successiva morte di Paolo Gentile consegna oggi quest’opera alla comunità come un testamento culturale e spirituale.
Con la sua scomparsa, Rignano Garganico perde un intellettuale rigoroso e appassionato, capace di unire metodo scientifico e amore profondo per la propria terra. Il suo lavoro resta come eredità preziosa per le nuove generazioni e come testimonianza di un impegno costante per la memoria collettiva.
Alla famiglia e a quanti lo hanno conosciuto e stimato giungono le più sentite condoglianze.
Fai buon viaggio Paolo, salutaci Peppino e papà Tonino.
Lo riporta rignanonews.com.



