Manfredonia
Goletta Verde: rifiuti nelle reti dei pescatori

Golfi italiani: plastica in mare, tartarughe a rischio


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Manfredonia – IL nostro mare è pieno di rifiuti, sopra e sotto l’acqua, e questa non è una novità. A iniziare dai rifiuti galleggianti che al ritmo di 13 oggetti al chilometro quadrato fluttuavano tra le onde durante il monitoraggio di Goletta Verde nel 2013. Passando per quelli che finiscono la propria cora sulle spiagge, dove, nel peggiore dei casi, Legambiente ha potuto contare, nello scorso maggio, ben 4 rifiuti nella sola superficie occupata da un ombrellone.

I rifiuti che restano sulla superficie dell’acqua o sulle spiagge sono però solo il 15% e quindi rappresentano la punta di un iceberg di un problema ben più complesso e grave, dal momento che è proprio sui fondali marini che si accumula il 70% dei rifiuti che, per varie vie, arriva in mare.

I dati del Progetto Gionha (Programma di Cooperazione Transfrontaliera Italia/Francia 2007-2013), relativi all’azione pilota di raccolta e smaltimento rifiuti sui fondali svolta dall’osservatorio Ligure Pesca Ambiente per la Regione Liguria da marzo ad agosto 2011, ben descrivono la situazione dei fondali del nostro paese. In sei mesi, i 17 pescherecci coinvolti nell’operazione hanno pescato ben 83 tonnellate di rifiuti solidi, parliamo del carico di 10 autocarri pesanti. Non stupisce che la percentuale maggiore spetti alla plastica con il 61% seguita dalla categoria “altro” (14%), da metallo e vetro (9%) e da materiali da pesca (4%). E anche nel resto d’Italia non sembra andare meglio.

Le problematiche che generano i rifiuti nell’ecosistema marino e costiero sono innumerevoli. A iniziare dalla fauna. Tartarughe marine, uccelli e mammiferi marini possono restare intrappolati nelle reti da pesca e negli attrezzi di cattura professionale oppure morire per soffocamento dovuto all’ingestione accidentale di rifiuti (in particolare buste di plastica) scambiati per cibo. Secondo gli studi, nel Mediterraneo occidentale, l’ingestione di rifiuti causa la morte nel 79,6% delle tartarughe marine. Un dato confermato anche dal Centro Recupero Tartarughe marine di Legambiente a Manfredonia che nel 2013 ha curato 211 tartarughe, l’8 per cento delle quali aveva ingerito plastica.

Senza contare gli effetti dei materiali più piccoli (microlitter) e nello specifico le microplastiche, ingerite dagli organismi acquatici, sono la causa principale dell’introduzione di plastiche nel biota e, quindi, del disequilibrio della catena alimentare e dell’intero ecosistema marino.

“Indubbie le ripercussioni dei rifiuti marini sulla fauna e sul disequilibrio della catena alimentare dell’intero ecosistema. Altrettando indubbi anche i costi che ricadono sulle comunità, dall’economia della pesca a

quella turistica – dichiara Serena Carpentieri, portavoce di Goletta Verde. È per questo motivo che speriamo che la direttiva europea della Marine Strategy possa dare il giusto contributo alla risoluzione di questi problemi e ad avviare una seria politica di prevenzione per scoraggiare chi usa il mare come una discarica e incentivare associazioni di categoria ed enti locali a iniziare le grandi pulizie del nostro mare, a partire dai suoi fondali. È per questo che con Goletta Verde non solo monitoriamo le quantità di marine litter, dal tirreno all’adriatico, ma promuoviamo incontri come questo per mettere intorno a un tavolo chi ha tutte le competenze per una progettualità dedicata alla strategia marina, a partire dai rifiuti”.

Proprio all’indomani della chiusura della consultazione pubblica sulla Marine Strategy (direttiva 2008/56/ce sulla strategia per l’ambiente marino) Legambiente ha promosso l’incontro “Rifiuti marini: problemi e conseguenze sull’economia della pesca e del turismo. Prospettive di attuazione della Marine Strategy in Puglia” per questa sera al Centro Velico Gargano Molo di Ponente di Manfredonia, nel corso della tavola rotonda promossa da Goletta Verde e alla quale hanno preso parte: Nicola Ungaro, Arpa Puglia; Luca Limongelli, dirigente Servizio Risorse Idriche della Regione Puglia; Gianfranco Pazienza, ricercatore presso Ismar CNR di Lesina; Giovanni Furi, responsabile Centro recupero Tartarughe marine; Serena Carpentieri, portavoce di Goletta Verde e Angelo Petruzzella, presidente Lega Pesca Puglia. Coordina: Antonio Nicoletti, responsabile Nazionale Aree Protette Legambiente. Previsti i saluti iniziali di Luciano Buono, presidente Centro Velico Gargano; Antonio Angelillis, presidente GAC Gargano Mare e Enzo Renato, presidente Legambiente Circolo di Manfredonia.

L’obiettivo della direttiva è il raggiungimento del buono stato ecologico, sulla base di 11 descrittori qualitativi, per le acque marine di ogni stato membro, entro il 2020. Una direttiva importante e innovativa che per la prima volta considera la risorsa mare come una risorsa che non ha confini geografici e, quindi, secondo un’ottica di sistema, prevendendo strumenti e politiche condivise. Focus della tavola rotonda promossa da Goletta Verde a Manfredonia è il descrittore relativo ai rifiuti che finiscono nel nostro mare e sulle nostre spiagge.

