PESCHICI – «Offriamo vitto, alloggio, carburante e persino un contributo per l’affitto, ma i medici continuano a non scegliere Peschici». È l’allarme lanciato dal sindaco Luigi D’Arenzo, che denuncia una situazione sanitaria sempre più critica in vista della stagione estiva, quando il centro garganico passa da circa 4 mila residenti a oltre 30 mila presenze.
In un’intervista rilasciata a la Repubblica Bari, il primo cittadino spiega che il Comune è riuscito a garantire la presenza di due medici per la guardia medica turistica, ma il numero è insufficiente a coprire tutti i turni. «Nel 2025 non si presentò nessuno al bando. Dal 16 luglio sarà pubblicato un nuovo avviso e speriamo nell’adesione di una nostra concittadina», afferma.
Per rendere più attrattiva la sede di servizio, l’amministrazione comunale ha previsto incentivi economici che comprendono vitto, alloggio, rimborso del carburante e contributi per l’affitto destinati ai professionisti che scelgono di operare a Peschici, con uno stanziamento complessivo di circa 10 mila euro.
L’emergenza, però, riguarda soprattutto la medicina di base. Negli ultimi quattro anni tutti i medici di famiglia del paese sono andati in pensione. Attualmente ne resta soltanto uno, mentre altri due operano a Rodi Garganico.
A complicare il quadro contribuisce anche la distanza dai principali ospedali. I presidi più vicini sono quelli di San Giovanni Rotondo e San Severo, raggiungibili rispettivamente in circa due ore e un’ora e mezza con i mezzi di soccorso. «Le ambulanze restano fuori per molte ore e il territorio rimane scoperto», osserva il sindaco, ricordando inoltre la carenza di personale nel sistema di emergenza-urgenza provinciale.
Durante l’estate il Comune può contare su un’ambulanza medicalizzata e su un ambulatorio con tre infermieri, ma secondo D’Arenzo il problema richiede interventi strutturali. Tra le proposte avanzate vi sono il coinvolgimento dei medici in pensione, il potenziamento dell’assistenza territoriale e una semplificazione delle procedure per i pazienti cronici, attraverso ricette di durata più lunga.
Il sindaco richiama infine l’attenzione sul futuro delle Case di comunità: «Se non ci sono medici disponibili, il rischio è quello di realizzare strutture che poi non potranno garantire i servizi ai cittadini».
Fonte: intervista di Luigi D’Arenzo a la Repubblica Bari.



