È iniziato a Borgo Mezzanone un corso di lingua italiana rivolto ai lavoratori e alle lavoratrici che vivono nella pista, iniziativa nata per rispondere a una richiesta emersa direttamente dalla comunità presente nell’insediamento e resa possibile grazie alla collaborazione tra Flai Cgil Foggia, Flc Cgil Foggia e Fondazione Metes.
Il percorso formativo nasce dall’esigenza di fornire ai residenti uno strumento fondamentale per l’integrazione e, in particolare, per il conseguimento della certificazione di livello A2 della lingua italiana, requisito necessario per la richiesta del permesso di soggiorno per soggiornanti di lungo periodo.
«Come Flai Cgil abbiamo da tempo un presidio all’interno del ghetto di Borgo Mezzanone e ciò che è emerso dall’ascolto delle istanze dei lavoratori e delle lavoratrici è l’esigenza di una scuola di italiano, soprattutto per conseguire la certificazione di A2 necessaria per richiedere il permesso come lungo soggiornante», spiega Francesca Stella della Flai Cgil Foggia, responsabile del progetto.
«Da qui l’avvio di un percorso con la categoria dei lavoratori della conoscenza che ci ha permesso di fornire un ulteriore servizio, completamente gratuito, per tutte e tutti che permetta anche un percorso di integrazione. Ringraziamo la Fondazione Metes che ha fornito il materiale per l’avvio del corso e che si occuperà dell’esame finale per il conseguimento della certificazione», aggiunge Stella.
L’iniziativa rappresenta un ulteriore intervento sul territorio da parte delle organizzazioni sindacali, con l’obiettivo di garantire accesso alla formazione, conoscenza della lingua e maggiori strumenti di autonomia alle persone che vivono e lavorano nella baraccopoli situata nel territorio amministrativo del Comune di Manfredonia.
Sul valore sociale del progetto è intervenuto anche il segretario generale della Flc Cgil Foggia, Giuseppe Ciuffreda, che ha sottolineato il significato dell’apertura di una scuola proprio all’interno della pista.
«L’attivazione di un corso di italiano sulla pista di Borgo Mezzanone non è solo un atto sindacale, è un gesto politico e umano. Insegnare la lingua significa offrire dignità, diritti, possibilità di riscatto, in un luogo dove troppo spesso regnano abbandono, sfruttamento e invisibilità», ha dichiarato Ciuffreda.
«Come FLC CGIL di Foggia, insieme alla FLAI CGIL di Foggia, siamo convinti che la conoscenza sia uno strumento di liberazione, anche e soprattutto per i braccianti migranti costretti a vivere e lavorare in condizioni disumane. Non accettiamo che esistano territori dove il diritto allo studio, alla salute, alla casa vengano sospesi», ha aggiunto.
Secondo il segretario della Flc Cgil, portare la formazione direttamente nei luoghi dove vivono i lavoratori rappresenta un modo concreto per favorire inclusione e partecipazione. «Portare la scuola dove lo Stato è assente è il nostro modo di fare sindacato, stare nei territori, costruire inclusione reale», ha concluso Ciuffreda.
Il progetto è stato possibile grazie al contributo dei docenti volontari, dei mediatori, dei rappresentanti sindacali, della Fondazione Metes e soprattutto dei lavoratori migranti coinvolti, che attraverso il percorso formativo potranno acquisire nuove competenze linguistiche e maggiori strumenti per affrontare il proprio percorso sociale e lavorativo.
Lo riporta lagazzettadelmezzogiorno.it.