“L’obiettivo al 2020 è quello di raggiungere un buono stato ambientale degli ecosistemi marini e costieri ma tra soli due anni dovrà essere messo in campo un programma di misure atte alla tutela a 360° del nostro pianeta blu. Per questo ci appelliamo alla Regione Puglia – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – per avviare da subito politiche per la strategia marina, a iniziare dai rifiuti. Chiediamo, innanzitutto, che si studi un progetto pilota per coinvolgere i pescatori, le marinerie, le associazioni di categoria e i comuni per la raccolta dei rifiuti sui fondali marini e il loro corretto smaltimento. Vorremmo che la Puglia si distingua avviando questo processo, che, in Italia, a parte alcune eccezioni, è ostacolato da troppa burocrazia. A oggi, infatti, i pescatori sono costretti a rigettare in mare i rifiuti che incappano numerosi nelle proprie reti, per assenza di progettualità a terra che consenta il recupero e lo smaltimento dei rifiuti sommersi. Inutile dire che bypassare questo problema rappresenta una sfida per la civiltà oltre che un primo traguardo per attutire i danni all’ecosistema e all’economia. Iniziamo dal Garganoe dalle buone premesse per l’attuazione della Marine Strategy”.

E oggi pomeriggio a largo di Manfredonia è stata liberata “Furia”, la tartaruga Caretta caretta, lunga 61 centimetri, salvata la scorsa settimana a quattro miglia al largo di Mattinata e curata presso il Centro Recupero Tartarughe Marine di Legambiente di Manfredonia. “Furia” è stata liberata a un miglio e mezzo di distanza dal porto di Manfredonia, dove in questi giorni è ormeggiata la Goletta Verde, la storica campagna di informazione e monitoraggio scientifico di Legambiente a salvaguardia del mare e delle coste italiane. Hanno collaborato alla liberazione la Capitaneria di Porto di Manfredonia e il Centro Velico Gargano.

Redazione Stato

Golfi italiani: plastica in mare, tartarughe a rischio ultima modifica: 2014-07-28T19:22:33+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Carlo

    Non credo che il problema sia soltando del golfo di Manfredonia. Pertanto , si potrebbe scrivere l’adriatico o il mediterraneo, e non pubblicizzare, in negativo, solo il nostro mare, anche perché i rifiuti si spostano da una località ad un’altra. Domani gli stessi rifiuti si potranno spostare a Pescara o a Bari,, pertanto tale pubblicita’, in negativo, poteva essere rizparmiata.


  • dino

    E’ stata fatta questa domanda a goletta Verde e il Dott. Ungaro dell’Arpa: Ogni anno aspettiamo con attesa il tour di Goletta Verde nel nostro territorio. Sul portale di Lega Ambiente avete inserito la mappa dettagliata dei monitoraggi fatti al passaggio di Goletta Verde sulle coste pugliesi,senza tralasciare i punti più inquinanti, però avete bay-passato tutta la costa che va dalla Foce Aloiso (Margherita di Savoia) fino a S. Menaio (Peschici) lasciando un sito altamente inquinato come la foce del fiume Candelaro. inoltre avete per queste zone inserito nel vostro reportage i dati Arpa del 2013 a coprire la nostra zona. La mia domanda,che rivolgo a Goletta Verde e al Dott. Ungaro dell’Arpa Foggia: Per quale motivo avete bay-passato il Candelaro e le nostre spiagge,è stata una scelta tecnica o politica?
    La risposta di Goletta Verde,in sintesi: Non abbiamo avuto segnalazioni dai cittadini,adesso le abbiamo avute, (un “grazie ironico” dalla platea) .

    La risposta del Dott. Ungaro,in sintesi: conosciamo bene il problema della foce Candelaro e conosciamo bene lo scarico di del depuratore di Manfredonia,proprio perchè lo conosciamo è sappiamo che è un sito inquinato,l’Arpa non può fare nient’altro che segnalarlo alle autorità competenti (Provincia e Comune).

    Quindi al prossimo passaggio di Goletta Verde c’è una segnalazione di un cittadino.
    Per la questione politica attendiamo ancora impazienti che qualche politico dica basta a questa situazione.

    Comunque il dubbio mi è rimasto: Perchè non hanno monitorato il nostro Golfo,dove aver monitorato tutta la costa Pugliese? A voi le supposizioni.
    C’è stata un’altra domanda rivolta: che posizione prenderà Lega Ambiente rispetto all’imminente costruzione di un deposito costiero di GPL di 60.000.000 e di un gasdotto che taglierà tutto lo specchio d’acqua dal pontile industriale alla spiaggia di siponto?

    Ha risposto il presidente di Lega Ambiente Manfredonia Vincenzo Renato: Rispondendo che hanno provveduto a fare un documento e che il sindaco ha assicurato la cittadinanza con un comunicato stampa che l’impianto non si farà e le voci di istallazione del deposito, a detta del Sindaco, sono solo bugie. Speriamo.


  • Antonella

    Sarei curiosa di conoscere le osservazioni fatte dalla platea. Mi hanno detto molto importanti, anche se sono state spente le videocamere per non riprenderle, come al solito, l’imbarazzo di alcuni “relatori”

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